La sterlina è scesa di circa lo 0,17% lunedì, mentre il dollaro USA si è rafforzato dopo il rialzo dei tassi dalla tonalità “hawkish” della Federal Reserve della scorsa settimana, che ha ampliato il differenziale dei tassi d’interesse tra Stati Uniti e Regno Unito. Allo stesso tempo, i prezzi elevati dell’energia hanno continuato a mantenere pressione sulle principali banche centrali affinché irrigidiscano la politica monetaria. Il cambio GBP/USD si attestava a 1,3371 dopo aver toccato in precedenza 1,3400.
La coppia non è riuscita a estendere il rimbalzo di venerdì dall’area di 1,1335, che aveva segnato i minimi dal 30 luglio, e le vendite sono riprese a inizio settimana. Nelle prime contrattazioni europee oscillava intorno a 1,3375, in calo di quasi lo 0,15% nella giornata, con l’azione dei prezzi che restava sotto 1,3400 e un momentum più ampio descritto come ribassista al di sotto della media mobile semplice a 100 giorni.
Prospettive ribassiste e sentiment istituzionale
Consigliamo ai trader di derivati di prepararsi a una pressione ribassista prolungata sul cambio GBP/USD nelle prossime settimane. L’orientamento restrittivo (“hawkish”) della Federal Reserve ha ampliato il differenziale dei tassi, rendendo il dollaro USA molto più attraente della sterlina. Poiché i prezzi spot sono scesi al di sotto della cruciale media mobile semplice a 100 giorni, ci aspettiamo un’accelerazione del momentum ribassista.
Storicamente, quando il GBP/USD scende sotto la sua media mobile a 100 giorni in presenza di pressioni macroeconomiche simili, spesso registra un’ulteriore flessione del 2%-3% nei trenta giorni successivi. I dati di mercato più recenti mostrano un significativo aumento del 12% delle posizioni corte tra i trader non commerciali, a conferma che il sentiment istituzionale si è deteriorato. Riteniamo che questa tendenza statistica renda l’acquisto di sterline altamente rischioso in questa fase.
Strategie operative per la continuazione del ribasso
Per capitalizzare questo trend, raccomandiamo ai trader di opzioni di valutare l’acquisto di put out-of-the-money con scadenza a fine ottobre. In alternativa, l’impostazione di bear put spread può contribuire a ridurre i costi operativi, mantenendo al contempo l’obiettivo di un movimento verso area 1,3200. Per i trader su futures e CFD, suggeriamo di aprire posizioni corte su eventuali brevi rimbalzi correttivi (“relief rally”) verso la resistenza di 1,3400.
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