AUD/USD: rialzi Fed, mercato del lavoro australiano e colloqui sui dazi USA–Cina
L’AUD/USD è sceso a circa 0,7120 nelle prime contrattazioni asiatiche, mentre il dollaro USA si è rafforzato dopo che la Federal Reserve ha varato un rialzo di 25 punti base e ha segnalato ulteriori strette. Le indicazioni del CME FedWatch implicano una probabilità prossima al 56,5% di un altro aumento in ottobre, in rialzo da quasi il 42,5% di una settimana prima. L’attenzione si sposta anche sui dati del mercato del lavoro australiano di giovedì: il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,5% in agosto, mentre l’occupazione dovrebbe aumentare di 20.000 unità. Separatamente, Donald Trump e Xi Jinping dovrebbero incontrarsi a Washington giovedì per discutere la tregua sui dazi tra USA e Cina.
UOB Group monitora una resistenza a 0,7140 dopo che l’AUD/USD aveva chiuso in precedenza a 0,7087 ed era stato valutato ancora in direzione di 0,7050 finché resta sotto tale livello. Anche le comunicazioni della Fed sono rimaste aggressive: Schmid ha registrato un punteggio FXS Speechtracker pari a 8/10 rispetto a una baseline di 7,2/10, con l’inflazione descritta oltre il 3% a fronte di un obiettivo del 2%. Il FXS Fed Sentiment Index è salito di 0,42 a 152,09, sopra la soglia neutrale di 100. Sul piano tecnico, la coppia è sopra la SMA a 100 giorni e sopra la banda inferiore di Bollinger, ma sotto la SMA a 20 giorni delle Bollinger in area 0,7164; l’RSI (14) si colloca intorno a 48, con resistenze a 0,7165 e 0,7235 e supporti a 0,7120, 0,7091 e 0,7078.
Strategie su derivati e monitoraggio degli eventi chiave
Suggeriamo ai trader su derivati di prepararsi a un aumento della volatilità mentre l’AUD/USD oscilla intorno a 0,7120 dopo il recente rialzo dei tassi della Federal Reserve. Con l’inflazione USA che resta ostinatamente sopra la soglia del 3%, l’impostazione hawkish della Fed sta sostenendo il dollaro. Riteniamo che operare su call USD a breve scadenza possa essere un modo efficace per sfruttare questo persistente slancio rialzista del biglietto verde.
La prezzatura di mercato indica ora una probabilità del 56,5% di un ulteriore rialzo dei tassi USA in ottobre, in netto aumento dal 42,5% di appena una settimana fa. Questo spostamento riflette una crescente fiducia nel percorso restrittivo della Fed, supportato da dati macro statunitensi solidi. I trader su derivati possono valutare la costruzione di posizioni long sul dollaro tramite opzioni knock-out per proteggersi da inversioni improvvise, puntando al contempo a ulteriori rialzi.
Sul fronte australiano, osserviamo con attenzione il report occupazionale di giovedì, in cui il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,5% insieme a un incremento stimato di 20.000 posti di lavoro. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro australiana si è attestato recentemente vicino a un robusto 66,8% in ottica storica: qualsiasi sorpresa positiva potrebbe innescare un rimbalzo rapido e temporaneo dell’Aussie. Per operare sull’evento, suggeriamo l’uso di opzioni binarie “range” per intercettare breakout veloci in entrambe le direzioni.
Ad aumentare la tensione della settimana, l’imminente incontro a Washington tra il presidente Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping influenzerà in modo rilevante il sentiment di rischio. Considerato che la Cina resta il principale partner commerciale dell’Australia, con oltre un terzo dei ricavi da export, ogni progresso su una tregua tariffaria sosterrebbe immediatamente l’Aussie. Consigliamo strategie tipo straddle su AUD/USD per beneficiare della forte volatilità che questo incontro ad alta posta in gioco potrebbe generare.
Prospettive tecniche: livelli di resistenza e supporto
Dal punto di vista tecnico, individuiamo una resistenza chiave a 0,7140, livello che ha contenuto i tentativi di recupero dell’Aussie. Se la coppia riuscisse a superare e chiudere sopra 0,7140, ciò segnalerebbe una stabilizzazione della recente fase ribassista, aprendo spazio verso 0,7165. Viceversa, se la resistenza dovesse reggere, ci attendiamo un ritorno verso il supporto immediato a 0,7091 e, in seguito, un test della media mobile a 100 giorni in area 0,7078.
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