L’oro si è stabilizzato venerdì dopo due sedute di cali, mentre il dollaro USA e i rendimenti dei Treasury hanno fatto una pausa dopo una settimana solida. XAU/USD scambiava intorno a 4.305 dollari dopo aver toccato giovedì un minimo di una settimana a 4.244, ma restava comunque avviato verso una flessione settimanale. Le aspettative sui tassi hanno continuato a pesare: la Federal Reserve ha alzato i tassi di 25 pb la scorsa settimana, portando il federal funds rate al 3,75%-4,00%, e le proiezioni hanno mostrato 16 membri su 18 orientati verso almeno un ulteriore intervento entro fine anno. I mercati prezzavano una probabilità del 71% di un rialzo a ottobre tramite il CME FedWatch Tool, mentre il DXY si manteneva vicino a 101 dopo un massimo a 101,40 e il rendimento del decennale scendeva a circa 5,17% dal 5,22%, il livello più alto dal 2007.
Geopolitica e dati restano sotto i riflettori: l’Iran ha offerto di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni a determinate condizioni, mentre funzionari statunitensi e iraniani discutono un accordo a fasi senza progressi decisivi. Il calendario di venerdì include la lettura finale dell’Indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan per settembre; la prossima settimana arrivano l’inflazione PCE mercoledì, l’ISM Manifatturiero (PMI) giovedì e i Nonfarm Payrolls (NFP) venerdì. Sul piano tecnico, XAU/USD ha tenuto sopra la SMA a 20 periodi a 4.299 dollari, con la banda inferiore di Bollinger in area 4.237; l’RSI oscillava intorno a 51 e il MACD era leggermente positivo. Le resistenze si collocano in area 4.330 e 4.362, poi 4.450-4.500, mentre i supporti includono 4.299, 4.237 e 4.150-4.200.
Strategie su derivati in vista della volatilità in arrivo
Con l’oro in area 4.305 dollari e in arrivo la prossima settimana dati macro rilevanti come l’inflazione PCE e i Nonfarm Payrolls, ci aspettiamo un forte aumento della volatilità di mercato. I trader su derivati dovrebbero valutare straddle o strangle su opzioni per sfruttare i probabili movimenti bruschi dei prezzi senza dover scegliere una direzione precisa. I dati storici mostrano che l’“implied volatility” delle opzioni sull’oro tende a salire del 15%-20% nei giorni che precedono i principali report su occupazione e inflazione.
Poiché il rendimento del Treasury decennale resta molto elevato intorno al 5,17%, il costo opportunità di detenere oro continua a limitare eventuali rialzi sostenuti. Suggeriamo di utilizzare bear call spread su futures dell’oro per incassare premio, soprattutto considerando che ora la probabilità di un ulteriore rialzo dei tassi a ottobre è al 71%. Storicamente, quando i rendimenti reali a 10 anni aumentano in modo marcato, l’oro fatica a mantenere slancio rialzista, a meno che non sia sostenuto da un panico geopolitico estremo.
Livelli tecnici e gestione del rischio geopolitico
Sebbene il contesto macro favorisca il dollaro USA, non si possono ignorare le persistenti tensioni in Medio Oriente e il rischio di interruzioni dell’offerta petrolifera in prossimità dello Stretto di Hormuz. Per proteggersi da improvvisi picchi legati alla geopolitica, i trader dovrebbero considerare l’acquisto di call protettive out-of-the-money mentre mantengono posizioni corte su futures dell’oro. Questa strategia a rischio limitato consente di restare protetti nel caso in cui notizie improvvise spingano l’oro oltre la resistenza immediata a 4.330 dollari.
Dal punto di vista tecnico, nei prossimi giorni va monitorato con molta attenzione il supporto della banda centrale di Bollinger a 4.299 dollari. Una rottura netta sotto questo livello sul grafico a 4 ore probabilmente innescherebbe un rapido calo verso l’area di supporto a 4.237. Viceversa, se l’oro riuscirà a mantenersi sopra questa media, ci si può attendere una fase laterale tra 4.300 e 4.330 in vista delle principali pubblicazioni macro della prossima settimana.
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