Il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato che la Francia intende dispiegare truppe in Arabia Saudita per contribuire alla sicurezza di una raffineria e di un oleodotto per il greggio a Yanbu, sul Mar Rosso, ampliando il ruolo militare francese man mano che gli effetti della guerra con l’Iran si propagano. Al di là di questa rivelazione, i mercati sono stati descritti come misti: le azioni globali in Europa, Asia, Pacifico e America Latina risultavano al di sotto dei massimi di inizio anno, mentre gli indici USA venivano indicati come in grado di segnare nuovi record, pur con il Dow descritto come in discesa verso un nuovo minimo.
Sul fronte macro e degli asset digitali, è stato riportato che l’indice del dollaro USA ha superato quota 100 all’inizio della settimana, sostenuto dall’aumento dei rendimenti dei Treasury e dalle attese di ulteriore inasprimento da parte della Fed, mentre i metalli preziosi venivano indicati in consolidamento sotto questa pressione. È stato inoltre riferito che Bitcoin ha superato una resistenza oltrepassando il massimo di maggio, nonostante il Senato USA non sia riuscito a far avanzare una legislazione crypto organica e nonostante un attacco informatico all’exchange Bitget in cui sarebbero stati sottratti 350 milioni di dollari. Il report ha anche indicato i prossimi dati USA sull’inflazione del 30 settembre e quelli sul mercato del lavoro (payrolls) del 2 ottobre come potenziali catalizzatori, insieme a “date critiche di inversione” tra il 29 e il 30 settembre e tra il 2 e il 5 ottobre.
Volatilità di mercato, petrolio e prospettive per l’azionario
Dobbiamo prepararci a un brusco aumento della volatilità di mercato in avvicinamento a una serie di date critiche di inversione tra il 29 settembre e il 5 ottobre 2026. Sebbene i titoli tecnologici abbiano recentemente spinto Nasdaq e S&P 500 su massimi storici, una marcata divergenza ribassista nel Dow Jones Industrial Average suggerisce che questo rally azionario è fragile. Consigliamo ai trader su derivati di coprire le posizioni lunghe sull’azionario e di cercare opportunità di short sui principali indici azionari se i livelli di supporto dovessero iniziare a cedere la prossima settimana.
Il recente ritracciamento dei prezzi del petrolio è probabilmente temporaneo, soprattutto con l’escalation delle tensioni geopolitiche dopo il dispiegamento militare francese a Yanbu sul Mar Rosso. Storicamente, le interruzioni vicino a snodi chiave del transito petrolifero hanno innescato forti rialzi dei prezzi, come l’impennata del 15% dei futures sul Brent dopo gli attacchi con droni del 2019 contro Saudi Aramco. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call out-of-the-money su Brent e WTI per sfruttare improvvisi shock dal lato dell’offerta man mano che il conflitto si espande.
Forza del dollaro, metalli preziosi e asset digitali
L’Indice del Dollaro USA (DXY) è tornato sopra quota 100, sostenuto dall’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi e dalle attese di ulteriore stretta da parte della Federal Reserve. Un dollaro forte continua a penalizzare i metalli preziosi, ma occorre monitorare un possibile cambio di direzione dell’oro se i prossimi dati economici dovessero innescare acquisti da bene rifugio. I trader dovrebbero valutare long straddle sui futures dell’oro in vista dei cruciali dati USA sull’inflazione del 30 settembre e del report sui payrolls del 2 ottobre.
Nel mercato delle criptovalute, Bitcoin ha recentemente mostrato una forza notevole superando il massimo di maggio nonostante un maxi-hack da 350 milioni di dollari sull’exchange Bitget. Tuttavia, l’incertezza regolatoria e le più ampie pressioni macroeconomiche fanno sì che questo breakout resti altamente vulnerabile. Suggeriamo di operare su Bitcoin con stop-loss stretti o utilizzando put protettive, poiché la finestra di inversione di inizio ottobre potrebbe facilmente innescare una correzione marcata.
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