La rupia è rimasta sotto pressione nelle prime contrattazioni di mercoledì, estendendo una serie di perdite durata oltre una settimana mentre il cambio USD/INR oscillava vicino a un massimo di sette settimane in area 96,00. Il movimento si è verificato mentre i rendimenti dei Treasury statunitensi restavano elevati in vista della decisione della Federal Reserve attesa alle 18:00 GMT. Al momento della stesura, il decennale scendeva dello 0,35% a circa 4,98%, ma rimaneva vicino al picco di 19 anni toccato martedì a 5,04%. La Reserve Bank of India (RBI) sarebbe intervenuta a sostegno della valuta tramite il mercato spot e i non-deliverable forward, probabilmente vendendo dollari USA, ma la rupia ha faticato a recuperare terreno.
I mercati hanno spinto al rialzo i costi di finanziamento USA con il consolidarsi delle aspettative di ulteriore restrizione Fed, con 90 punti base di rialzi prezzati fino alla riunione di giugno 2027. La Fed è ampiamente attesa alzare i tassi di 25 pb al 3,75%–4,00% dopo cinque riunioni consecutive di pausa, e lo strumento CME FedWatch indicava una probabilità del 92,5%. In India, l’inflazione headline è rimasta sopra l’obiettivo mediano per il terzo mese consecutivo, mentre prende forma l’ipotesi di un “mini” ciclo di rialzi: 25 pb in ottobre, seguiti da altri due interventi da 25 pb in dicembre e febbraio, con anche un passo da 50 pb segnalato come rischio. Sul piano tecnico, USD/INR scambiava a 95,93, sopra la media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni a 95,37, mentre l’RSI era a 63,2; una resistenza veniva indicata in area 97,00.
Strategie sui derivati in un contesto di volatilità su rupia e rendimenti
Mentre osserviamo USD/INR in prossimità di 96,00, raccomandiamo ai trader di derivati di impostare posizioni con bias rialzista tramite bull call spread con obiettivo il livello 97,00. Con la coppia saldamente sopra la media mobile esponenziale a 20 giorni a 95,37, l’acquisto di opzioni call consente di cogliere il momentum rialzista limitando al contempo il rischio di ribasso in caso di interventi della RBI. Storicamente, nei periodi di intensa difesa della valuta, la volatilità implicita tende a impennarsi, rendendo gli spread a debito su opzioni una strategia particolarmente efficiente in termini di costo.
Operazioni sui tassi negli USA e in India
Con la Federal Reserve pronta a effettuare oggi un rialzo dei tassi di 25 punti base — sostenuto da una probabilità di mercato pari al 92,5% — la vendita di futures sui Treasury USA resta un’operazione ad alta convinzione. Il rendimento del Treasury decennale sta testando il massimo di 19 anni in area 5,04%, spinto dalle attese di un inasprimento monetario più profondo che potrebbe estendersi fino al 2027. Suggeriamo di utilizzare interest rate swap o opzioni put su strumenti Treasury a lunga durata per beneficiare di questa persistente pressione al rialzo sui rendimenti.
Sul mercato domestico indiano, consigliamo di posizionarsi per un orientamento più hawkish pagando il tasso variabile negli Overnight Indexed Swap (OIS) o vendendo futures sui titoli di Stato a breve scadenza. Considerato che l’inflazione dei servizi si sta ampliando e che gli analisti si attendono dalla RBI un rialzo cumulato di 75 punti base a partire da ottobre, i rendimenti domestici sono destinati a salire. Storicamente, quando l’inflazione headline resta sopra il target per mesi consecutivi, il tratto breve della curva dei rendimenti indiana si muove bruscamente verso l’alto, offrendo una valida opportunità per strategie su derivati sensibili ai tassi.
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