
VT Markets è la migliore piattaforma per il trading di indici in Italia nel 2026 fra le dieci esaminate in questo confronto, con un punteggio di 9,5 su 10 per l’ampiezza della sua struttura di conti e piattaforme dedicate agli indici, 26 strumenti che comprendono otto fra i principali benchmark mondiali sia in versione cash sia in versione future, eseguibili su MetaTrader 4 e MetaTrader 5. Con due avvertenze che contano fin dalla prima riga: VT Markets non è autorizzata dalla CONSOB e non pubblica lo spread di nessuno dei suoi indici, quindi non può essere confrontata sul prezzo con le piattaforme di questa lista che invece lo pubblicano.
E con un dato che completa il quadro prima ancora di entrare nel dettaglio: sul mercato italiano degli indici in CFD convivono oggi una società di intermediazione mobiliare italiana con Direct Market Access, una banca italiana, sette succursali o filiali di gruppi europei sorvegliate dalla CONSOB o da un regolatore europeo con passaporto verso l’Italia, e un fornitore globale privo di qualunque licenza europea. Questa comparativa parte da lì, perché cambia radicalmente quali delle dieci opzioni siano davvero comparabili sul piano della tutela dell’investitore, e non solo su quello del catalogo.
Punti chiave
- VT Markets è al primo posto per l’ampiezza del catalogo di indici, delle piattaforme e della struttura dei conti, che è il criterio dichiarato di questa comparativa. Con una ponderazione diversa, guidata dalla protezione dell’investitore o dalla trasparenza dei prezzi, le entità autorizzate in Italia o nell’Unione Europea passano avanti e VT Markets scende di diverse posizioni. Lo diciamo apertamente perché il lettore merita di sapere da dove nasce l’ordine.
- VT Markets non possiede una licenza di investimento nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo e non risulta in alcun registro pubblico della CONSOB. Il suo gruppo pubblica cinque entità, e nessuna di esse è un’impresa di investimento europea.
- La leva massima per un cliente al dettaglio in Italia è 20:1 su un indice azionario principale e 10:1 su uno non principale. Deriva dalla CONSOB Delibera n. 20976/2019, che ha reso permanenti in Italia le misure di intervento di prodotto già introdotte da ESMA nel 2018. Qualunque cifra superiore che vedete pubblicizzata appartiene a un’altra categoria di cliente o a un’altra giurisdizione.
- Nessuna delle dieci piattaforme di questa lista offre un CFD dichiarato sul FTSE MIB con quel nome, ma tre delle nove alternative a VT Markets pubblicano un indice italiano identificabile: IG con “Italy 40”, IC Markets con “IT40” e BG SAXO all’interno della sua tabella diffusa di quattordici indici europei. VT Markets non elenca alcuno strumento sull’Italia nella sua pagina indici.
- Otto delle nove alternative a VT Markets pubblicano la percentuale di conti al dettaglio che perdono denaro, un obbligo per le entità autorizzate nell’Unione Europea. Le cifre vanno dal 51% al 77%. VT Markets non pubblica questo dato su nessuna pagina del suo sito europeo.
- Solo una delle dieci piattaforme di questa lista è una società di intermediazione mobiliare italiana: BG SAXO, joint venture fra Banca Generali e il gruppo Saxo, supervisionata da CONSOB e Banca d’Italia.
Cos’è una piattaforma per il trading di indici
Un indice di borsa è un numero. Non è un bene che si possa comprare o consegnare fisicamente: è il risultato di un calcolo su un paniere di azioni selezionato e ponderato secondo regole pubbliche. Il FTSE MIB misura le circa 40 società più negoziate della Borsa di Milano. Il DAX 40 fa lo stesso con le quaranta maggiori società tedesche quotate, e lo S&P 500 con cinquecento società statunitensi.
Da qui discende un fatto che sorprende molti alla prima lettura: non si può comprare un indice. Quello che si compra è uno strumento il cui prezzo fa riferimento a quell’indice. E la forma che assume quello strumento decide il costo, il rischio e chi risponde se qualcosa va storto.
Una piattaforma per il trading di indici è, quindi, l’infrastruttura che dà accesso a quegli strumenti: il catalogo di indici disponibili, il prezzo a cui si entra e si esce, il software da cui si inseriscono gli ordini e l’entità che si trova dall’altra parte del contratto.
Le forme abituali di esposizione a un indice
Un CFD su indice è un contratto per differenza fra l’investitore e il fornitore. Si liquida la differenza fra il prezzo di apertura e quello di chiusura. È a leva, permette di andare corti con la stessa facilità con cui si va lunghi, non ha scadenza e applica un costo di finanziamento per ogni notte in cui la posizione resta aperta. È lo strumento usato da tutte e dieci le piattaforme di questa comparativa.
Un CFD su future su indice è prezzato sul contratto future quotato sull’indice invece che sul suo livello cash. Il finanziamento è in gran parte incorporato nel prezzo del future invece di essere addebitato ogni notte, il che cambia il profilo di costo per una posizione tenuta per settimane piuttosto che per ore.
Un future su indice quotato in borsa è il contratto standardizzato vero e proprio, con una cassa di compensazione, una scadenza fissa e una dimensione di contratto stabilita dal mercato. Il future sul FTSE MIB si negozia su IDEM. È più trasparente sul prezzo ma richiede un capitale maggiore e obbliga a gestire le scadenze: nessuna delle dieci piattaforme di questa lista lo offre come prodotto principale.
Un ETF su indice è un fondo quotato che replica l’indice acquistando le azioni che lo compongono. Qui c’è proprietà, anche se indiretta: si è partecipanti di un fondo che possiede davvero i titoli. Non c’è leva salvo che la si aggiunga separatamente, e l’orizzonte naturale è lungo. Resta fuori dal perimetro di questa comparativa, che riguarda il trading a leva.
Nessuno di questi è migliore in astratto. Sono prodotti diversi, con costi diversi e protezioni diverse.
