Il WTI ha ritracciato dopo i modesti rialzi della seduta precedente, scambiando intorno a 90,80 dollari al barile nelle ore asiatiche di giovedì e scivolando sotto 91,00 dollari. L’azione dei prezzi si è indebolita nonostante resti l’incertezza sui progressi dei colloqui diplomatici tra Stati Uniti e Iran, lasciando il greggio pronto a un rimbalzo qualora i negoziati dovessero peggiorare.
All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che Teheran non cederà alle minacce, ha ribadito il diritto dell’Iran a perseguire la tecnologia nucleare per lo sviluppo economico e ha avvertito che limiterà la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz finché resteranno in vigore sanzioni e blocchi statunitensi. A Washington, il segretario all’Energia USA Chris Wright ha dichiarato che l’amministrazione Trump sta lavorando con i raffinatori domestici su una riduzione volontaria delle esportazioni statunitensi di diesel come alternativa a un divieto di spedizione verso l’estero. Altrove, l’Arabia Saudita si prepara a riprendere le esportazioni di petrolio attraverso l’oleodotto East-West, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha detto di aver avuto recenti colloqui con il presidente Donald Trump su un potenziale cessate il fuoco energetico. TD Securities ha affermato che il mercato sta trattando con cautela i “titoli su un accordo” e ha avvertito che un posizionamento speculativo più elevato potrebbe rendere il greggio più sensibile alle notizie quotidiane che ai fondamentali.
Rischi di volatilità e tensioni geopolitiche
Con il West Texas Intermediate (WTI) in area poco sotto 91,00 dollari, ci aspettiamo che il mercato petrolifero affronti una volatilità intensa nelle prossime settimane. La minaccia di interruzioni delle spedizioni nello Stretto di Hormuz, che gestisce circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, rende molto probabili improvvisi picchi dei prezzi. Consigliamo ai trader di derivati di evitare in questa fase scommesse direzionali eccessive e di concentrarsi invece sulla mitigazione del rischio.
Strategie di trading in un contesto di speculazione elevata
Il mercato è attualmente guidato dai titoli più che dall’equilibrio di lungo periodo tra domanda e offerta, rendendo l’analisi tecnica standard meno affidabile. Poiché il posizionamento speculativo è molto elevato, un singolo rumor sui colloqui diplomatici o su restrizioni volontarie alle esportazioni USA può innescare liquidazioni massicce. Suggeriamo di utilizzare strategie in opzioni come straddle o strangle per beneficiare di forti oscillazioni dei prezzi senza dover prevedere la direzione.
Le recenti discussioni su tagli volontari alle esportazioni statunitensi di diesel e su potenziali cessate il fuoco energetici in Europa aggiungono ulteriore imprevedibilità al quadro. Guardando ai dati storici, periodi simili di frizione geopolitica hanno visto il Crude Oil Volatility Index (OVX) balzare di oltre il 30% in pochi giorni. Raccomandiamo di mantenere una leva contenuta e di impostare ordini di stop-loss stretti per proteggere il capitale da improvvisi gap notturni.
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