Il WTI è sceso dopo due sedute di rialzi e nelle ore asiatiche di mercoledì veniva scambiato in area 100,50 dollari al barile, mentre un insieme sempre più ampio di interruzioni dell’offerta in Medio Oriente continuava a orientare i prezzi. Secondo indiscrezioni, l’Arabia Saudita avrebbe cancellato diverse consegne di greggio di settembre a clienti europei dopo che attacchi con droni hanno imposto un arresto d’emergenza dell’oleodotto East-West, una rotta chiave utilizzata per bypassare lo Stretto di Hormuz. Con la ripresa degli attacchi nell’area da parte dei militanti Houthi sostenuti dall’Iran, il calendario di riavvio dell’oleodotto resta incerto.
Le restrizioni dell’offerta hanno raggiunto anche il Nord Africa, dove la compagnia petrolifera nazionale libica ha sospeso le operazioni in due importanti giacimenti e in una stazione di pompaggio a causa del protrarsi di proteste locali. Separatamente, la guerra in Europa orientale ha colpito asset energetici: la Russia ha preso di mira stazioni di servizio a Kiev e l’Ucraina ha colpito una raffineria russa, nonostante il presidente USA Donald Trump abbia affermato che entrambe le parti avevano concordato di interrompere gli attacchi alle rispettive infrastrutture energetiche. TD Securities ha dichiarato che lo scenario di rischio per i prezzi dell’energia resta sbilanciato al rialzo, indicando rischi di upside elevati legati agli attacchi alle infrastrutture in Medio Oriente e in Russia.
Strategie sui derivati in un contesto di rischio di offerta elevato
Con il WTI intorno a 100,50 dollari al barile, riteniamo che i trader di derivati dovrebbero posizionarsi in vista di improvvise rotture al rialzo nelle prossime settimane. Storicamente, gravi interruzioni dell’offerta come gli attacchi del 2019 ad Abqaiq in Arabia Saudita hanno provocato un balzo dei prezzi del 15% in un solo giorno, dimostrando quanto rapidamente gli shock geopolitici possano innescare rally di ampia portata. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call out-of-the-money sul WTI con scadenza novembre 2026, per intercettare questa potenziale volatilità senza esporsi a un rischio di capitale illimitato.
Con la volatilità implicita in aumento a causa delle chiusure di oleodotti in Medio Oriente e dei continui attacchi con droni, i contratti futures standard comportano un rischio estremo di gap overnight. Per mitigarlo, suggeriamo l’utilizzo di bull call spread, che limitano il costo del premio pur consentendo di beneficiare di un movimento verso 110 o 115 dollari. I dati energetici recenti mostrano che le scorte globali di petrolio sono già circa il 2% sotto la media stagionale degli ultimi cinque anni, rendendo il mercato altamente sensibile a ulteriori cali dell’offerta.
Opportunità negli spread dei prodotti raffinati
Occorre guardare anche oltre il greggio e concentrarsi sui prodotti raffinati, poiché i recenti attacchi alle raffinerie russe e alle linee di fornitura saudite incidono direttamente sulle rese dei prodotti. I trader dovrebbero valutare posizioni long sugli spread crack del gasolio da riscaldamento o della benzina, che tendono a sovraperformare il greggio durante crisi delle infrastrutture di raffinazione. Storicamente, interruzioni localizzate della raffinazione hanno spinto i crack spread a salire di oltre il 30% nel giro di poche settimane, rendendolo un hedge potenzialmente molto redditizio nell’attuale contesto.
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