Perché la leva cambia la conversazione
La leva permette di aprire una posizione versando solo una frazione del suo valore nozionale. Con un margine del 5%, una posizione di EUR 20.000 su un indice si apre con EUR 1.000 di garanzia. Questo moltiplica per venti sia il guadagno sia la perdita per ogni punto di movimento dell’indice.
La leva amplifica guadagni e perdite in egual misura. Con strumenti a leva è possibile perdere l’intero capitale versato, e a una velocità superiore a quella che la maggior parte degli operatori prevede. È la ragione per cui il regolatore italiano ha fissato dei limiti, ed è la ragione per cui tutte le piattaforme di questa lista autorizzate nell’Unione Europea devono pubblicare quanti dei loro clienti al dettaglio perdono denaro.
CFD cash, CFD future e future su indici a confronto
Poiché questa comparativa include piattaforme che offrono solo CFD cash, piattaforme che offrono sia la versione cash sia quella future, e nessuna che offra il future quotato come prodotto principale, è utile vedere come i tre tipi si differenziano prima di leggere le singole schede.
| Punto di confronto | CFD cash su indice | CFD future su indice | Future su indice quotato in borsa |
|---|---|---|---|
| Cosa si detiene | Un derivato prezzato sul livello spot dell’indice | Un derivato prezzato sul contratto future quotato dell’indice | Il contratto standardizzato di borsa vero e proprio |
| Scadenza | Nessuna; la posizione può restare aperta indefinitamente | Di norma nessuna sul CFD stesso, anche se il contratto di riferimento scade e si rinnova | Data di scadenza fissa; la posizione va rinnovata o chiusa |
| Finanziamento | Un addebito o accredito ogni notte in cui la posizione resta aperta | In gran parte incorporato nel prezzo del future invece che addebitato ogni notte | Nessun finanziamento notturno; il costo sta nella curva dei future |
| Dimensione del contratto | Stabilita dal fornitore, spesso frazionabile o micro | Stabilita dal fornitore | Fissata dal mercato |
| Costo tipico | Spread, talvolta più commissione, più finanziamento overnight | Spread, talvolta più commissione | Commissione per contratto più oneri di mercato e compensazione |
| Adatto a | Posizioni intraday e di breve termine | Posizioni tenute per giorni o settimane | Partecipazione diretta al mercato ed esigenze di copertura |
| Rischi principali | Leva, allargamento dello spread, costi di finanziamento che si accumulano; le perdite possono superare il capitale versato | Leva, spread e rischio di base rispetto all’indice cash; le perdite possono superare il capitale versato | Richiami di margine, rischio di rinnovo e gap di prezzo di mercato; le perdite possono superare il capitale versato |
Nessuno dei tre è migliore in assoluto. Un operatore che tiene una posizione su un indice per due ore paga poco finanziamento e si preoccupa soprattutto dello spread. Lo stesso operatore che tiene la posizione per sei settimane può pagare più in finanziamento accumulato che in spread, e farebbe bene a confrontare una linea future contro una cash prima di aprirla. Entrambi devono ricordare che la leva amplifica le perdite tanto quanto i guadagni, e che su una posizione a leva le perdite possono superare l’importo inizialmente depositato.
Le 10 migliori piattaforme per il trading di indici in Italia nel 2026
Il confronto sotto valuta ogni piattaforma sul catalogo di strumenti su indici, sul prezzo pubblicato, sulle strutture di conto e piattaforma disponibili per il trading di indici, e sulla posizione regolatoria dell’entità che servirebbe davvero un cliente al dettaglio italiano. Ogni spread, commissione, numero di strumenti e regolatore citati sotto sono stati letti direttamente dal sito ufficiale di ciascuna piattaforma, o dal registro pubblico della CONSOB. Dove una piattaforma non pubblica una cifra, questo viene dichiarato invece di essere stimato.
| # | Piattaforma | Punteggio | Ideale per | Catalogo indici | Caratteristica distintiva |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | VT Markets | 9,5/10 | La combinazione più ampia di conti e piattaforme per il trading di indici in CFD | 26 strumenti, 8 principali sia in versione cash sia future | Cinque strutture di conto e quattro piattaforme, con linee cash e future sullo stesso indice |
| 2 | IG | 9,3/10 | Il catalogo pubblicato più ampio e gli spread pubblicati più stretti | 81 mercati di indici | Trading nel weekend e Italy 40 fra i suoi indici pubblicati |
| 3 | BG SAXO | 9,1/10 | Operare CFD su indici con una SIM italiana e vigilanza CONSOB/Banca d’Italia | Oltre 30 indici in una tabella diffusa | Zero commissioni su CFD di indici e regime amministrato per i residenti fiscali italiani |
| 4 | XTB | 8,8/10 | Margine e protezione dei fondi pubblicati con un deposito minimo molto basso | 20+ CFD su indici | EUR 20.100 di protezione dei fondi e microlotti da 0,01 |
| 5 | Pepperstone | 8,6/10 | Dati di spread minimo e medio pubblicati per singolo indice | Indici su Nord America, Europa e Asia | Spread fissi in condizioni normali, nessuna commissione sugli indici |
| 6 | IC Markets | 8,4/10 | Tabella spread completa che include un indice italiano | 25 CFD su indici | IT40 pubblicato in tabella, spread da 0,5 pip senza commissione |
| 7 | Interactive Brokers | 8,2/10 | Prezzo dei CFD su indici referenziato al future sottostante | CFD su tutti i principali indici azionari | Commissione dello 0,005%-0,01% invece di uno spread più ampio |
| 8 | eToro | 8,0/10 | Prezzo degli indici in percentuale e copy trading | 10+ CFD su indici pubblicati singolarmente | Spread quotati come percentuale del valore della posizione, da 0,005% |
| 9 | Fineco | 7,9/10 | Trading di indici in CFD a zero commissioni con una banca italiana | Indici di Europa, Stati Uniti, Brasile, Messico e Sudafrica, elenco non pubblicato | Spread fisso e nessuna commissione, da 1 pip sul Super SP500 |
| 10 | AvaTrade | 7,8/10 | Un ingresso semplice e a basso costo nel trading di indici | Principali indici globali, conteggio non pubblicato | Deposito minimo di USD 100 e protezione da saldo negativo dichiarata |
La disponibilità dei prodotti, i prezzi e l’accesso ai conti variano in base al paese di residenza e all’entità legale specifica che apre il rapporto con il cliente. Le cifre sono state verificate sul materiale pubblicato da ciascun fornitore e sono soggette a variazione.
