Lo yen ha recuperato le perdite iniziali, scambiando lievemente più forte contro il dollaro USA nelle ore europee, con USD/JPY in calo dello 0,2% in area 157,00. Il movimento è seguito a una brusca correzione dei prezzi del petrolio, innescata dal ritorno di aspettative su una diplomazia USA-Iran: un funzionario iraniano ha dichiarato che una proposta è stata consegnata agli Stati Uniti tramite mediatori il 16 settembre e prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz — attraverso il quale transita quasi il 20% dell’offerta energetica globale — entro sette giorni, qualora Washington compia primi passi per allentare la pressione militare. Separatamente, i piani dell’Arabia Saudita di riprendere le esportazioni di greggio da Yanbu già da martedì e di riavviare l’oleodotto East-West hanno rafforzato le speranze di maggiore offerta, uno scenario che tende a favorire valute di Paesi importatori di petrolio come lo yen.
La politica monetaria è rimasta al centro dell’attenzione, con la Bank of Japan attesa a ulteriori rialzi dei tassi quest’anno dopo due aumenti già nel 2026. Negli Stati Uniti, prezzi del petrolio più morbidi hanno ridotto la domanda di dollaro come bene rifugio, spingendo il Dollar Index in ribasso dal precedente massimo a 52 giorni di 100,67. Sul fronte tecnico, USD/JPY era a 156,96, mantenendosi sopra la EMA a 20 periodi a 156,63, mentre l’RSI a 49,57 indicava un momentum neutrale dopo il ritracciamento dall’area 160,00. Il supporto è indicato a 156,63, con 156,96 descritto come pivot intraday.
Raccomandazioni strategiche di trading su USD/JPY e sullo yen
Consigliamo ai trader di derivati di monitorare da vicino, nelle prossime settimane, il livello di supporto a 156,63 su USD/JPY. Se il prezzo dovesse rompere in modo deciso al ribasso questa media mobile esponenziale a 20 giorni, raccomandiamo l’acquisto di opzioni put at-the-money per sfruttare un’ulteriore discesa verso 150,00. Questo approccio limita il rischio, posizionandoci al contempo per un potenziale rafforzamento dello yen favorito dall’allentamento delle pressioni globali sul petrolio.
Va inoltre considerata la svolta della politica monetaria della Bank of Japan, per la quale gli economisti ora stimano che i tassi di riferimento possano salire verso l’1,0% nei prossimi cicli. Storicamente, anche cambiamenti di policy relativamente modesti — come il rialzo della BoJ allo 0,25% nel luglio 2024 — hanno innescato ampie ricoperture di posizioni corte, spingendo lo yen a guadagnare oltre il 10% contro il dollaro in poche settimane. Vista la crescente probabilità di rialzi regolari ogni tre mesi, riteniamo che mantenere posizioni lunghe su futures dello yen rappresenti una strategia altamente praticabile.
Energia, segnali di mercato e copertura con opzioni
Il calo dei costi energetici continua a sostenere la nostra view costruttiva sulla valuta giapponese. Poiché il Giappone importa circa il 90% del proprio fabbisogno energetico, la recente discesa del Brent verso 70 dollari al barile riduce sensibilmente il deficit commerciale del Paese. Suggeriamo di utilizzare derivati FX legati all’energia per coprirsi rispetto a queste dinamiche di importazione in evoluzione.
Infine, il Relative Strength Index giornaliero si attesta su un valore molto neutrale di 49,57, segnalando che il mercato è in attesa di un catalizzatore chiaro. Per operare in questa fase di indecisione, consigliamo di utilizzare straddle con opzioni per intercettare profitti da una improvvisa espansione della volatilità. Questa impostazione consente di essere preparati sia nel caso in cui USD/JPY torni a salire verso 160,00, sia nel caso di una rottura al ribasso sotto 155,00.
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