L’US Dollar Index (DXY) si è rafforzato venerdì, mantenendosi solido nella prima metà della sessione europea e scambiando intorno a 100,30, vicino al livello più alto dalla fine di luglio. Con il biglietto verde avviato a registrare forti guadagni settimanali dopo le tre settimane precedenti, il movimento ha fatto seguito all’aumento dei tassi deciso dalla Federal Reserve nella riunione di settembre, il primo rialzo dal 2023. Il dot plot della Fed ha inoltre indicato un ulteriore incremento entro fine anno, mentre i rischi inflazionistici legati al petrolio sono stati citati come fattori che rafforzano il caso per un ulteriore irrigidimento.
Gli sviluppi geopolitici hanno aggiunto sostegno, con l’aumento delle tensioni in Medio Oriente. I Pasdaran (Islamic Revolutionary Guard Corps) hanno dichiarato di aver colpito una petroliera battente bandiera del Togo che tentava un passaggio illegale attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre il presidente statunitense Donald Trump ha affermato di essere vicino a una decisione importante sull’eventuale ripresa di attacchi su larga scala contro l’Iran. Sul piano tecnico, il DXY resta sopra la EMA a 100 giorni e ha riconquistato il ritracciamento di Fibonacci del 50,0%, con resistenze a 100,57, poi 101,12 e il massimo del ciclo a 101,82. I supporti si collocano a 100,18, insieme alla EMA a 100 giorni a 99,69 e al livello del 38,2% a 99,80, con ulteriori livelli a 99,32 e 98,55.
Strategia per i trader di derivati
Raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per un Dollaro USA più forte acquistando opzioni call sul DXY o aprendo posizioni long su futures nelle prossime settimane. L’US Dollar Index è riuscito a risalire fino all’area 100,30, segnalando un solido momentum rialzista dopo la svolta “hawkish” della Federal Reserve questa settimana. Con la Fed che segnala almeno un ulteriore rialzo dei tassi entro fine anno, i differenziali di rendimento tornano a spostarsi a favore del biglietto verde.
Per gestire il rischio, è opportuno inserire stop-loss stretti appena sotto il supporto immediato di 100,18 o sotto la media mobile esponenziale (EMA) a 100 giorni a 99,69. Sul lato rialzista, i trader dovrebbero puntare alla resistenza immediata a 100,57, con obiettivi secondari di presa di profitto in area 101,12. Storicamente, quando il DXY riconquista il 50% di Fibonacci durante un ciclo Fed “hawkish”, spesso innesca un rally sostenuto di più settimane verso i massimi del ciclo precedente.
Coperture e opportunità cross-currency
Suggeriamo inoltre di coprire i portafogli contro improvvisi picchi dei prezzi dell’energia acquistando opzioni call sul Brent, che di recente ha oscillato vicino a 85 dollari al barile. Le crescenti tensioni nello Stretto di Hormuz e la possibilità di azioni militari statunitensi mantengono elevato il premio per il rischio geopolitico. Questa duplice minaccia—inflazione trainata dall’energia e domanda di beni rifugio—continuerà a spingere capitali verso il Dollaro USA.
I trader dovrebbero sfruttare questo contesto acquistando opzioni put sulle principali valute del G-10 e asiatiche contro il Dollaro USA, in particolare Euro e Yen. L’operazione appare particolarmente interessante poiché le banche centrali estere restano indietro rispetto all’impostazione aggressiva della Fed, invertendo la dinamica di restringimento degli spread di rendimento che aveva penalizzato il Dollaro all’inizio dell’anno. Ci aspettiamo che l’ampliamento dei differenziali di rendimento agisca da forte vento a favore per il biglietto verde fino alla fine dell’autunno.
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