USD/JPY ha esteso il rialzo, superando 156,30 fino a un massimo di seduta a 156,41 dopo aver scambiato intorno a 155,15 nelle prime ore della giornata. La coppia è scesa brevemente a 154,86 a New York prima di rimbalzare e, sebbene il momentum sia stato descritto come modesto, l’azione dei prezzi lascia spazio a un test di 156,50. Il supporto di breve termine è stato indicato a 155,70 e poi a 155,40; una rottura sotto 154,40 segnalerebbe un ritorno a una fase di trading in range, con un supporto minore evidenziato a 154,80.
Su un orizzonte di 1–3 settimane, la coppia si è spinta oltre il precedente range 153,30/156,30 delineato quando lo spot era a 154,45 martedì 15 settembre. Il superamento di 156,30 è interpretato come un elemento che consente ulteriori guadagni verso 157,30, anche se il momentum è in fase di costruzione più che già robusto. Perché il bias rialzista resti valido, il cambio deve mantenersi sopra il “forte supporto” a 154,80.
Opportunità di trading di breve termine e outlook sul momentum
Stiamo osservando una forte pressione rialzista su USD/JPY, che di recente ha superato la soglia di 156,30 toccando un massimo a 156,41. Alla luce di questo momentum positivo, ci attendiamo nel breve un test di 156,50 prima di una possibile fase di consolidamento. I trader su derivati potrebbero puntare a catturare questo rialzo di breve periodo, monitorando da vicino il supporto intraday immediato a 155,40.
Posizionamento strategico e driver macro
Per chi guarda a un orizzonte di una-tre settimane, raccomandiamo l’impostazione di posizioni long o l’acquisto di opzioni call con target sulla resistenza a 157,30. Questo scenario rialzista resta pienamente valido finché il tasso di cambio rimane sopra il forte livello di supporto a 154,80. L’utilizzo di opzioni strutturate knock-out o di bull call spread può essere un modo efficace per limitare il rischio di ribasso, mantenendo l’esposizione a guadagni graduali.
Questa traiettoria ascendente è supportata dall’ampliamento del differenziale dei rendimenti: il Treasury USA decennale resta resiliente in area 4,0%, mentre i rendimenti di riferimento giapponesi faticano a salire in modo significativo nonostante i lievi aggiustamenti dei tassi da parte della Bank of Japan. Storicamente, quando il divario tra rendimenti statunitensi e giapponesi resta sopra 300 punti base, lo yen subisce una pressione ribassista persistente. Questo contesto macroeconomico suggerisce che eventuali flessioni verso 154,80 saranno probabilmente accompagnate da un solido interesse in acquisto.
Consigliamo ai trader su derivati di impostare stop-loss stretti appena sotto la soglia di 154,80 per proteggere il capitale da improvvisi episodi di volatilità. I trader su futures a leva dovrebbero aumentare l’esposizione in modo graduale, anziché entrare con l’intera posizione in un’unica soluzione, dato che l’attuale momentum rialzista è costante ma moderato. Sarà cruciale monitorare le prossime pubblicazioni di dati macro, in particolare le metriche sull’inflazione, mentre ci muoviamo verso questi livelli obiettivo.
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