I rischi per l’offerta di petrolio sono aumentati dopo una nuova interruzione delle infrastrutture di export saudite e il riemergere di timori legati a snodi marittimi strategici. L’Arabia Saudita ha temporaneamente fermato il suo oleodotto East-West in seguito a un attacco con droni, colpendo una delle principali rotte alternative di esportazione, mentre il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz resta fortemente compromesso. Separatamente, gli sviluppi nell’area di Bab el-Mandeb hanno alimentato le preoccupazioni sui flussi di navigazione e le notizie di una nave colpita nello Stretto di Hormuz hanno ulteriormente irrigidito lo scenario di rischio.
La discesa del Brent da livelli prossimi a 110 dollari al barile potrebbe essere limitata se il ripristino delle operazioni dell’oleodotto dovesse tardare o se gli attacchi contro spedizioni e infrastrutture energetiche dovessero allargarsi. Un nuovo rialzo dei prezzi del petrolio aumenterebbe le pressioni sulle prospettive di inflazione, manterrebbe sostenuti i rendimenti e indebolirebbe il sentiment verso il rischio. Al contrario, un ripristino più rapido dei flussi o segnali più chiari di de-escalation potrebbero ridurre il premio geopolitico.
Posizionarsi per la volatilità tra le interruzioni nei chokepoint
Con il Brent che oscilla vicino alla soglia dei 110 dollari e le minacce geopolitiche in aumento nei principali chokepoint, raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per una volatilità più elevata. Considerate le interruzioni nello Stretto di Hormuz — che gestisce circa 20 milioni di barili al giorno, pari a circa il 20% dei consumi globali di petrolio — l’acquisto di opzioni call Brent out-of-the-money offre un modo a rischio definito per intercettare improvvisi picchi di prezzo. I trader dovrebbero anche valutare long straddle per beneficiare di movimenti bruschi mentre il mercato reagisce a titoli e notizie in evoluzione nelle prossime settimane.
I dati storici mostrano che gli shock sull’offerta fisica possono innescare premi immediati e consistenti, come nel caso degli attacchi del 2019 ad Aramco che causarono un balzo notturno del 15% del Brent. Attualmente, con l’oleodotto East-West saudita soggetto a stop temporanei e l’aumento delle minacce nello stretto di Bab el-Mandeb, eventuali correzioni dei prezzi del petrolio sono probabilmente di breve durata. Riteniamo che mettersi short sul petrolio in questa fase comporti un rischio asimmetrico; di conseguenza i trader dovrebbero concentrarsi sull’acquisto sui ribassi tramite bull call spread.
Implicazioni più ampie di mercato dell’aumento dei costi energetici
Poiché l’aumento dei costi energetici minaccia direttamente le prospettive di inflazione globale, occorre prepararsi anche a ripercussioni più ampie sui mercati. Prezzi del petrolio più elevati potrebbero spingere al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato, rendendo interessanti posizioni corte sui future dei Treasury come operazione di valore relativo. Inoltre, i trader di derivati dovrebbero considerare l’acquisto di put protettive sugli indici azionari, poiché un petrolio stabilmente a tre cifre storicamente comprime i margini di profitto societari e peggiora l’appetito complessivo per il rischio.
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