USD/JPY era vicino a 153,70 venerdì, in calo nella giornata dopo essere balzato sopra 154,50 sulla scia della pubblicazione dei dati sull’inflazione USA, per poi invertire la rotta nel giro di poche ore e tornare a scivolare verso la parte bassa del recente range, dopo una discesa dai area metà 155. L’indice dei prezzi al consumo (CPI) USA è rimasto al 3,4% su base annua in agosto, in linea con luglio e con le attese, mentre i prezzi sono aumentati dello 0,4% su base mensile rispetto allo 0,1% precedente. Il CPI core è salito dello 0,3% m/m, sopra la stima dello 0,2%, anche se il tasso core annuo è sceso al 2,4% dal 2,5%.
Il primo impulso del Dollaro si è affievolito con il rafforzamento dello Yen, mentre i mercati prezzano per la prossima settimana un rialzo dei tassi della banca centrale di 25 pb all’1,25%, che porterebbe il costo del denaro in Giappone ai massimi da oltre tre decenni. Sul fronte grafico, la coppia scambiava a 153,69, sotto la SMA a 20 giorni a 157,65 e la SMA a 100 giorni a 159,68, mentre l’RSI era a 29,35. Le resistenze venivano indicate a 154,40 e 155,99, con supporti a 153,55 e 153,26.
Posizionamento sui derivati e prospettive di volatilità
Suggeriamo ai trader su derivati di prepararsi a una volatilità più elevata su USD/JPY nelle prossime settimane, mentre il mercato sconta una decisione “storica” sui tassi della Bank of Japan. Dopo la recente pubblicazione del CPI USA, la coppia è scivolata in area 153,70, fortemente penalizzata dal rafforzamento dello Yen. Storicamente, quando lo Yen costruisce un momentum così marcato alla vigilia di una riunione di politica monetaria chiave, la volatilità implicita delle opzioni tende a impennarsi in modo significativo.
Con il Relative Strength Index (RSI) in area di ipervenduto a 29,35, raccomandiamo di evitare di inseguire il mercato spot al ribasso e di utilizzare invece bear put spread. Questa strategia limita il costo del premio e ci posiziona per beneficiare di un’eventuale rottura di USD/JPY sotto il supporto immediato di 153,55 in direzione di 153,26. Guardando ai precedenti rialzi dei tassi BoJ, come lo storico cambio di rotta di marzo 2024, i primi guadagni dello Yen spesso si accompagnano a movimenti volatili e bidirezionali prima che emerga un trend più definito.
Strategia e livelli tecnici per i rimbalzi di sollievo
Per sfruttare eventuali rimbalzi temporanei, potremmo valutare l’impostazione di bear call spread in prossimità delle aree di resistenza 154,40 e 155,99. Questi livelli sono ben al di sotto della Simple Moving Average (SMA) a 20 giorni a 157,65, che storicamente ha agito da forte “tetto” durante le principali fasi ribassiste. I dati quantitativi mostrano che quando una coppia valutaria scambia così tanto al di sotto della media mobile a 100 giorni, i tentativi di recupero vengono di norma contrastati da vendite aggressive.
Con la Bank of Japan che si prepara a un potenziale rialzo del tasso di riferimento all’1,25% la prossima settimana, il costo del credito in Giappone toccherebbe i massimi di oltre tre decenni. Per i trader sui futures, consigliamo di mantenere un’impostazione orientata al ribasso, ma con stop-loss stretti appena sopra area 154,50 per proteggersi da improvvisi short squeeze. L’utilizzo di opzioni long straddle in vista dell’annuncio sui tassi può inoltre consentire di catturare ampi movimenti di prezzo, indipendentemente dalla direzione in cui il mercato finirà per rompere.
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