Forza del dollaro e attese sulla Fed spingono l’EUR/USD al ribasso
Giovedì l’EUR/USD è rimasto vicino ai minimi degli ultimi due mesi, scambiando intorno a 1,1372 e registrando la quarta seduta consecutiva di calo, mentre le aspettative sui tassi continuavano a sostenere il dollaro USA. Il Dollar Index (DXY) si è mantenuto in area 101,27 dopo aver toccato 101,35, il livello più alto dal 29 luglio. I mercati hanno progressivamente scontato un nuovo intervento della Federal Reserve in ottobre dopo l’aumento di 25 punti base della scorsa settimana e il CME FedWatch Tool indicava la probabilità intorno al 65%, in aumento dal 55% di una settimana prima. Separatamente, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli USA sono salite a 197 mila da 196 mila, ma sono rimaste sotto le attese di 201 mila.
Fattori macro globali e politica delle banche centrali
Le maggiori aspettative di inflazione legate ai prezzi elevati del petrolio, insieme a una rivalutazione in senso “hawkish”, hanno spinto i rendimenti dei Treasury USA ai massimi pluriennali, con il decennale intorno al 5,10% dopo un picco a 5,15%, il livello più alto dal 2007. In Europa, i dati Ifo tedeschi migliori delle attese hanno offerto un certo supporto all’euro, ma la forza generalizzata del dollaro è persistita anche mentre i mercati prevedono ulteriori rialzi dei tassi da parte della Banca Centrale Europea. Gli obiettivi di inflazione delle banche centrali restano ancorati al 2%, mentre la Fed tiene otto riunioni di politica monetaria all’anno tramite il FOMC, che include 12 funzionari; il QE è descritto come acquisti di obbligazioni che di norma indeboliscono il dollaro, mentre il QT ne è l’inverso ed è tipicamente favorevole al dollaro.
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