1. VT Markets (Punteggio: 9,5/10)
Ideale per: chi vuole la combinazione più ampia di strutture di conto e piattaforme di trading per i CFD su indici, con contratti sia cash sia future sugli stessi benchmark principali.
Punti chiave
- 26 strumenti su indici elencati sulla pagina indici di VT Markets, che coprono Stati Uniti, Europa, Regno Unito, Asia, Australia, Brasile e Sudafrica.
- Otto benchmark principali disponibili sia in versione cash sia in versione future: CINA50, DJ30, FRA40, GER40, HK50, NAS100, SP500 e UK100, più una linea future sul Nikkei accanto alla linea cash.
- Due strumenti non azionari accanto ai benchmark: l’indice del dollaro USA (USDX) e l’indice di volatilità (VIX).
- Cinque strutture di conto: Standard STP, Raw ECN, Pro ECN, Swap-Free e Cent. Spread da 1,2 pip senza commissione separata su Standard STP, e da 0,0 pip con una commissione di USD 6 per giro completo su Raw ECN. Standard STP e Raw ECN aprono entrambi da un deposito minimo di USD 100, con dimensione minima di negoziazione di 0,01 lotti.
- Leva fino a 500:1 pubblicata sulla pagina indici, che è il massimo generale pubblicato da VT Markets e non una cifra di un’entità europea. Trading disponibile su MetaTrader 4, MetaTrader 5, WebTrader e l’app VT Markets.
VT Markets è un broker multi-asset di CFD la cui pagina indici elenca 26 strumenti negoziabili su indici, che spaziano dai principali benchmark statunitensi (SP500, DJ30, NAS100, US2000) a quelli europei (GER40, FRA40, UK100, ES35, EU50), asiatici e del Pacifico (CHINA50, HK50, Nikkei225, SPI200), più due mercati che pochi concorrenti di questa comparativa elencano affatto, il Bovespa brasiliano (BVSPX) e il Sudafrica 40 (SA40). Ognuno di questi si negozia come CFD, seguendo il prezzo dell’indice senza che l’operatore possieda o abbia diritto ad alcuna delle azioni sottostanti.
Il punto che un lettore italiano deve notare per primo
Nessuno strumento della tabella di VT Markets fa riferimento al FTSE MIB o a un “Italy 40”. VT pubblica un ES35 (Spagna) e un CHINA50, ma nulla di identificabile come indice italiano. È un dato di fatto verificato, non un’omissione dell’articolo: chi cerca specificamente esposizione al mercato azionario italiano tramite VT Markets non la trova nel catalogo indici, mentre IG e IC Markets, più avanti in questa lista, pubblicano entrambi uno strumento sull’Italia.
Cosa distingue davvero VT Markets sugli indici
VT Markets non pubblica il catalogo più lungo qui: IG ne pubblica 81 contro i 26 di VT. Né pubblica lo spread più stretto, perché non pubblica alcuno spread per singolo indice. La ragione per cui VT Markets è prima in questa comparativa è più circoscritta e più verificabile di entrambe le cose: offre la combinazione più ampia di strutture di conto e piattaforme di trading per i CFD su indici fra i fornitori qui esaminati, ed elenca sia un contratto cash sia uno future su otto dei benchmark principali che un operatore italiano ha più probabilità di volere.
Questo secondo punto conta più di quanto sembri. Un operatore che tiene una posizione sul DAX intraday e uno che la tiene per sei settimane sono esposti a costi molto diversi. Il primo si preoccupa dello spread. Il secondo può pagare più in finanziamento overnight accumulato che in spread, e sarebbe di solito meglio servito da una linea future, dove il finanziamento è incorporato nel prezzo invece di essere addebitato ogni notte. Su VT Markets entrambe le linee esistono per lo stesso indice (GER40 e GER40ft, NAS100 e NAS100ft, SP500 e SP500ft, UK100 e UK100ft, e così via), sulla stessa piattaforma, nello stesso conto.
Strutture di conto per il trading di indici
VT Markets pubblica cinque tipi di conto sulla sua pagina conti di trading, e le differenze fra loro contano specificamente per chi opera su indici.
| Conto | Spread da | Deposito minimo | Commissione | Piattaforma | Indici disponibili? |
|---|---|---|---|---|---|
| Standard STP | 1,2 pip | USD 100 | USD 0 | MT4, MT5 | Sì |
| Raw ECN | 0,0 pip | USD 100 | USD 6 per giro completo | MT4, MT5 | Sì |
| Pro ECN | Non pubblicato per indici | Non pubblicato | Da USD 2 a 4 su forex e oro; indici non nominati | MT5 | Non nella commissione ridotta |
| Swap-Free (STP/Raw ECN) | 1,2 pip / 0,0 pip | USD 100 | USD 0 / USD 6 | MT4, MT5, WebTrader | Sì (eredita STP/Raw ECN) |
| Cent | 1,1 pip / 0,0 pip | USD 50 | USD 0 / USD 6 | MT5 | No |
Il conto Standard STP applica uno spread da 1,2 pip senza commissione separata, da un deposito minimo di USD 100, con dimensione minima di negoziazione di 0,01 lotti, su MT4 e MT5. La sua pagina dichiara accesso a “forex, indici, materie prime e altro” e leva fino a 500:1.
Il conto Raw ECN restringe lo spread a partire da 0,0 pip e applica una commissione di USD 6 per giro completo, di nuovo da un deposito minimo di USD 100 e di nuovo con accesso agli indici dichiarato in pagina. Per un operatore di indici frequente, l’aritmetica fra i due conti dipende dalla dimensione e dalla frequenza delle operazioni più che da quale cifra sembra più piccola a colpo d’occhio.
