NZD/USD è rimbalzato da un minimo di oltre due mesi in area 0,5735 toccato mercoledì, ma ha faticato a costruire slancio, rimanendo appena sopra la fascia 0,5700 in vista della decisione del Federal Open Market Committee attesa più tardi in giornata. Il dollaro USA ha leggermente ripiegato dopo un ritorno sui massimi di due settimane, con un ridimensionamento delle posizioni, sebbene i rischi inflazionistici legati al petrolio e rendimenti dei Treasury USA più sostenuti abbiano continuato a offrire supporto; al contempo, l’escalation delle tensioni in Medio Oriente ha mantenuto elevata la domanda per il biglietto verde come bene rifugio.
Sul piano tecnico, la coppia è rimasta impostata al ribasso sotto la media mobile semplice a 200 giorni a 0,5855 e sotto un cluster di ritracciamenti di Fibonacci tra 0,5765 e 0,5850. L’istogramma del MACD è rimasto in territorio negativo, mentre l’RSI ha continuato ad avvicinarsi all’area di ipervenduto, intorno a 32. Le resistenze sono state individuate al ritracciamento del 61,8% in area 0,5765, quindi al livello del 50,0% a 0,5807, con ulteriori ostacoli al ritracciamento del 38,2% a 0,5850 e sulla SMA a 200 giorni a 0,5855, prima del ritracciamento del 23,6% a 0,5903. I supporti sono stati visti al ritracciamento del 78,6% in area 0,5704, quindi sul minimo di swing intorno a 0,5627.
Il recupero di breve termine incontra una pressione di vendita persistente
Osserviamo un lieve rimbalzo del NZD/USD dal recente minimo di due mesi a 0,5735, ma riteniamo che questo recupero sia fragile e vulnerabile a nuove pressioni in vendita. Il dollaro USA resta molto resiliente, sostenuto dalle tensioni in Medio Oriente e da costi energetici ancora elevati che mantengono alti i rendimenti dei Treasury. Questo temporaneo arretramento del biglietto verde in vista della decisione della Federal Reserve di oggi ci offre una breve finestra per riconsiderare il posizionamento.
Fattori tecnici e fondamentali supportano una view ribassista
Dal punto di vista tecnico, ci attendiamo che il cross resti contenuto sotto la media mobile semplice a 200 giorni a 0,5855 e sotto i principali livelli di resistenza di Fibonacci. Poiché il MACD resta negativo e l’RSI oscilla intorno a 32, suggeriamo agli operatori su derivati di vendere sui rally di breve periodo, più che inseguire il rimbalzo. Se il trend ribassista dovesse riprendere, i primi target sono i supporti immediati a 0,5704, con un focus più profondo su 0,5627 come area potenziale di presa di profitto.
La nostra impostazione ribassista è supportata dalle difficoltà dell’economia domestica neozelandese: i dati più recenti indicano un PIL in contrazione dello 0,2% e un’inflazione annua in raffreddamento al 2,3%, elementi che lasciano alla Reserve Bank of New Zealand margine per continuare a tagliare i tassi. Nel frattempo, la tenuta dei consumi negli Stati Uniti e un mercato del lavoro ancora teso suggeriscono che la Federal Reserve manterrà il costo del denaro più alto più a lungo. Questa divergenza di policy indica una preferenza per put option NZD/USD di breve periodo o strategie ribassiste in spread nelle prossime settimane, per capitalizzare su una dinamica discendente che potrebbe restare persistente.
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