USD/CHF è rimasto stabile venerdì, anche se il Dollaro USA ha leggermente ripiegato dopo una solida performance settimanale, mantenendo il cambio intorno a 0,8285, vicino ai livelli visti l’ultima volta a maggio 2025. L’incrocio restava comunque avviato verso il quarto rialzo settimanale consecutivo. Il franco svizzero è rimasto indietro rispetto alla maggior parte delle principali valute quest’anno, sostenuto da un contesto di Federal Reserve restrittiva, mentre il tasso di policy allo 0% della Banca nazionale svizzera ha rafforzato il ruolo della valuta come gamba di finanziamento per operazioni di carry trade e ha mantenuto una pressione di vendita persistente.
La SNB ha lasciato invariata la politica monetaria giovedì e ha affermato che l’impostazione resta appropriata per mantenere l’inflazione entro un intervallo coerente con la stabilità dei prezzi, sostenendo al contempo lo sviluppo economico; ha inoltre rivisto al rialzo la previsione d’inflazione dopo che il rincaro del petrolio ha spinto i prezzi verso l’alto, mentre le pressioni di medio termine sono aumentate solo leggermente. Al contrario, la Fed ha alzato i tassi di 25 punti base a 3,75%–4,00% e le proiezioni hanno mostrato che 16 membri su 18 si attendono almeno un ulteriore rialzo entro fine anno. Il Dollar Index si aggirava intorno a 101 dopo aver toccato 101,40, mentre il rendimento del Treasury decennale si manteneva vicino al 5,17% dopo un picco al 5,22%, massimo dal 2007; il CME FedWatch prezzava circa il 66% di probabilità di una stretta a ottobre, con in arrivo la prossima settimana l’inflazione PCE, l’ISM manifatturiero e il report sul lavoro (NFP).
Opportunità di trading su derivati dai differenziali dei tassi
Riteniamo che i trader di derivati dovrebbero sfruttare l’ampliamento del differenziale dei tassi acquistando opzioni call USD/CHF a durata intermedia. Con la Banca nazionale svizzera ferma con il tasso di policy allo 0% e la Federal Reserve in area 3,75%-4,00%, il franco funge da valuta di finanziamento ideale per carry trade potenzialmente redditizi. Storicamente, durante periodi prolungati di divergenza di politica monetaria come a metà anni 2000, il franco svizzero ha registrato una depreciamento sostenuto per più mesi contro il dollaro.
Alla luce dei cruciali dati della prossima settimana su inflazione PCE USA e Nonfarm Payrolls, consigliamo ai trader di utilizzare bull call spread per attenuare l’erosione del premio. Questa struttura tutela il capitale da improvvisi rialzi “safe haven” del franco, che potrebbero essere facilmente innescati da un peggioramento delle condizioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz. La strategia consente di catturare il potenziale rialzo qualora si concretizzi la probabilità del 66% di un aumento dei tassi a ottobre indicata dal CME FedWatch Tool.
Strategie obbligazionarie in un contesto di rendimenti potenzialmente più elevati
Nei mercati del debito, suggeriamo di andare short sui future sui Treasury USA oppure di acquistare opzioni put su strumenti obbligazionari a lungo termine. Il rendimento del Treasury decennale USA sta consolidando intorno al 5,17% e i pattern storici indicano che un superamento del recente picco al 5,22% potrebbe innescare una rapida risalita verso livelli che non si vedevano dall’estate 2007. Posizionarsi per rendimenti più alti resta particolarmente favorevole finché i funzionari della Fed manterranno una retorica aggressiva in vista del prossimo meeting di politica monetaria.
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