AUD/JPY ha esteso il rialzo alla quarta seduta, scambiando vicino a 111,00, mentre NZD/JPY si attestava intorno a 89,50, ai minimi da febbraio, con entrambe le coppie ancora ben al di sotto dei livelli di agosto. I mercati sono posizionati per un rialzo del tasso ufficiale della Bank of Japan all’1,25% venerdì, il livello più alto dal 1993, restringendo l’aritmetica dei funding trade che prendono a prestito Yen a circa l’1% per acquistare AUD a più alto rendimento al 4,35% o NZD al 2,75%. Su questa base, il carry post-decisione sarebbe di circa 3,10% per l’AUD e 1,50% per l’NZD; a 89,42, il carry dell’NZD equivale a circa un Yen e un terzo l’anno, mentre AUD/JPY offre circa tre Yen e mezzo, a fronte di cali di oltre sei Yen da ~95,00 per NZD/JPY e di cinque da ~115,00 per AUD/JPY da agosto.
È cambiato anche il posizionamento: i dati CFTC mostrano che i grandi speculatori sono passati da una posizione netta corta di 92,2 mila contratti sullo Yen a una netta lunga di 10,8 mila nella settimana fino all’8 settembre, un movimento di circa 103 mila e la maggiore variazione settimanale da inizio agosto. Il PIL della Nuova Zelanda è aumentato dello 0,2% nel 2° trimestre contro attese per 0,1%, dopo lo 0,9% precedente, mentre la RBNZ ha alzato i tassi al 2,75% il 2 settembre con inflazione al 4,1% headline e 2,9% al netto dei carburanti. In Australia, la RBA ha mantenuto il 4,35% ad agosto in vista della riunione del 29 settembre, con inflazione di fondo al 3,6%; AUD/JPY è rimasto sopra la media a 200 giorni vicino a 110,00, mentre NZD/JPY scambiava oltre due Yen sotto la propria. In vista del comunicato di venerdì alle 03:00 GMT e della conferenza stampa alle 06:30 GMT, Bullock parla alle 23:30 GMT insieme ai dati sull’inflazione CPI di agosto del Giappone ex alimentari freschi attesa all’1,8%, mentre i dati sul commercio della Nuova Zelanda escono alle 22:45 GMT con il petrolio vicino a 97,50 dollari; i mercati prezzano un rialzo di un quarto di punto con probabilità di circa il 97% e all’incirca nove decimi di punto di ulteriori aumenti nei prossimi 12 mesi. I livelli tecnici citati includono resistenze per AUD/JPY a 111,00 e 111,50, supporti vicino a 110,00 e poco sopra 109,50, e per NZD/JPY un tetto a 89,50 con 90,00 sopra e supporti a 89,00 e 88,96; lo Stoch RSI è vicino a 13 per AUD/JPY e vicino a 5 per NZD/JPY.
Implicazioni per il carry trade e il posizionamento di mercato
Stiamo assistendo a un cambiamento massiccio nei mercati valutari mentre la Bank of Japan si prepara alla decisione sui tassi, molto attesa, di domani. I mercati hanno incorporato un rialzo di un quarto di punto all’1,25%, che segnerebbe il costo del denaro più alto a Tokyo dal 1993. Questa decisione imminente ha già innescato uno storico smontaggio del popolare carry trade sullo Yen, costringendoci ad adeguare rapidamente le nostre strategie sui derivati.
I recenti dati CFTC sul posizionamento rivelano che i trader speculativi hanno effettuato uno dei maggiori ribaltamenti recenti, trasformando una posizione netta corta di oltre 92.000 contratti in una netta lunga. Ciò significa che il mercato più ampio è ora fortemente “affollato” su un solo lato del trade, risultando molto vulnerabile se i policymaker dovessero consegnare un messaggio più prudente del previsto. Inoltre, con i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni in prossimità dei massimi di tre decenni, il capitale istituzionale domestico sta progressivamente rientrando in patria da Australia e Nuova Zelanda.
Prospettive di strategia sui derivati e rischio evento
Per i trader di derivati focalizzati sul Dollaro australiano, raccomandiamo di mantenere un’impostazione rialzista su AUD/JPY finché regge il supporto chiave a 110,00. Lo Stochastic RSI giornaliero è attualmente vicino a una zona di forte ipervenduto a 13, indicando un solido potenziale tecnico per una correzione al rialzo. Se la coppia consolida questo pavimento, dovremmo puntare a obiettivi di rialzo di breve periodo a 111,50 e 112,50 nelle prossime settimane.
Al contrario, sul Dollaro neozelandese è opportuno mantenere cautela e un’impostazione ribassista su NZD/JPY finché l’area 90,00 agisce da resistenza. La crescita economica modesta della Nuova Zelanda, pari a appena 0,2%, e un disavanzo commerciale in ampliamento, aggravato dagli elevati prezzi globali del petrolio, rendono il Kiwi molto più fragile rispetto alla controparte australiana. Un mancato recupero di 90,00 probabilmente spingerà la coppia verso i target di supporto a 89,00 e 88,50.
Occorre inoltre monitorare da vicino l’imminente intervento della governatrice RBA Bullock e la pubblicazione del CPI nazionale giapponese per valutare la volatilità immediata prima dell’evento principale. Le pressioni politiche della premier Sanae Takaichi per una politica monetaria più accomodante potrebbero facilmente costringere la banca centrale a un equilibrio delicato e prudente nella guidance. Qualsiasi formulazione dovish durante la conferenza stampa di domani potrebbe innescare un rapido movimento di due Yen sugli incroci, rendendo una gestione del rischio rigorosa assolutamente essenziale.
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