La sterlina è scesa di oltre lo 0,70% contro il dollaro USA mercoledì, portando il GBP/USD a 1,3253, il livello più basso dal 1° luglio. Il movimento è arrivato mentre i sondaggi sulle imprese negli Stati Uniti si sono rafforzati e i prezzi del petrolio sono saliti per i timori di un divieto USA all’export di diesel, sostenendo il biglietto verde. Il Dollar Index (DXY) è avanzato dello 0,52% ed è tornato sopra 101,00 per la prima volta dal 30 luglio.
Il PMI manifatturiero flash di S&P Global per settembre è salito a 57, superando le attese a 53,5 e il 53,9 di agosto, mentre il PMI dei servizi è aumentato da 56,5 a 58,7 e il PMI composito è salito da 56 a 58,4. Separatamente, il governatore della Fed Michael Barr ha dichiarato che potrebbero essere necessari ulteriori rialzi dei tassi per riportare l’inflazione al 2%. I mercati monetari hanno alzato la probabilità implicita di un rialzo Fed a ottobre al 70% dal 52% del giorno precedente, secondo Prime Terminal. Nel Regno Unito, i dati S&P Global hanno mostrato che manifatturiero e servizi sono cresciuti ma hanno rallentato su base mensile; in agenda interventi di esponenti della BoE e il GfK Consumer Confidence di settembre, mentre il calendario USA include commenti della Fed, richieste di sussidi di disoccupazione e interventi di Beth Hammack e Anna Paulson.
Prospettive GBP/USD e strategia di trading
Raccomandiamo ai trader su derivati di posizionarsi per una prosecuzione della pressione ribassista sul cambio GBP/USD nelle prossime settimane. Con il cross scivolato sotto le principali medie mobili in area 1,3476, il momentum di medio termine è chiaramente virato in territorio bearish. Meglio vendere i rimbalzi di breve piuttosto che comprare sui cali, anche con l’RSI giornaliero in ipervenduto a 26.
Il Dollar Index ha rotto al rialzo la barriera di 101,00 mentre PMI particolarmente forti spingono le aspettative di un rialzo dei tassi a ottobre al 70%. Le tendenze storiche mostrano che quando la Federal Reserve mantiene un’impostazione hawkish mentre la crescita europea rallenta, il biglietto verde tende a guadagnare in media l’1,8% nei successivi trenta giorni. Possiamo sfruttare questa divergenza acquistando opzioni call USD out-of-the-money.
Supporto dal mercato energetico e posizionamento tecnico
In aggiunta, l’impennata dei prezzi del greggio, alimentata da potenziali restrizioni USA all’export di diesel, sta fornendo un forte sostegno al dollaro. I dati energetici globali indicano che le scorte di distillati medi sono attualmente circa l’8% sotto la media storica a cinque anni, suggerendo che i prezzi del petrolio potrebbero restare elevati. Consigliamo ai trader di impostare posizioni long tramite opzioni call sulle commodity energetiche per coprirsi contro un rafforzamento del dollaro trainato dall’inflazione.
Dal punto di vista tecnico, eventuali rimbalzi di sollievo verso la resistenza chiave superiore a 1,3333 sono destinati ad attirare forti vendite. La storia suggerisce che letture di ipervenduto sotto 30 spesso portano a pause temporanee piuttosto che a inversioni immediate del trend. Raccomandiamo l’utilizzo di bear put spread su GBP/USD per catturare la prossima gamba ribassista limitando rigorosamente il rischio.
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