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La sterlina scivola mentre il rialzo dei tassi della Fed amplia il differenziale USA–Regno Unito, mantenendo il GBP/USD sotto le principali medie mobili

by VT Markets
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Sep 22, 2026

La sterlina è scesa dello 0,17% lunedì, con il GBP/USD in calo a 1,3371 dopo aver toccato 1,3400, mentre il dollaro USA ha mantenuto un vantaggio dopo l’ultimo rialzo dei tassi della Federal Reserve che ha ampliato il differenziale dei tassi d’interesse tra Stati Uniti e Regno Unito. Condizioni di mercato favorevoli hanno offerto un sostegno limitato, mentre l’attenzione dei policymaker è rimasta sulle dinamiche dell’inflazione e sull’orientamento restrittivo implicito nelle indicazioni statunitensi. Il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha affermato che shock ricorrenti dal lato dell’offerta potrebbero imporre una risposta che comporta difficoltà economiche, ribadendo che l’obiettivo del 2% di inflazione potrebbe non essere raggiunto senza costi. La Fed ha alzato i tassi per la prima volta in tre anni al 3,75%–4%, e i money market continuano a prezzare ulteriori rialzi nel 2026.

Il petrolio ha aggiunto un contrappeso disinflazionistico, ma non ha sostenuto la sterlina. Il West Texas Intermediate è sceso di oltre il 3% dopo indiscrezioni su una de-escalation diplomatica tra USA e Iran, con Donald Trump che ha indicato apertura a un incontro con la controparte iraniana in vista dell’Assemblea Generale dell’ONU di questa settimana. Al contrario, la Bank of England ha mantenuto il Bank Rate al 3,75% con un voto 6–3, pur riconoscendo che il conflitto USA–Iran potrebbe alimentare l’inflazione. I calendari USA e UK sono scarni, con in arrivo i Flash PMI e interventi di banchieri centrali, oltre a un vertice Trump–Xi che inizierà giovedì negli Stati Uniti. Sul piano tecnico, il GBP/USD è rimasto sotto le medie mobili semplici a 50, 100 e 200 giorni, raggruppate intorno a 1,3482, e sotto i livelli di 1,3500 e 1,3710, con supporto in area 1,3338; l’RSI a 14 giorni si attestava vicino a 35.

Strategie in derivati per una sterlina più debole

Suggeriamo ai trader di derivati di posizionarsi per una prosecuzione della debolezza della sterlina nel breve termine, poiché l’impostazione hawkish della Fed mantiene il dollaro USA altamente competitivo. Con la coppia GBP/USD scivolata sotto le principali medie mobili verso il supporto a 1,3338, l’acquisto di opzioni put a breve scadenza appare una strategia particolarmente efficace. Questo approccio consente di capitalizzare sull’ampliamento del differenziale dei tassi d’interesse senza esporsi a un rischio di ribasso illimitato.

Storicamente, quando lo spread tra i tassi delle banche centrali di USA e Regno Unito si amplia a favore del dollaro, la sterlina subisce una pressione ribassista prolungata, spesso deprezzandosi in media dell’1,5% nel mese successivo. I dati attuali del mercato delle opzioni riflettono questo bias negativo, con i risk reversal a un mese sul GBP/USD fortemente sbilanciati a favore delle put rispetto alle call, mentre gli operatori istituzionali si coprono contro una discesa più profonda. Utilizzando bear put spread con strike target in area 1,3300, possiamo ridurre il premio iniziale e al contempo puntare a questo movimento ribassista ad alta probabilità.

Gestione della volatilità e copertura dei rischi

Con la volatilità implicita sul GBP/USD che si mantiene intorno a un stabile 7,2%, strategie di vendita di premio potrebbero offrire rendimenti regolari qualora la coppia consolidasse in prossimità del supporto a 1,3338. Possiamo vendere opzioni call out-of-the-money in area 1,3450, in corrispondenza della resistenza, per incassare premio, poiché un eventuale recupero è verosimilmente destinato a essere limitato dal denso cluster di medie mobili semplici. Questa configurazione consente di beneficiare del time decay mentre il mercato assorbe i prossimi eventi macro, come il vertice Trump-Xi.

Dobbiamo inoltre rimanere pronti a improvvisi cambi di direzione sui mercati energetici, poiché il recente calo del 3% del WTI potrebbe rapidamente invertirsi se le tensioni geopolitiche dovessero riaccendersi. Se i prezzi del petrolio dovessero impennarsi in modo inatteso, la volatilità implicita aumenterebbe, rendendo i long straddle un’alternativa valida per i trader che si attendono un breakout marcato. Coprire le nostre posizioni ribassiste con call out-of-the-money a basso costo sopra 1,3500 proteggerà il portafoglio da eventuali improvvisi progressi diplomatici o da inaspettati segnali più hawkish da parte della Bank of England.

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