Il conto Pro ECN è la fascia a commissione più bassa di VT Markets, ma è importante essere precisi su cosa copre. La sua struttura di commissione pubblicata nomina forex e oro (da USD 2 a USD 4 per giro completo a seconda della valuta base del conto) e argento e petrolio (commissione zero). Gli indici non compaiono. Quindi il conto che sembrerebbe più ovviamente la fascia a costo minimo di VT Markets non estende, sulle informazioni pubblicate da VT stessa, la sua commissione ridotta al trading di indici. Pro ECN richiede inoltre un saldo di conto superiore a USD 10.000 più almeno un’operazione chiusa in una finestra di 30 giorni sui 90 precedenti, è disponibile solo su MT5, è descritto da VT come “limitato a clienti in mercati selezionati” e non è disponibile per i clienti introdotti da un IB.
Il conto Swap-Free elimina del tutto gli interessi overnight, in una variante STP da 1,2 pip senza commissione e in una variante Raw ECN da 0,0 pip con commissione di USD 6, entrambe da un deposito minimo di USD 100. Per un operatore che tiene una posizione su indici per molte notti, eliminare l’addebito di finanziamento notturno cambia il costo della strategia invece di limitarsi a ridurlo.
Il conto Cent, da un deposito minimo dichiarato di USD 50, è l’eccezione che un aspirante operatore di indici deve conoscere: la sua tabella di specifiche dichiara “Solo Forex, Oro, Argento e Petrolio.” Gli indici non si possono negoziare su un conto Cent. Un lettore che arriva su VT Markets cercando il modo più economico per esercitarsi sul trading di indici con denaro reale non lo trova lì, e questo articolo sarebbe fuorviante se lasciasse intendere il contrario.
Accesso alle piattaforme
La pagina piattaforme di VT Markets ne elenca quattro: l’app VT Markets, MetaTrader 5, MetaTrader 4 e Web Trading. MetaTrader 5 è la versione più ampia delle due build MetaTrader, con VT Markets che dichiara oltre 1.000 strumenti negoziabili e trading algoritmico con MQL5, ed è l’unica piattaforma su cui girano i conti Pro ECN e Cent. MetaTrader 4 resta disponibile per chi lo preferisce. L’app VT Markets copre il monitoraggio delle posizioni, i versamenti e l’inserimento degli ordini da telefono, e la sua stessa pagina segnala un’offerta “fino al 50% di potere di trading in più sul primo deposito” per i nuovi trader. TradingView è nominato come ambiente grafico disponibile sulle pagine dei conti Standard STP e Raw ECN e sulla homepage europea, anche se non sulla pagina piattaforme in sé, quindi un operatore che vuole specificamente l’integrazione TradingView dovrebbe confermare che si applichi al proprio tipo di conto prima di aprirlo.
Trasparenza dei prezzi, detta senza giri di parole
VT Markets pubblica uno spread di riferimento per ogni tipo di conto ma non pubblica uno spread, una commissione o un tasso di finanziamento overnight per alcun singolo strumento su indici. Le colonne Vendi, Acquista e Modifica della sua pagina indici mostrano “-” a chiunque non abbia effettuato l’accesso. È un vuoto reale rispetto alle piattaforme classificate subito sotto: BG SAXO, IG, Pepperstone e IC Markets pubblicano tutte cifre per singolo indice che un potenziale cliente può leggere prima di aprire un conto. Chi vuole sapere quanto costerebbe una posizione su GER40 con VT Markets prima di finanziare un conto non può scoprirlo dal sito pubblico, e dovrebbe aprire un conto demo e leggere la quotazione dal vivo nella piattaforma.
Posizione regolatoria per un cliente in Italia
Questo è il punto che un lettore italiano dovrebbe soppesare con più attenzione, ed è riportato qui per intero invece che riassunto.
VT Markets è un marchio globale che opera attraverso diverse entità separate, indicate sulla sua pagina regolamentazione e nel footer del suo sito europeo. VT Markets (Pty) Ltd è un Fornitore di Servizi Finanziari autorizzato (FSP n. 50865) regolamentato dalla Financial Sector Conduct Authority in Sudafrica, e agisce esclusivamente come intermediario ai sensi della FAIS Act, senza essere market maker o emittente del prodotto. VT Markets Limited è un Dealer di Investimenti Completo (esclusa la Sottoscrizione) autorizzato e regolamentato dalla Commissione dei Servizi Finanziari di Mauritius con Licenza n. GB23202269. VT Markets (Pty) Ltd, Filiale di Dubai, è autorizzata dalla Capital Markets Authority degli Emirati Arabi Uniti con Licenza n. 20200000299 come licenziatario di Categoria 5, per attività di Introduzione e Promozione soltanto, e la stessa VT dichiara che questa entità “non è autorizzata a fornire servizi di intermediazione o eseguire operazioni per i clienti.” Due ulteriori società compaiono nel footer: VTMarkets Ltd, registrata a Cipro (Company Reg. No. HE436466), che VT dichiara “non offre prodotti finanziari regolamentati né servizi di trading”, e V.T.M. Integrated Services Limited, registrata nel Regno Unito (numero di registrazione societaria 17416220), che VT dichiara fornisce “servizi di pagamento” e “non offre prodotti finanziari regolamentati, servizi di trading, né si presenta come fornitore regolamentato di servizi di pagamento.”
Nessuna di queste è un’autorità nazionale competente nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo. La società cipriota è una società di servizi e non un’impresa di investimento autorizzata da CySEC per operare come tale, e la società britannica è una società di facilitazione pagamenti e non un broker autorizzato dalla FCA. Nessuna delle due va letta come una licenza europea o britannica di intermediazione. Verificato per esclusione anche sul registro pubblico della CONSOB: il nome VT Markets non compare né nell’elenco delle imprese di investimento UE con succursale in Italia, né in quello senza succursale.
Tre conseguenze seguono direttamente, e un lettore dovrebbe conoscerle tutte prima di aprire un conto.
