La riunione del FOMC del 15–16 settembre dovrebbe ampiamente sancire il primo rialzo dei tassi della Fed da maggio 2023, mentre i responsabili di politica monetaria riconsiderano la precedente prudenza legata a segnali più morbidi sul mercato del lavoro e a un certo allentamento dell’inflazione. A livello globale la politica monetaria è stata mista: dall’inizio dell’anno all’11 settembre, 25 delle quasi 90 banche centrali hanno tagliato i tassi per un totale medio cumulato di 85 punti base, mentre 25 li hanno aumentati di 75 punti base in media e 36 li hanno lasciati invariati. La Fed è rimasta nel campo dell’attesa mentre la BCE ha alzato i tassi due volte, con un ulteriore intervento BCE datato 10 settembre; l’attenzione si sposta anche sulla BoJ il 17–18 settembre e sulla BoE il 17 settembre, dove è atteso un voto 6–3, possibilmente 6–4.
US Economic Performance and Sector Trends
La crescita statunitense ha viaggiato in media al 2,2% annuo dal primo trimestre 2025, circa il doppio dell’Eurozona, ma viene descritta come concentrata nel ciclo di investimenti trainato dall’IA e negli effetti ricchezza, con la spesa dei redditi più bassi sotto pressione.
Inflation Dynamics and Fed Policy Considerations
L’inflazione resta sopra il target del 2% nelle misure standard, anche se l’IPC headline è rimasto al 3,4% a/a in agosto e il core è sceso al 2,4% dal 2,5%; il core CPI è aumentato dello 0,29% m/m, sopra una soglia di riferimento dello 0,2%, mentre i costi unitari del lavoro indicano ulteriore disinflazione. Il target dei Fed Funds è a 3,50–3,75%, a fronte di una stima del tasso neutrale tra 3,25% e 4,25%; i precedenti tagli “assicurativi” di fine 2025 vengono indicati come più facili da invertire alla luce del calo della disoccupazione, dei potenziali rischi per le aspettative e di uno shock energetico legato al conflitto con l’Iran.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.