USD/CHF è salito di oltre lo 0,40% venerdì dopo i dati USA sull’inflazione CPI che, insieme al PPI di giovedì, hanno spinto i mercati a prezzare un rialzo dei tassi della Fed nella riunione della prossima settimana. Il cambio ha scambiato a 0,8165, dopo aver rimbalzato da un minimo intraday di 0,8124, e ha superato la resistenza a 0,8156, massimo del 2 settembre.
Sul grafico giornaliero, il Relative Strength Index (RSI) resta in territorio rialzista, mantenendo il momentum di breve periodo orientato verso l’alto. Una rottura sopra 0,8200 aprirebbe la strada a un test di 0,8215, massimo del 19 giugno 2025, quindi 0,8250, picco del ciclo del 4 giugno, e il livello psicologico di 0,8300. Al contrario, una discesa sotto la media mobile semplice (SMA) a 50 giorni a 0,8096 sposterebbe l’attenzione sulla SMA a 100 giorni a 0,8009.
Strategie di trading su derivati supportate da solidi fondamentali
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a un aumento del momentum rialzista su USD/CHF nelle prossime settimane dopo il breakout sopra 0,8150. Questo balzo è fortemente supportato dal recente indice dei prezzi al consumo statunitense, salito di un +0,3% mese su mese, sopra le attese, che ha spinto le stime del CME FedWatch Tool per un rialzo dei tassi della Federal Reserve la prossima settimana oltre il 65%. Considerato questo solido supporto fondamentale, dovremmo dare priorità a strategie long su derivati per intercettare la prossima gamba rialzista.
Approcci con opzioni e futures per setup rialzisti su USD/CHF
Per i trader di opzioni, raccomandiamo l’utilizzo di bull call spread con strike mirati a 0,8200 e 0,8250 per sfruttare l’impostazione positiva del Relative Strength Index. Questa struttura limita il rischio al ribasso, posizionandoci al tempo stesso per beneficiare di un movimento verso il massimo di giugno 2025 a 0,8215. I dati storici mostrano che, quando USD/CHF supera la resistenza mensile più immediata con un RSI in crescita, spesso mette a segno un rialzo medio dell’1,5%-2% nelle due settimane successive.
In alternativa, chi opera su futures o CFD dovrebbe valutare acquisti su piccoli ritracciamenti verso l’area di supporto a 0,8150, mantenendo stop-loss stretti. Consigliamo di collocare stop protettivi appena sotto la media mobile semplice a 50 giorni a 0,8096, per proteggersi da un’inversione improvvisa del trend. Una rottura al di sotto di questo livello invaliderebbe la tesi rialzista ed esporrebbe la SMA a 100 giorni in area 0,8009, rendendo essenziale una rigorosa gestione del rischio con l’avvicinarsi della decisione della Fed.
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