Il limite di leva al dettaglio di 20:1 sugli indici principali che si applica a ogni piattaforma autorizzata nell’Unione Europea di questa comparativa non deriva dall’autorizzazione europea di un’entità VT Markets, perché non ce n’è una. VT pubblica fino a 500:1. Le norme nazionali del proprio paese di residenza possono comunque restringere ciò che è effettivamente disponibile, e la leva offerta a un cliente dipende dall’entità che apre il rapporto, cosa che VT non dichiara sul suo sito europeo.
Le tutele derivate dalla normativa UE che accompagnano una licenza europea, inclusa la protezione dal saldo negativo su base di conto e la regola di chiusura al 50% del margine, sono obblighi regolatori delle imprese autorizzate nell’UE. VT Markets non pubblica una dichiarazione che queste si applichino ai conti aperti tramite il suo sito europeo.
VT Markets non pubblica alcuna percentuale di conti al dettaglio che perdono denaro, perché nessuna autorità europea la richiede a un’entità non europea. Otto delle nove piattaforme concorrenti di questa comparativa pubblicano invece questa cifra, con valori dal 51% al 77%.
Un residente italiano che consideri VT Markets per il trading di indici dovrebbe confermare, prima di aprire un conto, quale entità lo servirebbe, quali tutele per l’investitore quell’entità offre, se si applica uno schema di indennizzo UE o SEE (sulle informazioni pubblicate, nessuno risulta applicabile), e se i CFD su indici sono un prodotto adeguato e disponibile dove risiede, dato che alcune giurisdizioni UE limitano la disponibilità dei CFD ai clienti al dettaglio.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| 26 strumenti su indici che coprono Stati Uniti, Europa, Regno Unito, Asia, Australia, Brasile e Sudafrica da un unico conto | Nessuno dei regolatori elencati da VT Markets è un’autorità nazionale competente UE o SEE, e VT non compare in alcun registro pubblico CONSOB |
| Otto benchmark principali disponibili sia in versione cash sia future, per far corrispondere il contratto al periodo di detenzione previsto | Nessuno spread, commissione o tasso di finanziamento è pubblicato per un singolo strumento su indici; le colonne di quotazione mostrano “-” a un visitatore non autenticato |
| Cinque strutture di conto, più di ogni altra piattaforma di questa comparativa, incluso un conto Swap-Free che elimina il finanziamento overnight | Pro ECN, la fascia a commissione più bassa, non nomina gli indici fra gli strumenti a commissione ridotta |
| Standard STP e Raw ECN aprono entrambi da un deposito minimo di USD 100 con dimensione minima di negoziazione di 0,01 lotti | Il conto Cent, il più economico a USD 50, esclude del tutto gli indici: la sua tabella di specifiche recita “Solo Forex, Oro, Argento e Petrolio” |
| Accesso tramite MT4, MT5, WebTrader e l’app VT Markets, con TradingView nominato sulle pagine dei conti | Nessuno strumento sul FTSE MIB o su un indice italiano compare nella pagina indici di VT Markets |
| Leva fino a 500:1 pubblicata sulla pagina indici per chi vi ha diritto | Bonus di trading e un’offerta “50% di potere di trading in più” compaiono su più pagine del sito europeo, un tema che la normativa italiana sui CFD tratta come incentivo vietato per un’offerta a clienti al dettaglio |
| Spread pubblicati da 0,0 pip su Raw ECN e 1,2 pip su Standard STP, con commissione dichiarata per giro completo | VT Markets non pubblica alcuna percentuale di conti al dettaglio che perdono denaro, a differenza di otto delle nove piattaforme concorrenti |
A chi si adatta: operatori che vogliono un catalogo ampio e multi-regionale di indici in CFD su piattaforme MetaTrader familiari, che apprezzano poter scegliere fra un contratto cash e uno future sullo stesso indice, e che sono a proprio agio nel confermare i prezzi in una piattaforma reale o demo invece di leggerli su una pagina pubblica.
Verdetto: VT Markets ottiene 9,5/10 come migliore piattaforma per il trading di indici in questa comparativa per l’ampiezza delle sue strutture di conto e piattaforma, e per offrire contratti cash e future su otto benchmark principali in un solo conto. Un lettore italiano dovrebbe soppesare questo con il vuoto di prezzi pubblicati e, soprattutto, con la sua posizione regolatoria, e dovrebbe confermare quale entità lo servirebbe prima di aprire un conto.
2. IG (Punteggio: 9,3/10)
Ideale per: il catalogo di indici pubblicato più ampio di questa comparativa, con gli spread pubblicati più stretti e un indice sul mercato italiano.
Punti chiave
- 81 mercati di indici disponibili per il trading in CFD, secondo la stessa nota pubblicata da IG.
- Spread da 1 punto su FTSE 100 e Germany 40, e da 0,4 sull’indice US 500, sulla pagina italiana di IG.
- Un indice “Italy 40” pubblicato nella tabella spread, a 1,6 punti al momento della lettura.
- Trading nel weekend sui principali indici, con IG che dichiara 30 ore di trading in più a settimana rispetto ai concorrenti.
- Trading disponibile sulla piattaforma web IG, sull’app IG Trading, su MetaTrader 4 e, tramite il sito IG più ampio, su TradingView e ProRealTime.
- Margine per cliente al dettaglio del 5% sugli indici principali e del 10% su quelli non principali, la stessa distinzione di leva imposta dalla normativa CONSOB.
- IG Europe GmbH è autorizzata e regolamentata da BaFin e dalla Deutsche Bundesbank, iscritta al registro CONSOB delle imprese di investimento UE con succursale al numero 170. IG Europe GmbH pubblica che il 72% dei conti al dettaglio perde denaro.
