USD/JPY è rimasto pressoché invariato martedì, in un contesto di scambi ridotti per la Silver Week, con lo yen in tenuta mentre un dollaro USA complessivamente più forte ha limitato i rialzi. Il cross si attestava intorno a 157,46, con il Dollar Index (DXY) in area 100,60, vicino ai livelli visti l’ultima volta a fine luglio, sostenuto dalle attese di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. I mercati hanno inoltre monitorato gli sviluppi in Medio Oriente dopo i commenti del presidente USA Donald Trump all’ONU, che hanno offerto pochi segnali di de-escalation.
Dopo l’aggiornamento di politica monetaria della Bank of Japan di venerdì, USD/JPY è salito fino a 158,05 prima di ripiegare verso 157,00, dopo indiscrezioni secondo cui la BoJ avrebbe effettuato un “rate check” durante la sessione di New York. La precedente flessione mensile aveva visto il cambio scendere da area 160 a 153, e il rimbalzo si è arenato sotto medie mobili chiave, anche se l’RSI era intorno a 52 e il MACD è tornato positivo. Le resistenze sono indicate alla SMA a 200 giorni di 158,44, quindi alla SMA a 50 giorni a 158,86 e alla SMA a 100 giorni a 159,53, con 160 come barriera successiva e 164, vicino al massimo a 40 anni di fine luglio, oltre tale livello; il supporto si colloca in area 155,50 e poi a 153.
Strategie di trading per un contesto laterale
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a un periodo di scambi contenuti e in range su USD/JPY nelle prossime settimane, mentre il cross oscilla in area 157,46. Con il Dollar Index che resta resiliente intorno a 100,60, persiste una pressione al rialzo, ma immediatamente davanti si colloca una forte resistenza tecnica. Per sfruttare questa fase di consolidamento, raccomandiamo l’utilizzo di iron condor di breve periodo o di spread opzionali impostati su un trading range, che beneficiano di una bassa volatilità.
Gestione del rischio e livelli tecnici
Occorre tenere nella dovuta considerazione i recenti “rate check” della Bank of Japan, che storicamente rappresentano l’ultimo avvertimento prima di un intervento diretto sul mercato. Durante precedenti difese del cambio, il Giappone ha speso un record di 9,8 trilioni di yen (circa 62 miliardi di dollari) a fine primavera 2024 per riportare lo yen lontano dai minimi pluridecennali. Di conseguenza, consigliamo l’acquisto di opzioni put USD/JPY out-of-the-money per coprirsi dal rischio di un improvviso e violento ribasso nel caso in cui il cross si avvicini alla soglia critica di 160,00.
La nostra analisi tecnica indica che, sebbene gli indicatori di momentum come l’RSI a 52 stiano virando leggermente in positivo, la SMA a 200 giorni a 158,44 resta una barriera significativa. Suggeriamo di evitare strategie long di breakout finché non si osserverà una chiusura giornaliera stabilmente sopra la SMA a 100 giorni a 159,53. In alternativa, operare sulla skew della volatilità implicita — che attualmente favorisce le opzioni call sullo yen per i timori di intervento — offre un profilo rischio/rendimento nettamente più efficiente.
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