Il Tesoro USA sta intensificando l’uso del dollaro come leva sanzionatoria, con il segretario Scott Bessent che ha dichiarato che da mercoledì 23 settembre «tutte le compagnie aeree iraniane saranno bloccate in tutto il mondo». Ha avvertito che imprese o Paesi che fornissero carburante, servizi di atterraggio o biglietteria potrebbero incorrere in sanzioni secondarie ed essere esclusi dal sistema del dollaro. Le misure si affiancano a minacce statunitensi più ampie su vari settori, tra cui energia, shipping, metalli preziosi, criptovalute e manifattura, sostenute da strumenti quali congelamenti di asset, limiti alle operazioni con controparti USA, restrizioni all’accesso delle banche estere a conti negli Stati Uniti e designazioni, ai sensi di ordini esecutivi, nella Specially Designated Nationals and Blocked Persons List dell’Office of Foreign Assets Control (OFAC). Con la cooperazione degli alleati, le entità sanzionate possono inoltre essere tagliate fuori da SWIFT, la Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, che sostiene la messaggistica dei pagamenti transfrontalieri in un sistema internazionale basato sul dollaro.
Il testo collega queste politiche alla de-dollarizzazione, indicando l’aumento degli acquisti di oro da parte delle banche centrali dopo l’invasione russa dell’Ucraina e le successive mosse coordinate di Stati Uniti, Unione europea, Regno Unito e Canada per disconnettere «selezionate» banche russe da SWIFT. Aggiunge inoltre che l’oro ha superato i Treasury USA come principale asset di riserva globale, mentre la domanda di Treasury è diminuita negli ultimi mesi e i rendimenti a lungo termine sono saliti ai livelli visti l’ultima volta nel 2007, insieme a un intervento statunitense non riuscito per spingere i tassi al ribasso.
Escalation della “weaponization” del dollaro e ricadute sui mercati globali
Con l’aggressiva chiusura delle compagnie aeree iraniane annunciata dal segretario al Tesoro Scott Bessent che entra in vigore oggi, 23 settembre 2026, stiamo assistendo a un’escalation senza precedenti della “weaponization” del dollaro. Questa mossa, giudicata pesante, per escludere le entità estere non conformi dalle reti SWIFT e dal circuito del dollaro accelererà inevitabilmente la de-dollarizzazione globale. Ci aspettiamo volatilità immediata sui mercati valutari e delle materie prime, mentre gli operatori internazionali cercheranno di ridurre l’esposizione al dollaro USA nelle prossime settimane.
Raccomandazioni di trading in risposta a sanzioni e de-dollarizzazione
Consigliamo ai trader di derivati di posizionarsi in modo aggressivo per un’ulteriore impennata dell’oro. Le banche centrali hanno già acquistato quantità record di oro negli ultimi anni, con acquisti ufficiali globali medi superiori a 1.000 tonnellate metriche annue come copertura contro le sanzioni finanziarie di Washington. L’acquisto di opzioni call a lunga scadenza sui futures dell’oro resta una delle nostre raccomandazioni più forti, mentre il metallo consolida il proprio ruolo di alternativa “definitiva” come asset di riserva.
Dobbiamo inoltre prepararci a ulteriori sofferenze nel mercato dei Treasury USA, in rapido deterioramento, dove la domanda estera si è progressivamente prosciugata. Con i rendimenti dei Treasury decennali che attualmente sfiorano massimi critici intorno al 4,8%, la pressione ribassista sui prezzi delle obbligazioni è destinata ad amplificarsi. I trader di derivati dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni put su ETF di Treasury a lunga scadenza o lo short di futures obbligazionari per beneficiare dell’aumento dei rendimenti.
Inoltre, la minaccia diretta all’infrastruttura economica dell’Iran è altamente probabile che perturbI i mercati energetici globali. Storicamente, l’escalation delle tensioni in Medio Oriente provoca rialzi improvvisi del greggio, simili agli shock di prezzo osservati durante precedenti fasi di introduzione di sanzioni. Raccomandiamo di detenere opzioni call a breve scadenza su Brent e WTI per sfruttare questi inevitabili premi per il rischio geopolitico.
Infine, ci attendiamo un percorso accidentato per l’indice del dollaro USA, poiché le sanzioni secondarie spingono una quota maggiore di scambi bilaterali verso valute locali. Fare trading di put sul dollaro contro valute legate alle commodity o “beni rifugio” come il franco svizzero offre una copertura strategica contro un’improvvisa svalutazione del dollaro. Mantenere un’esposizione short sul dollaro aiuterà a proteggere i portafogli di trading dal rischio di un rialzo dell’inflazione domestica.
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