I rendimenti obbligazionari globali sono saliti nel corso della settimana, guidati dal Treasury USA decennale, che è passato dal 4,95% di lunedì a oltre il 5,20% di giovedì. Anche i titoli europei e giapponesi sono stati venduti, spingendo i rendimenti su nuovi massimi di ciclo, mentre il movimento è stato accompagnato da un dollaro USA più forte e da mercati azionari stabili. La dinamica è stata più marcata sul tratto breve, coerente con le attese di un ulteriore irrigidimento delle banche centrali che si trasmette lungo la curva; il contesto rimanda a dati di crescita più solidi e a un petrolio più caro, più che a timori sulla sostenibilità del debito.
Il PMI USA di settembre ha alimentato la sorpresa al rialzo, con l’indice composito ai massimi da cinque anni grazie al miglioramento sia della manifattura sia dei servizi; anche il PMI dell’area euro ha battuto le stime, seppure con un margine inferiore. In Asia, le esportazioni sudcoreane di settembre e gli ordini all’export di Taiwan di agosto hanno ulteriormente accelerato, entrambi oltre il 70% su base annua, in linea con una domanda ancora sostenuta — trainata dall’AI — per chip destinati ai data center. I mercati energetici hanno oscillato: il Brent è sceso sotto 98 dollari al barile martedì prima di rimbalzare a 108 dollari giovedì, mentre Washington valutava un divieto di 90 giorni alle esportazioni di diesel in vista delle elezioni di mid-term di inizio novembre; la geopolitica ha aumentato la volatilità, con la tregua commerciale USA-Cina estesa di due mesi al 10 gennaio e l’AfD tedesca al 44% in Sassonia-Anhalt e al 38% in Meclemburgo-Pomerania Anteriore.
Posizionamento su rendimenti obbligazionari, balzo dell’export tech e volatilità dell’energia
Con i rendimenti del Treasury USA decennale balzati oltre il 5,20%, consigliamo ai trader su derivati di prepararsi a una pressione rialzista persistente sul tratto corto della curva. Con la Federal Reserve attesa mantenere i tassi “più alti più a lungo” per contrastare un’inflazione ancora tenace, i futures sui tassi a breve e le opzioni ribassiste sui Treasury offrono un posizionamento interessante. Storicamente, quando lo spread tra 2 anni e 10 anni si restringe durante fasi di sell-off guidate dalla crescita, le strategie di flattening della curva tendono a offrire i rendimenti corretti per il rischio più affidabili.
Il sorprendente +70% annuo dell’export tecnologico da Taiwan e Corea del Sud conferma che il boom delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale sta ancora accelerando. Per capitalizzare questo slancio, raccomandiamo l’uso di opzioni call long sui principali indici dei semiconduttori e su ETF focalizzati sul tech. I dati recenti indicano che la spesa globale in hardware per l’AI è destinata a superare i 150 miliardi di dollari quest’anno, rendendo particolarmente appetibili operazioni near-the-money sui produttori di chip.
Con il Brent oscillato con forza tra 98 e 108 dollari al barile, i derivati energetici richiedono un approccio altamente tattico. Un potenziale stop di 90 giorni alle esportazioni USA di diesel, in vista delle elezioni di mid-term di novembre, ha un’elevata probabilità di innescare forti “squeeze” di offerta localizzati. Suggeriamo di operare con straddle sul Brent o strangle ampi per beneficiare della volatilità indotta dalla politica senza assumere una scommessa direzionale.
Gestione dei rischi geopolitici e delle sorprese macroeconomiche
Le tensioni geopolitiche sono in aumento: i cambiamenti politici in Germania e la tregua commerciale USA-Cina, ora estesa al 10 gennaio, mantengono i mercati in allerta. Dovremmo coprire i portafogli azionari con put out-of-the-money su S&P 500 ed Euro Stoxx 50 per proteggerci da improvvise rotture nei negoziati commerciali. Le evidenze storiche mostrano che gli indici di volatilità di mercato, come il VIX, tendono a salire in media del 15% nelle settimane che precedono vertici bilaterali rilevanti ed elezioni di mid-term ad alta posta.
In vista della prossima settimana, sarà cruciale monitorare il rapporto sul mercato del lavoro USA e i dati sull’inflazione core PCE per calibrare gli swap di breve periodo. Numeri sull’occupazione più forti delle attese con ogni probabilità consolideranno un ulteriore rialzo dei tassi, spingendo i rendimenti obbligazionari ancora più in alto a livello globale. Raccomandiamo di mantenere dimensioni operative prudenti e riserve di liquidità elevate, per cogliere rapidamente opportunità su opzioni prezzate in modo non efficiente subito dopo queste pubblicazioni ad alto impatto.
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