BNY Markets afferma che l’inflazione statunitense è trainata dalle componenti del core PCE meno sensibili ai tassi, un fattore che potrebbe limitare l’impatto di ulteriori strette della Federal Reserve. La casa si attende un ulteriore rialzo dei tassi nella riunione di dicembre 2026 della Fed, ma mette in dubbio che si materializzi l’intero pacchetto di aumenti prezzato dai mercati per il 2027, alla luce della natura dell’urto guidato dall’offerta e del rischio di distruzione della domanda.
La nota sostiene che, se una politica più restrittiva comprime la domanda ma lascia in larga misura intatti i prezzi che alimentano l’inflazione dei servizi, la Fed potrebbe essere costretta ad allentare la propria impostazione il prossimo anno. Inquadra inoltre il regime di politica monetaria attuale anche come un esercizio di mantenimento della credibilità sul controllo dell’inflazione, più che come affidamento esclusivo ai movimenti dei tassi per comprimere l’inflazione, a meno che la domanda non rallenti in modo significativo. Anche qualora i prezzi dell’energia scendessero generando uno shock positivo dal lato dell’offerta, aggiunge BNY, le pressioni inflazionistiche guidate dalla domanda potrebbero comunque riemergere.
Rialzi della Fed sopravvalutati a causa di pressioni dal lato dell’offerta
Riteniamo che il mercato stia sopravvalutando quante volte la Federal Reserve alzerà i tassi nel 2027. Sebbene un ultimo rialzo sia probabile a dicembre 2026, l’attuale pricing di mercato non coglie che i rialzi dei tassi non possono risolvere l’inflazione di origine “supply-side”. Gli operatori sui derivati dovrebbero sfruttare le prossime settimane per posizionarsi in vista di un improvviso cambio di rotta di questa lettura falco.
I dati economici più recenti mostrano che l’inflazione dei servizi core resta rigida al 3,5%, trainata in larga parte da comparti come sanità e trasporti, che non reagiscono a tassi d’interesse elevati. Storicamente, utilizzare rialzi aggressivi per curare un’inflazione guidata dall’offerta porta solo a una severa distruzione della domanda, costringendo le banche centrali a una svolta. Ci aspettiamo che questa dinamica induca la Fed a mettere in pausa il ciclo di irrigidimento molto prima di quanto il mercato si attenda.
Strategie su derivati e irripidimento della curva dei rendimenti in vista di una pausa della Fed
Raccomandiamo agli operatori sui derivati di acquistare opzioni call sul Secured Overnight Financing Rate (SOFR) con scadenza giugno 2027 per capitalizzare su questa eventuale pausa. Se la Fed interrompe i rialzi, i rendimenti a breve scenderanno rapidamente, il che storicamente innesca un forte aumento del valore di queste opzioni. Questa strategia consente di beneficiare man mano che il mercato inizia a scontare l’eliminazione di rialzi dei tassi nel 2027 ritenuti non necessari.
Suggeriamo inoltre di implementare strategie di “steepener” sulla curva dei rendimenti, in particolare acquistando future sui Treasury a due anni e vendendo contratti a dieci anni. La curva dei rendimenti dei Treasury resta fortemente invertita, ma una pausa della Fed spingerà rapidamente al ribasso i rendimenti a due anni. Questa operazione offre un’ottima copertura contro il rallentamento economico che è probabile venga causato da questi shock dal lato dell’offerta.
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