USD/JPY sale grazie al rialzo dei rendimenti Fed, mentre i mercati attendono indicazioni dalla Bank of Japan su un aumento dei tassi

by VT Markets
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Sep 17, 2026

USD/JPY è salito dopo il FOMC, con i rendimenti dei Treasury USA sulla parte corta della curva in aumento e un rafforzamento del dollaro, spostando l’attenzione sulla decisione della Bank of Japan attesa per domani. I mercati sono posizionati per un rialzo BoJ di 25 pb che porterebbe il tasso di riferimento all’1,25%, lasciando il focus sulle indicazioni del governatore Ueda per il periodo oltre settembre e sul ritmo della normalizzazione in un contesto di inflazione ancora elevata.

Il cross scambiava per l’ultima volta intorno a 156,30, con momentum giornaliero descritto come moderatamente rialzista e un RSI in aumento ma con progressiva decelerazione. Il commento tecnico indica una fase di consolidamento dopo una divergenza rialzista sul MACD, con resistenze segnalate a 156,70, descritto come ritracciamento di Fibonacci al 38,2% del movimento dai minimi ai massimi del 2026, e a 157, in corrispondenza della media mobile a 21 giorni (21 DMA). I supporti vengono indicati a 155, livello Fibonacci al 23,6%, e a 153, mentre l’impostazione complessiva resta sensibile a eventuali segnali BoJ più restrittivi o a dati USA più deboli che potrebbero innescare un rientro del repricing sulla Fed.

Strategie di trading di breve periodo e posizionamento di mercato

Con la Bank of Japan ampiamente attesa al rialzo del tasso chiave di 25 punti base fino all’1,25% domani, raccomandiamo ai trader su derivati di concentrarsi su strategie di volatilità di breve termine. La coppia USD/JPY sta attualmente gravitandosi attorno a 156,30, sostenuta da rendimenti USA elevati dopo l’ultimo meeting del FOMC. Per intercettare movimenti immediati, i trader possono valutare l’acquisto di straddle a breve scadenza per sfruttare possibili gap di prezzo post-riunione.

Gestione della volatilità e strutture opzionali

I dati storici mostrano che i cambiamenti di policy legati allo yen possono innescare movimenti di mercato di ampia portata, come a luglio 2024 quando un rialzo BoJ allo 0,25% ha innescato un rapido calo del 10% di USD/JPY da 161,95 a sotto 142. Con la volatilità implicita a una settimana che tende tipicamente ad aumentare in vista di queste decisioni ravvicinate delle banche centrali, le strategie opzionali long volatility restano particolarmente attraenti. Se Tokyo dovesse fornire indicazioni sorprendentemente “hawkish” su ulteriori passi di normalizzazione, potremmo assistere a un rapido smontaggio delle posizioni lunghe su USD/JPY.

Consigliamo di impostare opzioni barrier o di utilizzare ordini limite in prossimità delle resistenze immediate a 156,70 e 157 per proteggersi contro temporanei rafforzamenti del dollaro. Sul lato ribassista, un segnale restrittivo più deciso potrebbe facilmente spingere il cambio sotto il supporto di 155 in direzione di 153. Un posizionamento tramite opzioni put con strike inferiori consente di beneficiare di un potenziale unwind del carry trade, limitando al contempo in modo rigoroso il rischio di perdita.

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