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Gli estremi del COT segnalano potenziali inversioni per dollaro australiano, euro e gas naturale, mentre i metalli appaiono tirati

by VT Markets
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Sep 27, 2026

Posizionamento dei Commercial e estremi di mercato

Gli estremi dei commercial nella settimana fino al 25 settembre 2026 sono stati guidati dal dollaro australiano con un COT Index al 100%, mentre i Large Speculators risultavano net short per −46.814 contratti dopo uno spostamento di −7.908 e il prezzo è sceso dell’1,38%. Il gas naturale ha segnato il 94% mentre i Large Speculators sono rimasti net short per −216.530, seppur con un miglioramento di +5.057, a fronte di un rialzo dei prezzi del 7,22%. L’Euro FX ha raggiunto l’83% con i Large Speculators net short per −52.334 dopo un movimento di −25.341 e un calo dello 0,85%. Nei metalli, il palladio era al 69% con i Large Speculators net short per −4.533 (−383 sulla settimana) e prezzi in ribasso del 2,81%, mentre il platino era al 61% con i Large Speculators net long per +15.366 (+146) nonostante una flessione dell’1,47%; la sterlina ha registrato il 58% con i Large Speculators net short per −82.568 (−23.853) e prezzo in calo dell’1,10%. All’estremo opposto, argento e rame hanno entrambi riportato un COT Index all’8%: sull’argento i Large Speculators erano net long per +25.444 (+118) mentre il prezzo è sceso del 3,11%, mentre sul rame risultavano +90.522 (+15.388) con prezzo in rialzo dello 0,95%.

Sul posizionamento più ampio, il Dollar Index è salito dello 0,82% con spec net a +10.330 (−263), commercial net a −12.167 (+67), small net a +1.837 e open interest a 46.328 (+6%), lasciando un COT Index al 54%. L’open interest dell’Euro FX è sceso dell’11% a 821.689 mentre il commercial net è passato a +28.967 (+28.757) e lo small net era +23.367; sterlina, franco svizzero e dollaro canadese hanno visto l’open interest in calo rispettivamente del 22% a 244.925, del 22% a 133.495 e del 13% a 311.085. Altrove, l’open interest dello yen è scivolato del 30% a 378.701 mentre lo spec net era +71.982 (−48.377); il peso messicano è sceso del 2,55% con spec net a +75.167 (−12.615) e open interest a 266.061 (−17%); e sul dollaro neozelandese lo spec net era −11.380 (−21.898) con open interest a 101.377 (−25%). Nell’energia, il WTI è sceso del 3,17% con spec net a +141.106 (+5.201) e open interest a 1.841.811 (−6%), mentre benzina e heating oil sono scesi dell’1,39% e del 5,31% con open interest a 361.099 (+1%) e 274.811 (−1%). Nei preziosi, l’oro ha perso il 2,16% con spec net a +225.853 (−4.485) e open interest a 412.800 (+1%), mentre l’open interest dell’argento è salito del 3% a 106.474; l’open interest del platino era 65.373 (0%) e quello del palladio 16.730 (0%); l’open interest del rame è aumentato del 4% a 301.657.

Impostazioni operative e outlook di mercato

Dovremmo monitorare da vicino il dollaro australiano per una possibile inversione rialzista nelle prossime settimane. I trader commercial hanno raggiunto una lettura del COT Index al 100%, segnando il massimo assoluto del loro range a 26 settimane, mentre gli speculatori hanno spinto le posizioni net-short ancora più in basso a -46.814 contratti. Storicamente, quando il posizionamento dei commercial tocca un estremo simile mentre i prezzi arretrano, spesso anticipa uno short-squeeze marcato.

Al contrario, suggeriamo cautela su rame e argento, che mostrano segnali di eccesso. Entrambi i metalli presentano un posizionamento dei commercial su un minimo dell’8% nel COT Index, con i large speculators fortemente net-long. Con gli speculatori sul rame che hanno aumentato l’esposizione net-long di oltre 15.000 contratti fino a 90.522, qualsiasi improvviso cambio nella domanda industriale globale potrebbe innescare una rapida correzione al ribasso.

L’euro offre inoltre un’interessante opportunità, con gli acquisti dei commercial che salgono all’83% del range, in contrasto con un indebolimento della componente speculativa short. Questo setup si allinea ai trend macro più ampi, poiché gli analisti di mercato osservano che la stabilizzazione dei mercati energetici regionali potrebbe sostenere un rimbalzo in vista dell’inverno. Poiché il COT Index del Dollar Index segnala un affievolimento dello slancio rialzista al 54%, un’inversione su EUR/USD appare sempre più probabile.

Infine, il gas naturale merita particolare attenzione: i commercial mantengono una solida lettura al 94% mentre i prezzi sono balzati del 7,22% la scorsa settimana. Gli speculatori restano fortemente net-short a -216.530 contratti, preparando il terreno per un imponente short-squeeze qualora si concretizzassero previsioni di un autunno più freddo. In questo contesto, potremmo valutare un posizionamento a favore di un momentum rialzista mentre il mercato assorbe questi squilibri estremi.

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