ICE Brent e WTI hanno aperto la settimana in calo, anche se i rischi sul fronte dell’offerta restano e la posizione netta lunga speculativa rimane elevata. Il Brent è sceso di circa il 2% portandosi sotto i 102 $/bbl, mentre il WTI ha ceduto fino a circa 98 $/bbl. Saudi Aramco ha avvertito alcuni clienti europei che il mese prossimo potrebbe non essere in grado di assegnare carichi di greggio nell’ambito dei contratti di lungo termine, perché le interruzioni dell’oleodotto East–West stanno limitando i flussi verso Yanbu; la linea è stata danneggiata in attacchi con droni la scorsa settimana e potrebbero volerci diverse settimane per un pieno riavvio. I mercati europei del greggio sono stati descritti come più “tesi”.
I dati sul posizionamento continuano a indicare un sentiment rialzista. Le rilevazioni ICE mostrano che i money manager hanno aumentato la loro posizione netta lunga sul Brent di 16.904 lotti nella settimana, a 282.657 lotti alla chiusura di martedì scorso, il maggiore net long dalla fine di maggio 2026. Anche i prodotti raffinati sono rimasti tirati, poiché ad agosto le esportazioni dai principali fornitori asiatici sono diminuite: le esportazioni indiane di benzina e diesel sono scese rispettivamente del 14,5% e del 19,2% su base annua, mentre le esportazioni cinesi di benzina hanno registrato un calo del 57,4% su base annua. In questo contesto, il crack spread del gasolio ICE è salito questa settimana a circa 95 $/bbl, dalla media di agosto di circa 74 $/bbl, mantenendo i mercati occidentali in sottoscorta.
Strategia di trading sul greggio e outlook di mercato
Riteniamo che la recente flessione del Brent sotto i 102 $ e del WTI a 98 $ rappresenti un’opportunità strategica di acquisto per i trader su derivati, più che un segnale di inversione strutturale del trend. Sebbene l’ottimismo legato alla prossima Assemblea Generale ONU e ai colloqui diplomatici ad alto livello abbia innescato alcune prese di beneficio di breve periodo, i rischi sottostanti sull’offerta restano fortemente sbilanciati al rialzo. I trader possono valutare l’utilizzo di opzioni call per intercettare eventuali rimbalzi, mentre le tensioni geopolitiche continuano a minacciare i flussi globali.
Raccomandiamo di mantenere posizioni lunghe sui futures del greggio, poiché l’oleodotto saudita East–West danneggiato probabilmente limiterà le forniture verso l’Europa per diverse settimane. Le interruzioni in hub di esportazione chiave come Yanbu, storicamente, portano a una prolungata restrizione del mercato e a bruschi spike dei prezzi. Con Saudi Aramco che ha già avvertito i clienti di possibili riduzioni delle allocazioni, il mercato fisico è destinato a irrigidirsi ulteriormente in avvicinamento a ottobre.
Posizionamento speculativo e strategia sui prodotti raffinati
Va inoltre monitorato il posizionamento speculativo fortemente rialzista, con i money manager che detengono oltre 282.000 contratti net long sul Brent, il livello più alto dalla fine di maggio 2026. Un net long così elevato implica la possibilità di brevi e violenti sell-off se gli operatori dovessero affrettarsi a cristallizzare i profitti su eventuali notizie temporaneamente favorevoli. Tuttavia, il trend dominante resta rialzista, rendendo la protezione al ribasso tramite opzioni put una copertura efficiente e a basso costo per portafogli già long.
Sul fronte dei prodotti raffinati, suggeriamo di concentrarsi su posizioni lunghe su derivati di gasolio e diesel. Le fermate delle raffinerie asiatiche hanno ridotto in modo significativo le esportazioni di carburanti, con le spedizioni indiane di diesel in calo di quasi il 19% e le esportazioni cinesi di benzina in caduta di oltre il 57% su base annua. Questa scarsità globale ha già spinto il crack spread del gasolio ICE a 95 $ al barile dalla media di agosto di 74 $, e ci attendiamo che tale forza persista, mentre i mercati occidentali restano marcatamente in sottosupply.
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