L’oro si stabilizza sopra i 4.300 dollari, mentre il dollaro più debole compensa la Fed aggressiva e i rischi in Medio Oriente

by VT Markets
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Sep 17, 2026

L’oro (XAU/USD) è tornato sopra quota 4.300 dollari in vista della sessione europea di giovedì, restando vicino al minimo di sei settimane segnato il giorno precedente, mentre il Dollaro USA ha rallentato dopo aver toccato i massimi da fine luglio. Il sostegno di un biglietto verde più morbido è stato però attenuato da una Fed dal tono hawkish e dalle persistenti tensioni in Medio Oriente, fattori che continuano a orientare la domanda di beni rifugio. La Fed ha votato all’unanimità per alzare i tassi nella riunione di settembre, il primo rialzo dal 2023, e il dot plot ha indicato un ulteriore aumento entro fine anno; i rendimenti del Treasury decennale si mantenevano in area 5,0%, vicino ai livelli più alti da aprile 2007.

Il quadro geopolitico è rimasto fluido: le forze Houthi sostenute dall’Iran hanno dichiarato che aerei sauditi avrebbero condotto oltre 450 raid nello Yemen nell’ultima settimana e sostengono di aver abbattuto un F-15 saudita su Marib, mentre Donald Trump ha affermato che l’Iran vuole un accordo e che la guerra potrebbe essere vicina alla conclusione. Sul piano tecnico, l’oro conserva un’impostazione ribassista sotto 4.315–4.320 dollari, con possibili livelli di recupero a 4.404, 4.513 e 4.690; i supporti sono indicati a 4.226, quindi 4.100 e 3.940,20. Il MACD resta negativo, mentre l’RSI oscilla intorno a 44.

Considerazioni sul trading in derivati e outlook tecnico

Suggeriamo ai trader di derivati di esercitare estrema cautela nelle prossime settimane, con l’oro che oscilla appena sopra quota 4.300 dollari. Con il rendimento del Treasury decennale vicino al 5,0%, l’aumento del costo opportunità di detenere asset privi di rendimento probabilmente limiterà i rialzi immediati. Storicamente, contesti analoghi di rendimenti elevati hanno messo sotto pressione i metalli preziosi, per cui per ora è opportuno concentrarsi su strategie difensive di breve termine.

Sul piano tecnico, è necessario monitorare da vicino la zona chiave di resistenza tra 4.315 e 4.320 dollari. Un breakout sopra quest’area potrebbe aprire la strada a un posizionamento su opzioni call verso 4.404 e 4.513. Al contrario, se dovesse prevalere la spinta ribassista del MACD, occorre prepararsi a un arretramento verso il supporto immediato in area 4.226.

Volatilità geopolitica e domanda di più lungo periodo

Nel frattempo, l’escalation delle tensioni in Medio Oriente sta sostenendo i prezzi del petrolio e rafforzando il Dollaro USA in quanto bene rifugio. In precedenti shock geopolitici, come quelli del 2022 e del 2024, l’oro ha registrato movimenti rapidi e volatili prima di definire un trend più chiaro. Alla luce della volatilità attesa, raccomandiamo l’utilizzo di strategie in opzioni come gli straddle per sfruttare movimenti di prezzo marcati senza assumere una scommessa unidirezionale.

Va inoltre considerata la dinamica storica degli acquisti: le tendenze mostrano che le banche centrali globali hanno acquistato oltre 1.000 tonnellate di oro all’anno durante i recenti anni di alta inflazione per diversificare le riserve. Questa robusta domanda istituzionale costituisce un solido “pavimento” storico che potrebbe impedire un crollo totale dei prezzi. Di conseguenza, eventuali discese verso il supporto a 4.100 dollari dovrebbero essere considerate un punto d’ingresso particolarmente interessante per posizionamenti rialzisti di lungo periodo tramite derivati.

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