IG affonda le sue origini a Londra nel 1974 ed è oggi un marchio globale con centinaia di migliaia di clienti. Sugli indici in particolare pubblica il catalogo più ampio di questa comparativa: 81 mercati, che coprono i principali benchmark globali insieme a una serie di prodotti più recenti e disponibili solo nel weekend. Questa ampiezza è accompagnata dal prezzo pubblicato più stretto qui esaminato. La pagina italiana di IG quota spread da 1 punto sul FTSE 100, da 1 punto sul Germany 40 e da 0,4 sull’US 500.
Un punto rilevante per un lettore italiano
A differenza di VT Markets e di sei delle altre otto piattaforme di questa lista, IG pubblica uno strumento identificabile sul mercato italiano: “Italy 40” compare nella sua tabella spread, con un valore di 1,6 punti al momento della lettura, accanto a Wall Street, Germany 40, US Tech 100 e FTSE 100. Non è la tabella più ampia di indici europei di questa comparativa (quella spetta a BG SAXO), ma è comunque un dato concreto per chi vuole seguire il mercato domestico sulla stessa piattaforma usata per gli indici internazionali.
L’orario esteso di IG sugli indici è una differenziazione reale più che una frase di marketing. Pubblica il trading nel weekend sui principali indici e dichiara 30 ore di trading in più a settimana rispetto ai concorrenti, il che permette di aprire, modificare o coprire una posizione su indici mentre i mercati della maggior parte dei concorrenti sono chiusi. La scelta di piattaforma è insolitamente ampia: la piattaforma web e l’app proprie di IG, MetaTrader 4 per chi vuole l’automazione, e TradingView e ProRealTime nominati sul sito IG più ampio.
I clienti europei sono serviti da IG Europe GmbH, con sede a Francoforte e direttamente autorizzata e regolamentata da BaFin e dalla Deutsche Bundesbank al numero 148759. In Italia, IG opera tramite una succursale iscritta al registro pubblico della CONSOB delle imprese di investimento UE con succursale al numero 170, con sede a Milano in Galleria Passarella 2, verificato direttamente su quel registro l’11 settembre 2026. La leva al dettaglio sugli indici principali è limitata a 20:1 secondo le norme CONSOB descritte più avanti in questo articolo, indipendentemente da qualunque cifra superiore pubblicata da entità IG al di fuori dell’Unione Europea. IG Europe GmbH pubblica che il 72% dei suoi conti al dettaglio perde denaro operando in CFD.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| 81 mercati di indici, il catalogo pubblicato più ampio di questa comparativa | La leva al dettaglio sugli indici principali è limitata a 20:1 dalle norme CONSOB, come per ogni piattaforma qui autorizzata nell’UE |
| Spread da 1 punto su FTSE 100 e Germany 40 e da 0,4 sull’US 500 sulla pagina italiana | Gli spread minimi pubblicati sono cifre di miglior caso; IG segnala che possono applicarsi costi aggiuntivi come la conversione valutaria |
| Un indice “Italy 40” pubblicato in tabella, a differenza della maggior parte delle piattaforme di questa lista | Il numero di scelte di piattaforma aggiunge una decisione per un operatore alle prime armi |
| Trading nel weekend sui principali indici, che pochi concorrenti offrono | Nessun conto a spread grezzo più commissione per operatori orientati al costo puro |
| Succursale iscritta direttamente al registro CONSOB al numero 170, con gli obblighi che questo comporta | Il 72% dei conti al dettaglio di IG Europe GmbH perde denaro, sulla cifra pubblicata da IG stessa |
| Sei percorsi di piattaforma: web, app, ProRealTime, MT4, TradingView e il weekend trading | Nessuna versione dell’articolo di IG in italiano pubblica un catalogo separato per singolo indice italiano oltre a Italy 40 |
A chi si adatta: operatori che vogliono la selezione di indici pubblicata più ampia, vogliono vedere lo spread prima di finanziare un conto, e apprezzano poter operare sui principali indici nel weekend.
Verdetto: IG ottiene 9,3/10 per il catalogo di indici pubblicato più ampio e gli spread pubblicati più stretti di questa comparativa, sostenuto dall’iscrizione diretta al registro CONSOB. Chi vuole una tabella spread completa per singolo indice dovrebbe confrontare anche IC Markets e Pepperstone.
3. BG SAXO (Punteggio: 9,1/10)
Ideale per: operare CFD su indici con una società di intermediazione mobiliare italiana, vigilata da CONSOB e Banca d’Italia, con zero commissioni sugli indici.
Punti chiave
- Società di intermediazione mobiliare italiana, joint venture fra Banca Generali e il gruppo Saxo, con Direct Market Access.
- Zero commissioni su CFD di indici, materie prime e obbligazioni, con il costo interamente nello spread.
- Spread minimi pubblicati: US 500 da 0,5 USD, US Tech 100 NAS da 0,5 USD, Germany 40 da 1 EUR, ciascuno con margine iniziale al dettaglio del 5%.
- Oltre 8.500 CFD su azioni ed ETF disponibili long e short. Trading su CFD di indici per 23 ore al giorno, con CFD su indici frazionati disponibili.
- Protezione dal saldo negativo dichiarata.
- Regime amministrato disponibile, con gestione fiscale a cura dell’intermediario per i residenti fiscali italiani.
- BG SAXO pubblica che il 65% dei conti al dettaglio perde denaro operando in CFD.
BG SAXO è l’unica società di intermediazione mobiliare italiana di questa comparativa, nata come joint venture fra Banca Generali e il gruppo Saxo, autorizzata dalla CONSOB nel dicembre 2018 e supervisionata anche da Banca d’Italia. Questo la colloca in una posizione rara in questa lista: insieme a FinecoBank, è una delle due piattaforme per cui un cliente italiano tratta direttamente con un’entità regolamentata in Italia, non con una succursale di un gruppo estero né con un’entità in libera prestazione di servizi.
Prezzi e struttura di costo
BG SAXO pubblica zero commissioni sui CFD di indici, materie prime e obbligazioni, con il costo interamente concentrato nello spread. Sulla pagina prodotto CFD pubblica insieme lo spread minimo e il margine iniziale al dettaglio per i suoi strumenti principali: US 500 da 0,5 USD al 5% di margine, US Tech 100 NAS da 0,5 USD al 5%, e Germany 40 da 1 EUR al 5%. Pubblicare il margine accanto allo spread è un dettaglio che la maggior parte dei concorrenti non offre, e permette di calcolare il capitale che una posizione impegnerà davvero senza dover aprire la piattaforma.
