Il Dollar Index (DXY) ha superato brevemente 100,50, ai massimi dalla fine di luglio, per poi ritracciare a poco sopra 100,30 dopo che la Bank of Japan (BoJ) ha alzato il tasso di riferimento all’1,25%, un livello che non si vedeva dal 1995. L’euro pesa per il 57,6% del paniere e lo yen per il 13,6%, lasciando circa sette decimi dell’indice legati a valute le cui banche centrali hanno inasprito la politica monetaria a settembre. La Banca Centrale Europea (BCE) ha portato il tasso sui depositi al 2,50% il 10 settembre, la Federal Reserve è salita al 3,75–4,00% il 16 settembre e la BoJ ha seguito il 18 settembre; ciascuna mossa è stata di 25 punti base, mantenendo i differenziali di tasso sostanzialmente invariati. La sterlina, che vale l’11,9% dell’indice, ha seguito un tasso della Bank of England (BoE) fermo al 3,75% da dicembre, per cui lo spread si è ampliato solo perché si è mossa la Fed.
La decisione della BoJ è passata con 7 voti favorevoli e 2 contrari, con Asada e Sato dissenzienti, mentre l’inflazione core giapponese è rallentata all’1,7% in agosto dall’1,8% di luglio. I differenziali di rendimento restano marcati: i dollari rendono 3,75–4,00%, gli euro 2,50% e gli yen 1,25%, mentre i Treasury USA a 10 anni pagano circa il 5,00% contro circa il 2,95% in Giappone. I futures indicano una probabilità del 57,6% di un ulteriore rialzo della Fed il 28 ottobre e prezzano un picco al 4,50–4,75% entro metà 2027, senza variazioni attese nei successivi 18 mesi. Sono previsti dieci interventi di esponenti della Fed da lunedì a venerdì, inclusi tre del presidente della Fed di New York Williams; i dati della settimana includono la media a quattro settimane ADP di martedì alle 12:15 GMT, attesa a 16,25K, e i PMI flash di mercoledì alle 13:45 GMT, previsti in rallentamento ma ancora sopra 50. Tra i riferimenti tecnici citati figurano supporto a 100,00 e la EMA a 50 giorni in area 99,70, resistenze a 100,50 poi 101,00 e 101,50, e uno Stoch RSI giornaliero vicino a 68. La guida di contesto aggiunge che l’USD rappresenta oltre l’88% dei volumi globali sul mercato FX, pari a circa 6,6 trilioni di dollari al giorno, e richiama QE, QT e il target d’inflazione al 2% della Fed.
Dollar Index e Yen: opportunità tattiche dopo le mosse delle banche centrali
Dovremmo valutare l’acquisto di opzioni call sul Dollar Index (DXY) a breve scadenza finché l’indice rimane sopra il supporto cruciale di 100,00. Il momentum sta chiaramente ruotando al rialzo, con lo Stochastic RSI giornaliero in salita verso 68, a indicare un possibile test delle aree di resistenza a 101,00 e 101,50. Se l’indice chiude una seduta sotto la media mobile a 50 giorni a 99,70, dobbiamo abbandonare rapidamente questa impostazione rialzista.
Il rialzo dei tassi della BoJ all’1,25% ha innescato di fatto una reazione “sell the fact”, offrendoci un’ottima opportunità per sfruttare la debolezza dello yen. Possiamo utilizzare bull call spread su USD/JPY per catturare la spinta rialzista limitando al contempo il rischio sul premio. Poiché l’inflazione core giapponese è scesa all’1,7% in agosto, il mercato sta prendendo atto che ulteriori rialzi dei tassi in Giappone saranno lenti e difficili da ottenere.
Strategie operative in vista di eventi chiave Fed e macro USA
Con i futures sulla Fed che prezzano una probabilità del 57,6% di un rialzo il 28 ottobre, dovremmo posizionarci per un picco di volatilità nei futures sui Fed Funds di ottobre. I dieci interventi Fed in arrivo, inclusi tre del presidente della Fed di New York Williams, probabilmente innescheranno oscillazioni brusche di queste probabilità. Possiamo operare con straddle su opzioni sui tassi a breve per beneficiare dell’intenso flusso di indicazioni di politica monetaria della prossima settimana.
I prossimi dati macro USA, in particolare la media dell’occupazione ADP di martedì e i PMI flash di mercoledì, determineranno se la Fed alzerà davvero i tassi in ottobre. Storicamente, quando i PMI restano sopra la soglia di espansione di 50, il dollaro tende a mantenere il proprio vantaggio in termini di rendimento. Dovremmo acquistare call sul DXY prima di queste pubblicazioni per anticipare eventuali sorprese positive sulla crescita che spingano la probabilità di rialzo verso il 70%.
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