Dollaro neozelandese riduce le perdite mentre le scommesse su un rialzo dei tassi della Fed sostengono il biglietto verde; NZD/USD mette alla prova un supporto chiave

by VT Markets
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Sep 15, 2026

Il dollaro neozelandese ha recuperato circa metà del calo iniziale contro il dollaro USA, ma è rimasto in ribasso dello 0,17% intorno a 0,5770 negli scambi europei di martedì, con NZD/USD indicato a 0,5769. Il movimento è arrivato mentre il biglietto verde si rafforzava e i mercati si spostavano ulteriormente verso un rialzo dei tassi della Federal Reserve nella decisione di politica monetaria di mercoledì. Il Dollar Index statunitense, DXY, saliva dello 0,15% a circa 99,62.

Le aspettative sui tassi si sono irrigidite dopo che ING ha rivisto lo scenario prevedendo un rialzo Fed di 25 punti base a settembre, in seguito alle osservazioni a Jackson Hole del presidente Kevin Warsh e ai dati successivi. I mercati prezzano due rialzi e mezzo aggiuntivi oltre una mossa del 16 settembre “praticamente certa”, anche se le proiezioni di ING indicano un esito “one and done”. Sul piano tecnico, NZD/USD è rimasto sotto la EMA a 20 giorni a circa 0,5854 e sotto la fascia di medio Fibonacci in area 0,5808, mentre l’RSI si attestava intorno a 33. La resistenza è vista a 0,5808, poi 0,5850–0,5854 e 0,5903; i supporti sono a 0,5765, quindi 0,5705 e 0,5628.

Strategie su derivati e volatilità in vista della decisione della Fed

Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a un aumento della volatilità, con la decisione sui tassi della Federal Reserve prevista per domani che si profila come un catalizzatore rilevante. Con NZD/USD in area appena sopra il supporto chiave a 0,5765 e RSI vicino a 33, opzioni put di breve scadenza potrebbero offrire un’operazione ad alto potenziale di rendimento in caso di rottura al ribasso. Storicamente, quando il Dollar Index (DXY) supera la soglia di 99,60, il dollaro neozelandese subisce una forte pressione ribassista, rendendo la protezione al ribasso una priorità per i nostri portafogli.

Scenari post-Fed e tattiche operative

Sebbene il mercato abbia pienamente incorporato un rialzo di 25 punti base per il 16 settembre, cresce la divisione sull’ipotesi che la Fed prosegua con l’inasprimento nel quarto trimestre. Se i policymaker dovessero segnalare un approccio “one and done”, potremmo assistere a un rapido short-squeeze, rendendo particolarmente interessanti per i contrarian call a breve scadenza in prossimità della resistenza a 0,5808. Storicamente, dopo l’ultimo rialzo di un ciclo, il dollaro USA tende a perdere lo slancio sostenuto dal differenziale di rendimento, fattore che potrebbe innescare un’inversione marcata di NZD/USD nelle prossime settimane.

Per chi opera sui futures, raccomandiamo stop-loss stretti appena sopra la EMA a 20 giorni a 0,5854 per gestire il rischio di improvvisi spike. Se il cambio dovesse rompere in modo sostenuto sotto il pavimento immediato di 0,5765, ci attendiamo un rapido calo verso il successivo supporto principale a 0,5705. L’utilizzo di bear put spread può aiutare a contenere il costo del premio iniziale, mantenendo al contempo il posizionamento per questa potenziale discesa di 60 pip con l’evoluzione del quadro macroeconomico.

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