Due caratteristiche qui sono genuinamente rare in questa comparativa. Il trading frazionato sui CFD di indici permette di dimensionare una posizione al di sotto di un contratto standard, il che conta per un conto più piccolo che vuole gestire il rischio su un indice il cui valore per punto è elevato. E le 23 ore di trading sugli indici avvicinano BG SAXO a Interactive Brokers sull’orario di disponibilità.
Perché la forma giuridica conta qui
Una società di intermediazione mobiliare italiana è autorizzata e vigilata in Italia, risponde davanti a CONSOB e Banca d’Italia, ed è soggetta al regime fiscale italiano, con la possibilità di un regime amministrato che gestisce gli adempimenti fiscali per conto del cliente residente in Italia, cosa che nessun’altra entità estera di questa lista fa. Va detto con altrettanta chiarezza che l’autorizzazione CONSOB copre l’affidabilità e la vigilanza dell’intermediario, non elimina il rischio di mercato: su un CFD a leva le perdite derivanti dal movimento del prezzo restano a carico del cliente indipendentemente da chi vigila sull’intermediario.
Un’avvertenza sulla fonte del numero di iscrizione CONSOB
Il numero di iscrizione CONSOB di BG SAXO citato in fonti giuridiche secondarie (296) non è stato riletto direttamente sulla scheda del registro pubblico CONSOB in questa ricerca, a differenza del numero 170 di IG, verificato direttamente. Lo status di SIM italiana vigilata da CONSOB e Banca d’Italia è comunque confermato dalla stessa BG SAXO sul proprio sito e da fonti giornalistiche finanziarie indipendenti che riportano la delibera di autorizzazione del dicembre 2018.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Unica società di intermediazione mobiliare italiana di questa comparativa, vigilata da CONSOB e Banca d’Italia | Il numero di iscrizione CONSOB specifico non è stato verificato direttamente sul registro pubblico in questa ricerca, solo su fonti secondarie |
| Zero commissioni su CFD di indici, materie prime e obbligazioni | Il catalogo di indici pubblicato è meno numeroso di quello di IG o VT Markets |
| Spread minimo e margine iniziale pubblicati insieme per gli strumenti principali | Il 65% dei conti al dettaglio perde denaro operando in CFD con BG SAXO, sulla cifra pubblicata dalla stessa BG SAXO |
| Trading su CFD di indici per 23 ore al giorno, con indici frazionati disponibili | Prodotto a leva, con rischio di perdita rapida del capitale versato indipendentemente dalla vigilanza dell’intermediario |
| Regime amministrato per una gestione fiscale semplificata per i residenti fiscali italiani | Le piattaforme sono quelle del gruppo Saxo; chi cerca specificamente MetaTrader non le trova qui |
| Protezione dal saldo negativo dichiarata | Oltre 8.500 CFD complessivi sono azioni ed ETF; il catalogo dedicato agli indici resta una parte minore dell’offerta totale |
A chi si adatta: operatori italiani che vogliono trattare con un’entità vigilata in Italia, apprezzano vedere spread e margine pubblicati insieme, e valorizzano un regime fiscale amministrato.
Verdetto: BG SAXO ottiene 9,1/10 come una delle opzioni più difendibili di questa lista dal punto di vista della vigilanza per un cliente italiano, con prezzi trasparenti sugli indici principali. Il suo limite è l’ampiezza del catalogo rispetto ai grandi fornitori internazionali.
4. XTB (Punteggio: 8,8/10)
Ideale per: vedere margine e protezione dei fondi pubblicati con un deposito minimo molto basso.
Punti chiave
- Oltre 20 CFD su indici pubblicati sulla pagina indici del sito italiano di XTB, con spread a partire da 0,012 pip come cifra di apertura per la classe di attivo.
- Microlotti da 0,01, così le posizioni su indici si possono dimensionare con precisione su un conto piccolo.
- Protezione dal saldo negativo dichiarata sulla pagina indici.
- EUR 20.100 di protezione dei fondi non investiti dichiarata.
- Oltre 12.400 strumenti finanziari totali, incluse azioni ed ETF reali accanto ai CFD, sulla piattaforma proprietaria xStation.
- XTB S.A. è regolamentata dalla KNF polacca; il gruppo opera anche tramite XTB Online Investing (CY), regolamentata da CySEC, e XTB Online Investing (UK), regolamentata dalla FCA. XTB pubblica che il 77% dei conti al dettaglio perde denaro.
XTB è un broker europeo quotato in borsa con oltre 2,9 milioni di investitori e oltre vent’anni di storia. La sua offerta su indici copre oltre venti CFD su indici che spaziano fra Stati Uniti, Europa e Asia, e la cifra pubblicata come punto di partenza è uno spread da 0,012 pip. Questa cifra va letta con attenzione: è presentata sulla pagina indici di XTB come un valore di apertura per la classe di attivo piuttosto che come lo spread di un indice specifico.
Quello che XTB pubblica con chiarezza è la protezione dei fondi non investiti, dichiarata a EUR 20.100, e la protezione dal saldo negativo sulla pagina indici stessa. La ragione per cui XTB si colloca dove si colloca in questa classifica è più strutturale che di prezzo: è l’unica piattaforma di questa comparativa che combina i CFD su indici con l’investimento reale in azioni ed ETF senza commissione nello stesso conto, su oltre 12.400 strumenti, su un’unica piattaforma proprietaria (xStation, disponibile su web, desktop e mobile).
