Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo della BCE, ha dichiarato martedì a Londra che gli elevati prezzi dell’energia hanno spinto l’inflazione lontano dall’obiettivo della banca centrale per il 2026. Ha inoltre affermato di non essere preoccupato per l’andamento del mercato del lavoro e ha descritto l’approccio della BCE come collocato tra «ambiguità costruttiva» e forward guidance. Nagel ha detto di non vedere grande incertezza di mercato su ciò che guida le decisioni di politica monetaria.
Ha spiegato che i tassi della BCE restano in territorio neutrale, pur aggiungendo che non si può escludere un passaggio a condizioni lievemente restrittive. Il mandato della BCE è la stabilità dei prezzi, definita come un’inflazione intorno al 2%, e la politica monetaria viene attuata tramite i tassi d’interesse decisi in otto riunioni all’anno. L’istituto ha inoltre utilizzato il Quantitative Easing durante la Grande Crisi Finanziaria del 2009-11, nel 2015 e durante la pandemia di Covid, mentre il Quantitative Tightening opera attraverso la fine degli acquisti netti di obbligazioni e l’interruzione del reinvestimento del capitale rimborsato a scadenza.
Ricalibrazione della politica monetaria nell’Eurozona e implicazioni di mercato
Dobbiamo prepararci a una rapida ricalibrazione della politica monetaria nell’Eurozona, poiché i recenti commenti del policymaker della BCE Joachim Nagel segnalano che i tassi d’interesse potrebbero entrare in territorio restrittivo. Gli elevati prezzi dell’energia stanno spingendo l’inflazione lontano dall’obiettivo della banca centrale, mettendo in discussione le precedenti aspettative di mercato di tagli dei tassi regolari e graduali. I trader sui derivati dovrebbero attendersi una maggiore volatilità sugli asset denominati in euro nelle prossime settimane, man mano che il mercato incorpora questa impostazione più hawkish.
Idee operative su valute e mercato obbligazionario
Sul mercato valutario, ci aspettiamo che l’euro trovi un supporto solido, in particolare contro il dollaro statunitense e il dollaro canadese. I dati recenti mostrano che l’inflazione nell’Eurozona resta ostinata, in area 2,5%, mentre i prezzi globali del petrolio oscillano intorno a 80 dollari al barile. I trader possono valutare posizioni lunghe su EUR/USD o opzioni call a breve termine per intercettare un possibile movimento verso la resistenza a 1,1250.
Con Nagel che conferma che gli attuali tassi d’interesse sono solo in territorio «neutrale», le attese di prezzo sulle prossime riunioni della BCE devono essere ricalibrate. Raccomandiamo posizioni corte sui futures Euribor a breve scadenza, poiché la probabilità di ulteriori tagli dei tassi nel 2026 si riduce sensibilmente. Passaggi storici a una politica restrittiva, come i rialzi aggressivi del 2022 e del 2023 quando il tasso sui depositi è salito al 4%, mostrano che i derivati sui tassi possono muoversi in modo violento quando la BCE cambia registro.
Va inoltre monitorato il rendimento del Bund decennale tedesco, già risalito dai minimi recenti e ora intorno al 2,20%. Se il mercato dovesse prezzare pienamente un orientamento restrittivo, potremmo vedere i rendimenti spingersi verso il 2,45% nelle prossime settimane. L’utilizzo di opzioni put sui futures sul Bund rappresenta una strategia altamente credibile per beneficiare del calo dei prezzi obbligazionari.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.