USD/CHF è sceso leggermente giovedì intorno a 0,8245, vicino ai livelli visti l’ultima volta a maggio 2025, mentre il Franco svizzero si è ripreso dopo sei sedute consecutive di calo e il Dollaro USA ha fatto una pausa dopo il rally di mercoledì. La Federal Reserve ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base al 3,75%–4,00%, il primo incremento dal 2023, e il dot plot ha mostrato 16 dei 18 policymaker in attesa di almeno un ulteriore rialzo di un quarto di punto prima della fine dell’anno. Il differenziale di politica monetaria con la Svizzera resta ampio, con la Banca nazionale svizzera che mantiene i tassi a zero, mentre anche le dinamiche di carry trade sono cambiate: le aspettative di un ciclo di inasprimento più rapido da parte della Bank of Japan riducono l’attrattiva del finanziamento in JPY.
L’azione dei prezzi si è portata sopra le medie mobili semplici (SMA) a 50, 100 e 200 giorni, mentre l’RSI è a 68 e il MACD resta positivo, anche se l’ADX segnala un contesto di trend ancora contenuto. Un supporto ravvicinato si colloca in area 0,8200, poi sulla SMA a 50 giorni a 0,8108, con ulteriori livelli sulla SMA a 100 giorni (0,8024) e sulla SMA a 200 giorni (0,7941). Le resistenze sono a 0,8300 e poi a 0,8400, dopo un precedente massimo a 0,8265 e precedenti livelli di riferimento a 0,8205, 0,8175, 0,8185 e 0,8145.
Strategie su derivati e posizionamento di breve termine
Suggeriamo ai trader di derivati di puntare a capitalizzare il forte momentum rialzista di USD/CHF, rimanendo al contempo cauti rispetto a un RSI vicino alla soglia di ipercomprato, attualmente a 68. L’acquisto di bull call spread a breve scadenza con strike obiettivo a 0,8300 consente di partecipare al rally limitando il costo del premio in caso di un pullback temporaneo. L’impostazione di stop-loss o opzioni barriera appena sotto il livello di supporto chiave a 0,8185 proteggerà i portafogli da un’inversione improvvisa del trend.
Flussi di carry trade, long strutturali e tattiche opzionali
Il quadro fondamentale supporta con forza una posizione long strutturale, soprattutto con il differenziale dei tassi tra Federal Reserve e Banca nazionale svizzera che si amplia fino a un consistente 4,00%. Storicamente, quando lo spread dei rendimenti tra le principali valute G10 supera il 3,5%, i flussi di capitale del carry trade favoriscono in modo marcato l’asset a più alto rendimento, alimentando una graduale e costante svalutazione della valuta di finanziamento. Possiamo utilizzare contratti forward long per sfruttare tale differenziale, in particolare mentre il Franco svizzero sostituisce lo Yen giapponese come veicolo di finanziamento a basso rendimento preferito dal mercato.
Poiché l’Average Directional Index (ADX) contenuto indica che la forza del trend di fondo è ancora in fase di costruzione, la volatilità implicita sulle opzioni USD/CHF rimane relativamente economica. Dovremmo concentrarci sull’acquisto di call out-of-the-money strutturate attorno alla barriera di resistenza a 0,8300 per massimizzare la leva a basso costo. Se il cambio dovesse registrare una chiusura giornaliera sopra questo livello chiave, ci aspettiamo una rapida estensione verso 0,8400, scenario che renderebbe queste call a basso premio altamente redditizie.
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