Il PIL è cresciuto del 4,1% a/a nel 1H26, sostenuto dalla domanda interna e da investimenti solidi, mentre i consumi privati dovrebbero rimanere resilienti grazie a una robusta crescita dei salari reali e a un mercato del lavoro favorevole. Lo slancio degli investimenti è atteso in attenuazione con il venir meno di fattori una tantum e con l’RRF che entra nella fase finale, mentre la domanda estera è descritta come meno certa nonostante la ripresa della domanda da parte dei principali partner commerciali e la nuova capacità nei settori automotive e farmaceutico. La previsione di crescita del PIL per l’intero FY26 è stata rivista al rialzo al 3,2% dal 2,0%, seguita da una moderazione verso il 2,5% nel 2027.
Le pressioni inflazionistiche si sono rafforzate nel 2Q per il ritorno degli effetti energetici, per poi attenuarsi tra luglio e agosto con l’inflazione headline tornata vicino al 3% a/a; l’energia resta la principale fonte di volatilità, i servizi viaggiano sopra l’headline e i prezzi alimentari fanno da contrappeso. L’inflazione è prevista attestarsi in media intorno al 3,2–3,3% nel 2026, per poi moderare verso il 2,5% nel 2027. La politica fiscale è descritta come complessivamente di supporto, con l’obiettivo di deficit 2026 appena sotto il 3% del PIL, mentre la determinazione dei prezzi di mercato continua a essere guidata da fattori globali e gli spread restano nell’area sotto i 40 pb.
Crescita economica e prospettive
Il PIL è cresciuto del 4,1% a/a nel 1H26, sostenuto dalla domanda interna e da investimenti solidi, mentre i consumi privati dovrebbero rimanere resilienti grazie a una robusta crescita dei salari reali e a un mercato del lavoro favorevole. Lo slancio degli investimenti è atteso in attenuazione con il venir meno di fattori una tantum e con l’RRF che entra nella fase finale, mentre la domanda estera è descritta come meno certa nonostante la ripresa della domanda da parte dei principali partner commerciali e la nuova capacità nei settori automotive e farmaceutico. La previsione di crescita del PIL per l’intero FY26 è stata rivista al rialzo al 3,2% dal 2,0%, seguita da una moderazione verso il 2,5% nel 2027.
Inflazione e politica fiscale
Le pressioni inflazionistiche si sono rafforzate nel 2Q per il ritorno degli effetti energetici, per poi attenuarsi tra luglio e agosto con l’inflazione headline tornata vicino al 3% a/a; l’energia resta la principale fonte di volatilità, i servizi viaggiano sopra l’headline e i prezzi alimentari fanno da contrappeso. L’inflazione è prevista attestarsi in media intorno al 3,2–3,3% nel 2026, per poi moderare verso il 2,5% nel 2027. La politica fiscale è descritta come complessivamente di supporto, con l’obiettivo di deficit 2026 appena sotto il 3% del PIL, mentre la determinazione dei prezzi di mercato continua a essere guidata da fattori globali e gli spread restano nell’area sotto i 40 pb.
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