La sterlina è scesa contro il dollaro, con il GBP/USD che ha sondato i minimi di cinque settimane a 1,3464 prima di ridurre le perdite e tornare a scambiare intorno a 1,3492; restava comunque in calo dello 0,23% mentre i mercati attendevano le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve mercoledì e della Bank of England giovedì. Il sentiment di rischio è rimasto contenuto dopo un avvio di settimana debole, mentre il petrolio è balzato in seguito ad attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita che hanno danneggiato l’oleodotto East-West, un percorso progettato per bypassare lo Stretto di Hormuz attraverso il Mar Rosso.
In seguito, la coppia ha oscillato vicino a 1,3470, estendendo la discesa allo 0,38% nella seduta e mettendo sotto pressione la parte bassa del range mensile, mentre la domanda di dollari USA si rafforzava in vista della riunione della Fed. Le quotazioni dei futures, secondo il CME FedWatch, indicavano una probabilità dell’88% di un rialzo dei tassi Fed di 25 punti base; l’attenzione si è inoltre spostata sulle attese di una BoE ferma ma con tono hawkish e su un possibile movimento di 25 pb a novembre. Dal punto di vista tecnico, venivano indicati supporti a 1,3450–1,3420 e resistenze sopra 1,3550.
Prepararsi a una volatilità più elevata nei mercati GBP/USD
Dovremmo prepararci a una volatilità più elevata nei mercati delle opzioni e dei futures su GBP/USD, mentre la Federal Reserve e la Bank of England si preparano ad annunciare le rispettive decisioni sui tassi. Con il cambio che testa livelli di supporto chiave intorno a 1,3450, raccomandiamo ai trader di derivati di valutare con attenzione put di breve termine per coprirsi dal rischio di un calo più profondo verso 1,3420. L’impennata del rendimento del Treasury USA decennale, recentemente tornato sopra la soglia del 4,2%, continua a sostenere il biglietto verde e a mettere sotto pressione la sterlina.
Strategie su derivati e scenari di percorso dei tassi
Per sfruttare questo contesto, suggeriamo l’implementazione di strategie a rischio limitato come i bear put spread, per intercettare il momentum ribassista senza esporci a un rischio illimitato. L’attuale sentiment di mercato incorpora una probabilità dell’88% di un rialzo Fed di 25 punti base, il che significa che un’eventuale pausa inattesa o una sorpresa hawkish innescherebbero oscillazioni marcate. Storicamente, quando i rendimenti USA accelerano in vista di riunioni rilevanti delle banche centrali, la sterlina subisce una forte pressione di vendita nel breve termine, prima di trovare un pavimento più solido.
Per chi opera su futures denominati in sterline, dovremmo monitorare da vicino lo spread dei rendimenti UK-USA, che al momento resta di supporto ma è altamente sensibile a qualsiasi cambiamento nella retorica della Bank of England. Se questa settimana la BoE dovesse confermare i tassi con un’impostazione hawkish, potremmo assistere a un rapido rimbalzo verso la resistenza a 1,3550. Di conseguenza, mantenere una parte dei portafogli in opzioni call long a questi livelli più bassi consente di catturare un’eventuale inversione improvvisa al rialzo, qualora la banca centrale britannica lasci intendere un rialzo dei tassi a novembre.
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