Yen in calo oltre 157: la Bank of Japan alza i tassi all’1,25% con voto diviso e CPI debole

by VT Markets
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Sep 18, 2026

La Bank of Japan ha alzato il tasso di riferimento all’1,25% con una decisione 7-2 e ha ribadito l’intenzione di continuare ad aumentare il tasso ufficiale, modulando al contempo il grado di accomodamento monetario. Nonostante ciò, lo yen si è indebolito: USD/JPY ha scambiato sopra 157,00 ed è salito in area 157, in rialzo di circa una figura. Il mercato sembrava aver già scontato la mossa da 25 pb, lasciando che il cross reagisse più al tono della comunicazione e alla spaccatura del voto che al rialzo in sé.

L’azione dei prezzi ha inoltre riflesso il divario tra aspettative e decisione effettiva dopo le recenti speculazioni su un maxi-rialzo, insieme all’incertezza sulla probabilità di mosse consecutive. I due voti contrari sono arrivati dai membri del board Toichiro Asada e Ayano Sato, entrambi nominati dalla premier Takaichi. Nel frattempo, l’inflazione CPI di agosto al netto dei freschi alimentari è scesa al 1,7% e si è attestata sotto il consenso, rafforzando l’idea che le pressioni domestiche sui prezzi restino contenute.

Raccomandazioni di trading sui derivati USD/JPY

Raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per una prosecuzione del momentum rialzista su USD/JPY acquistando opzioni call a breve scadenza. Il recente rialzo dei tassi della Bank of Japan all’1,25% non è riuscito a rafforzare lo yen, lasciando la valuta particolarmente vulnerabile mentre si muove con agio sopra 157,00. Poiché il mercato ha già incorporato questo aggiustamento contenuto, è probabile che la pressione in acquisto sul dollaro USA persista nelle prossime settimane.

Fattori alla base della debolezza dello yen e gestione del rischio

Occorre concentrarsi sull’ampio differenziale dei tassi, dato che il tasso di riferimento della Federal Reserve rimane significativamente più elevato di quello giapponese. Storicamente, quando il gap di rendimento tra i Treasury statunitensi decennali e i titoli di Stato giapponesi resta sopra 300 punti base, lo yen fatica a sostenere rimbalzi significativi. Con l’inflazione core giapponese in rallentamento al 1,7%—ben al di sotto dell’obiettivo del 2% della banca centrale—vi è scarso incentivo macroeconomico per la BoJ a ridurre rapidamente questo divario.

Anche il quadro politico suggerisce che non vedremo rialzi consecutivi dei tassi nel breve. I due voti dissenzienti dei membri del board nominati dalla premier Takaichi segnalano una crescente resistenza politica a un irrigidimento monetario aggressivo. Questa divisione interna alla BoJ riduce la probabilità di cambi di rotta improvvisi, offrendo ai trader un contesto più prevedibile per strategie di short sullo yen.

Consigliamo ai trader di utilizzare bull call spread per sfruttare una salita graduale verso l’area 160,00 mantenendo contenuto il costo del premio. Poiché la volatilità implicita si è stabilizzata dopo la decisione sui tassi, l’acquisto di premio è attualmente una strategia efficiente in termini di costo. Per gestire il rischio, raccomandiamo di impostare stop-loss o limiti di rischio appena sotto il livello chiave di supporto a 155,50.

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