L’euro si è stabilizzato contro il dollaro USA lunedì, ma è rimasto bloccato sotto 1,1500, dopo essere scivolato la scorsa settimana a un minimo di sette settimane a 1,1454. L’incertezza politica in Germania ha pesato sulla moneta unica dopo la sconfitta alle elezioni regionali del centro-destra CDU del cancelliere Friedrich Merz in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove il partito ha ottenuto il 4,9% dei voti restando sotto la soglia del 5% necessaria per entrare nel parlamento regionale. Il risultato è arrivato nonostante il supporto offerto dal calo dei costi energetici.
La correzione del petrolio ha fatto da contrappeso, con il Brent in area 98,00 dollari, circa il 7% sotto i massimi della scorsa settimana, dopo che l’Arabia Saudita ha riparato l’oleodotto East–West e aumentato i volumi di fornitura per settembre. ING ha mantenuto un obiettivo di fine anno per EUR/USD a 1,160, richiamando le similitudini tra gli swap sul tratto breve in euro e in dollari e prevedendo ancora un rialzo per ciascuna banca centrale quest’anno, prima di una pausa. La Federal Reserve ha aumentato i tassi la scorsa settimana, mentre i mercati guardavano anche agli interventi del presidente della Fed di Chicago Austan Goolsbee all’OMFIF di Londra e a un’apparizione della presidente della BCE Christine Lagarde a Francoforte, in vista delle pubblicazioni dei PMI di settembre attese per mercoledì.
Gestire i rischi di ribasso in un contesto di incertezza politica tedesca
Raccomandiamo ai trader su derivati di concentrarsi sulla copertura dei rischi di ribasso per l’euro, poiché l’instabilità politica in Germania continua a mantenere la valuta sotto il livello di 1,1500. Con la coppia EUR/USD poco sopra il minimo di sette settimane a 1,1454, l’acquisto di opzioni put a breve scadenza con strike in area 1,1400 rappresenta una difesa molto pratica. Storicamente, shock politici improvvisi nella maggiore economia dell’Eurozona hanno trascinato la valuta in ribasso dell’1,5%-2% nelle settimane successive al voto.
Posizionarsi per la volatilità intorno a PMI e segnali delle banche centrali
I dati preliminari dell’indice PMI (Purchasing Managers’ Index) in uscita mercoledì sono il prossimo grande catalizzatore di volatilità. Suggeriamo di impiegare una strategia di long strangle, acquistando call e put fuori dal denaro (OTM), per catturare un eventuale breakout improvviso. I dati di mercato passati mostrano che le pubblicazioni dei PMI dell’Eurozona che si discostano dalle attese del consenso in genere innescano movimenti immediati sul forex pari a 70-90 pip.
Dobbiamo inoltre allineare le posizioni alla realtà di banche centrali orientate al restrittivo, soprattutto dopo che il presidente della Fed Kevin Warsh ha segnalato ulteriori rialzi dei tassi. Sebbene alcuni analisti continuino a puntare a un EUR/USD a 1,1600 a fine anno, il mercato degli swap sul tratto breve suggerisce che qualsiasi movimento al rialzo sarà lento e incontrerà una forte resistenza. Vendere opzioni call in area 1,1600 consente di incassare premio in attesa di questa fase di consolidamento.
Il calo del Brent, ora in area 98,00 dollari, normalmente fornisce un cuscinetto statistico per l’Eurozona, grande importatrice di energia. Tuttavia, questo sollievo viene completamente oscurato dalla sconfitta elettorale storica della CDU, scesa sotto la cruciale soglia del 5%. Sconsigliamo di acquistare futures sull’euro facendo leva esclusivamente sul ribasso del petrolio, poiché l’incertezza politica probabilmente continuerà a comprimere la valuta.
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