Il WTI ha esteso i rialzi durante la sessione europea di martedì dopo movimenti altalenanti nella giornata precedente, con il benchmark in area 99,30-99,35 dollari, in aumento di circa l’1,30% e vicino a un massimo plurimensile visto l’ultima volta il 21 maggio. I rischi di interruzione dell’offerta in Medio Oriente sono rimasti il principale driver dopo che l’Arabia Saudita ha temporaneamente chiuso l’oleodotto East-West in seguito ad attacchi con droni lanciati lo scorso giovedì dal territorio iracheno vicino al confine iraniano. Le forze Houthi sostenute dall’Iran hanno inoltre attaccato lunedì una base aerea saudita a Khamis Mushait, mentre la scorsa settimana gli Houthi hanno conquistato la costa yemenita sul Mar Rosso e lo stretto di Bab al-Mandab; le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz hanno aggiunto ulteriore premio al rischio.
I mercati hanno seguito anche la diplomazia e la politica monetaria statunitense. Il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano ha affermato che i negoziati con gli USA non riprenderanno finché non saranno soddisfatte le condizioni di Teheran, e gli operatori hanno guardato alla decisione del FOMC di mercoledì per indicazioni su dollaro e materie prime prezzate in dollari. Sul piano tecnico, il WTI ha tenuto sopra la SMA a 100 giorni a 85,39 dollari ed è rimasto sopra il ritracciamento di Fibonacci del 78,6% a 98,57; l’RSI (14) si è attestato vicino a 70 e il MACD è rimasto positivo. I livelli di supporto citati sono stati 98,57, 91,78, 87,01, 85,39, 82,24 e 76,33 dollari.
Strategie di trading sui derivati e outlook sulla volatilità
Con il WTI che spinge contro 99,30 dollari, raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per un’ulteriore fase di momentum rialzista nelle prossime settimane. L’utilizzo di opzioni call long o di bull call spread consente di intercettare ulteriore upside limitando il rischio nel caso in cui le tensioni geopolitiche dovessero improvvisamente attenuarsi. Questa strategia è particolarmente utile in questa fase, poiché ci si aspetta un aumento della volatilità di mercato.
Rischi sull’offerta e analisi tecnica
La minaccia fisica alle rotte di approvvigionamento è elevata, poiché lo stretto di Bab al-Mandab e lo Stretto di Hormuz controllano snodi critici del commercio globale. I dati energetici indicano che attraverso lo Stretto di Hormuz transitano ogni giorno oltre 20 milioni di barili di petrolio, pari a circa il 20% dei consumi mondiali di liquidi petroliferi. Gravi interruzioni in questi choke point implicherebbero che qualsiasi deficit di offerta spingerebbe rapidamente i prezzi ben oltre la soglia dei 100 dollari.
Da un punto di vista tecnico, rileviamo che il WTI resta inserito in un solido trend rialzista, mantenendosi comodamente al di sopra della propria media mobile semplice a 100 giorni a 85,39 dollari. Il supporto immediato si colloca sul livello di ritracciamento di Fibonacci del 78,6% a 98,57. Un eventuale calo temporaneo dei prezzi fino a tale livello dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di acquisto ad alta probabilità, più che come un’inversione di trend.
Occorre inoltre mantenere cautela in vista della decisione cruciale di domani sui tassi da parte della Federal Reserve. I movimenti del dollaro USA influenzeranno direttamente i prezzi delle commodity, per cui i trader di derivati dovrebbero proteggere le posizioni con stop-loss stretti o utilizzare straddle su opzioni per operare sulla volatilità. Questo approccio bilanciato permette di beneficiare del premio al rischio geopolitico, proteggendo al contempo i portafogli da improvvisi shock macroeconomici.
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