L’oro si è stabilizzato nelle contrattazioni asiatiche di giovedì dopo aver esteso il calo ai minimi settimanali sotto quota 4.300 dollari, con XAU/USD indicato a 4.286,99 dollari, mentre l’attenzione si spostava su un incontro Trump–Xi più tardi in giornata. La flessione è seguita a una rottura al ribasso dal precedente intervallo di oscillazione, con prezzi del petrolio più sostenuti e rendimenti dei Treasury USA in risalita che hanno pesato sul metallo privo di rendimento, mentre le tensioni geopolitiche legate all’Iran e il rischio di attacchi Houthi all’Arabia Saudita hanno contribuito a riportare il greggio verso i 100 dollari. Il dollaro USA ha mantenuto i guadagni insieme a rendimenti elevati, e le attese per un’impostazione più hawkish della Federal Reserve sono rimaste al centro dell’attenzione, sebbene sia stato riportato che la tregua commerciale USA-Cina è stata estesa fino al 10 gennaio.
Sui grafici, l’oro è rimasto sotto le principali medie mobili, con la SMA a 21 giorni a 4.371,89 dollari sopra lo spot e le SMA a 50 e 100 giorni a 4.312,48 e 4.309,05 dollari a limitare i rimbalzi nel breve; la SMA a 200 giorni si attestava a 4.541,69 dollari. L’RSI era a 44,52. Il framework DXY di Scotiabank indicava un equilibrio stimato a 101 rispetto a un indice spot a 100,85, e puntava all’area dei bassi 101 come focus tecnico di breve periodo. I livelli di supporto sono stati indicati a 4.000,03 e 3.990,07 dollari.
Strategie su derivati in un contesto di incertezza geopolitica ed economica
Con l’oro in area inferiore alla soglia critica di 4.300 dollari a 4.286,99 dollari, riteniamo che gli operatori sui derivati debbano prepararsi a una volatilità elevata nelle prossime settimane. L’incontro ad alta posta tra il presidente Trump e Xi Jinping, insieme all’estensione della tregua commerciale fino al 10 gennaio, crea un contesto altamente imprevedibile. Per gestire questo scenario, raccomandiamo l’utilizzo di opzioni put sull’oro a breve scadenza per sfruttare l’immediata pressione ribassista.
La nostra view prudente è fortemente supportata da un dollaro USA in rafforzamento e da rendimenti dei Treasury in crescita, che mantengono il DXY ancorato in area 100,85. Storicamente, quando gli spread sui rendimenti a breve si allargano e il fair value del DXY oscilla intorno a 101, gli asset privi di rendimento come l’oro affrontano forti venti contrari. Suggeriamo di vendere opzioni call in prossimità della zona chiave di resistenza tra 4.309 e 4.312 dollari per incassare premio, finché il dollaro USA conserva la propria forza fondamentale.
Valutazioni di rischio tecniche e macroeconomiche
Occorre inoltre monitorare attentamente il comparto energetico, dove il greggio sta risalendo verso quota 100 dollari a causa dell’escalation delle tensioni in Medio Oriente. Prezzi del petrolio più elevati rischiano di riaccendere l’inflazione globale, il che probabilmente costringerà la Federal Reserve a mantenere i tassi più alti più a lungo. Gli operatori sui derivati possono coprire questi rischi macroeconomici acquistando opzioni call out-of-the-money sui futures del petrolio, mantenendo al contempo un bias short sull’oro.
Dal punto di vista tecnico, l’RSI giornaliero dell’oro è sceso a 44,52, confermando che nel breve il momentum favorisce i venditori. Se gli attuali livelli di supporto non dovessero reggere, potremmo vedere il metallo scivolare verso il livello psicologico chiave di 4.000 dollari. I trader che intendono cogliere questa potenziale rottura dovrebbero valutare l’acquisto di put sull’oro con strike intorno a 4.100 dollari, con scadenza di ottobre.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.