Il rialzo aggressivo della Fed spinge il dollaro, mentre le decisioni di BoE e BoJ e i livelli del petrolio guidano i mercati

by VT Markets
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Sep 17, 2026

La Federal Reserve ha effettuato il primo rialzo dei tassi dal 2023 e il dot plot aggiornato indica un ulteriore aumento entro fine anno. La mossa ha sostenuto il dollaro USA nel trading FX, mentre azioni statunitensi e oro sono finiti sotto pressione. Nel Regno Unito, la decisione della Bank of England è attesa nella tarda sessione europea: ci si aspetta tassi invariati e i mercati si concentrano su un’eventuale svolta più hawkish della forward guidance.

In Giappone, la BoJ dovrebbe alzare i tassi di 25 punti base, bilanciando i prezzi elevati del petrolio e uno JPY più debole con una crescita fragile, mentre USD/JPY scambia sopra 157,50 dopo aver rotto quel livello. I livelli tecnici segnalati includono supporti a 155,00 e 152,10, mentre le resistenze sono viste a 160,50 e 162,80. Il petrolio ha ritracciato dopo che il WTI non è riuscito a superare 101,00; i supporti chiave sono 94,30 e 87,55, con resistenze a 108,85 e 114,00. Tra i dati in uscita: HICP finale di agosto dell’Eurozona, barometro delle imprese di settembre e prezzi alla produzione di agosto in Canada, oltre ai dati statunitensi di agosto sull’edilizia, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e l’indice Philly Fed di settembre, seguiti dal CPI di agosto del Giappone e dai dati sul commercio estero di agosto della Nuova Zelanda.

Strategia su valute e oro

Alla luce del rialzo hawkish della Federal Reserve e di un ulteriore aumento atteso entro fine anno, suggeriamo ai trader su derivati di posizionarsi per un proseguimento della forza del dollaro USA. Le tendenze storiche mostrano che, quando la Fed resiste alle pressioni dell’esecutivo, la volatilità di mercato aumenta, sostenendo il biglietto verde contro i principali concorrenti. I trader possono valutare posizioni long su USD o strategie short sull’oro, che storicamente fatica quando i rendimenti dei Treasury salgono.

Raccomandiamo di monitorare da vicino la coppia USD/JPY, mentre la Bank of Japan affronta una forte pressione per un rialzo di 25 punti base. Se la BoJ adotterà una postura decisamente hawkish, la coppia potrebbe scendere sotto il supporto a 155,00 verso 152,10, invertendo parte delle pesanti perdite dello yen. Se invece la banca deluderà le attese, ci aspettiamo che i compratori puntino rapidamente alla resistenza a 160,50.

Per chi opera sulla sterlina, vediamo potenziale rialzo se la Bank of England manterrà i tassi fermi ma segnalerà un percorso più hawkish per contenere l’inflazione. Poiché l’inflazione dei servizi nel Regno Unito tende storicamente a rimanere “appiccicosa”, una guidance aggressiva potrebbe rafforzare rapidamente GBP/USD. Consigliamo di utilizzare strategie in opzioni per intercettare questo possibile breakout, proteggendosi al contempo da una volatilità inattesa.

Strategia su petrolio e mercati energetici

Nei mercati energetici, riteniamo che i trader dovrebbero orientarsi verso un’impostazione di trading in range dopo il fallito superamento della resistenza a 101 dollari da parte del WTI. La decisione dell’Arabia Saudita di aumentare le forniture di petrolio verso l’Asia sta contribuendo ad attenuare i timori sull’offerta, spingendo i prezzi verso il supporto a 94,30. Suggeriamo l’impiego di opzioni put per puntare a questo limite inferiore, tenendo presente che i rischi geopolitici potrebbero comunque innescare improvvisi rialzi.

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