Il dollaro USA ha continuato a rafforzarsi contro le principali valute, sostenuto dall’ampliamento dei differenziali di tasso d’interesse e da un contesto di dati macro statunitensi più solidi e di dinamiche di policy favorevoli. Le letture di settembre dei PMI S&P Global dovrebbero confermare la leadership della crescita USA rispetto a Eurozona, Regno Unito e Giappone, anche se la stretta monetaria altrove riduce la divergenza di politica rispetto alla Fed.
L’attenzione è rivolta anche a un buyback del Tesoro USA a supporto della liquidità sul tratto 20–30 anni, che potrebbe contribuire a stabilizzare i rendimenti a lunga scadenza dopo che i mercati si sono mostrati meno reattivi il 9 settembre, quando un buyback da 6 miliardi di dollari sul segmento 10–20 anni non ha impedito ulteriori rialzi dei rendimenti. Il petrolio resta un fattore determinante: il Brent è rimbalzato dopo cinque sedute di ribassi ma si mantiene appena sotto i 100 dollari al barile, con sviluppi sul fronte dell’offerta e della diplomazia indicati come elementi che stanno contenendo i prezzi dell’energia.
Strategie Derivate per una Forza del Dollaro USA
Nel corso delle prossime settimane, raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per un ulteriore rafforzamento del dollaro USA acquistando opzioni call su USD contro euro, yen e sterlina. I dati recenti confermano che l’economia statunitense continua a sovraperformare i peer globali: il PMI composito S&P Global USA ha indicato di recente un’espansione solida a 54,1, mentre l’Eurozona ha faticato in area di contrazione sotto 49,0. Questo divario di crescita in aumento fornisce un chiaro via libera a puntare sul biglietto verde, soprattutto perché i differenziali dei tassi continuano a favorire gli Stati Uniti.
Per sfruttare questo trend, suggeriamo di concentrarsi su opzioni a breve-medio termine che beneficino dell’allargamento degli spread di rendimento. Ad esempio, il rendimento del Treasury decennale USA si è attestato di recente intorno al 3,80%–4,00%, sovraperformando nettamente il Bund tedesco, che resta vicino al 2,15%. Questo vantaggio di rendimento relativamente stabile fa ritenere probabili flussi di capitale persistenti verso il dollaro, rendendo particolarmente attraenti in questa fase strategie rialziste sulla valuta USA.
Oscillazioni del Mercato Energetico e Considerazioni di Copertura
Occorre inoltre monitorare da vicino il settore energetico, in particolare i prezzi del Brent, che di recente hanno oscillato nell’area 74–80 dollari per effetto del mutare delle tensioni geopolitiche e delle preoccupazioni sulla domanda globale. Sebbene gli sforzi diplomatici sotto l’amministrazione Trump potrebbero attenuare i timori sul fronte dell’offerta, un improvviso balzo del prezzo del petrolio probabilmente eserciterebbe pressioni al rialzo sull’inflazione USA e sui rendimenti dei Treasury. I trader di derivati dovrebbero utilizzare swap sull’energia o opzioni call sul petrolio come copertura per proteggere i portafogli long USD da shock inattesi sulle commodity.
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