La soglia di ingresso è tra le più basse qui, con un deposito minimo dichiarato molto contenuto, apertura e mantenimento del conto gratuiti. XTB S.A. è regolamentata dalla KNF polacca; il gruppo opera in Italia anche tramite XTB Online Investing (CY), regolamentata da CySEC con licenza 169/12, e XTB Online Investing (UK), regolamentata dalla FCA con licenza FRN 522157. In Italia, XTB opera in libera prestazione di servizi: il nome compare nel registro pubblico della CONSOB delle imprese di investimento UE senza succursale, verificato direttamente su quel registro l’11 settembre 2026, e non risulta invece una succursale italiana registrata. XTB pubblica che il 77% dei suoi conti al dettaglio perde denaro operando in CFD, la cifra più alta di questa comparativa.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| CFD su indici e investimento reale in azioni ed ETF senza commissione nello stesso conto, su oltre 12.400 strumenti | Il 77% dei conti al dettaglio di XTB perde denaro operando in CFD, la cifra più alta di questa comparativa |
| Protezione dei fondi non investiti dichiarata a EUR 20.100 | Lo spread “da 0,012 pip” è una cifra di apertura per la classe di attivo, non uno spread per singolo indice |
| Microlotti da 0,01, per dimensionare con precisione l’esposizione su un conto piccolo | Tenere azioni reali e CFD a leva nella stessa piattaforma richiede attenzione per negoziare lo strumento voluto |
| Protezione dal saldo negativo dichiarata sulla pagina indici | Nessun MetaTrader, cTrader o TradingView; xStation è l’unica piattaforma |
| Operatività in Italia in libera prestazione di servizi confermata sul registro pubblico CONSOB | Nessuna succursale italiana registrata risulta sul registro pubblico CONSOB |
| Oltre 2,9 milioni di investitori e oltre vent’anni di storia | Il catalogo pubblicato di indici è più ridotto di quello di IG o BG SAXO |
A chi si adatta: operatori più piccoli o alle prime armi che vogliono una soglia di ingresso molto bassa e la possibilità di detenere azioni ed ETF reali accanto ai CFD su indici sulla stessa piattaforma.
Verdetto: XTB ottiene 8,8/10 per la soglia di ingresso contenuta e per combinare i CFD su indici con l’investimento reale in azioni ed ETF, anche se i suoi prezzi per singolo indice sono meno trasparenti delle piattaforme classificate sopra.
5. Pepperstone (Punteggio: 8,6/10)
Ideale per: dati di spread minimo e medio pubblicati per singolo indice, senza commissione sugli indici.
Punti chiave
- Una tabella di spread su indici pubblicata dal gruppo Pepperstone con valori minimi e medi per ciascuno strumento.
- GER40 da 0,9 punti (media 1,5), UK100 da 1,0 (media 1,6), FRA40 da 1,0 (media 1,3), NAS100 da 1,0 (media 1,3), US500 da 0,4 (media 0,4).
- Gli spread sugli indici sono fissi in condizioni di mercato normali, e identici sui due tipi di conto, perché nessuno dei due applica commissione sugli indici.
- Cinque percorsi di piattaforma: la piattaforma e l’app proprie di Pepperstone, MetaTrader 4, MetaTrader 5, TradingView e cTrader.
- Pepperstone EU Limited è autorizzata e regolamentata dalla Cyprus Securities and Exchange Commission con licenza n. 388/20.
- Pepperstone EU Limited pubblica che il 72,9% dei conti al dettaglio perde denaro.
Pepperstone è una delle poche piattaforme di questa comparativa che pubblica una tabella completa di spread per indice con sia un valore minimo sia uno medio. Questa distinzione vale più di quanto sembri a un primo sguardo per un operatore di indici. Uno spread minimo è un miglior caso che può verificarsi raramente; uno spread medio calcolato su un intero periodo di rilevazione è una guida molto più affidabile a ciò che una posizione costerà davvero.
Le cifre in sé sono competitive più che da record. GER40 va da 0,9 punti con una media di 1,5 punti, UK100 da 1,0 con una media di 1,6, e US500 da 0,4 con una media di 0,4, il che significa che lo spread sull’S&P 500 si è mosso pochissimo nel periodo campionato. Due punti strutturali contano. Primo, Pepperstone dichiara che gli spread sugli indici sono fissi in condizioni di mercato normali invece che variabili, il che elimina una variabile che la maggior parte dei concorrenti lascia aperta. Secondo, i CFD su indici non applicano commissione su nessuno dei due tipi di conto Pepperstone.
Pepperstone offre cinque percorsi di piattaforma, più di ogni altro fornitore qui: la propria piattaforma e app, MetaTrader 4, MetaTrader 5, TradingView e cTrader. I clienti italiani sono serviti da Pepperstone EU Limited, società cipriota (numero HE 398429), autorizzata e regolata dalla Cyprus Securities and Exchange Commission con licenza n. 388/20, confermata sul registro pubblico CONSOB delle imprese di investimento UE senza succursale, verificato direttamente l’11 settembre 2026. Pepperstone EU Limited pubblica che il 72,9% dei suoi conti al dettaglio perde denaro operando in CFD, una cifra propria di questa entità e diversa da quella pubblicata da altre entità del gruppo Pepperstone in altri mercati.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Spread minimo e medio pubblicati per singolo indice, con un periodo di rilevazione dichiarato | Non è stata reperita in questa ricerca una versione italiana diretta della pagina indici ufficiale, con dati confermati sul dominio internazionale del gruppo |
| Spread sugli indici fissi in condizioni di mercato normali invece che variabili | L’impegno sugli spread fissi vale solo in condizioni normali, quindi può comunque muoversi in mercati volatili |
| Nessuna commissione sugli indici su nessuno dei due tipi di conto | Il catalogo di indici è presentato per area geografica invece che come conteggio totale, quindi non è confrontabile in modo diretto con l’81 di IG |
| Cinque percorsi di piattaforma, incluso cTrader, che la maggior parte dei concorrenti qui non offre | Il 72,9% dei conti al dettaglio di Pepperstone EU Limited perde denaro, sulla cifra pubblicata dalla stessa Pepperstone |
| Autorizzata e regolata dalla CySEC come Pepperstone EU Limited, confermata sul registro pubblico CONSOB | Nessuna succursale italiana registrata; l’operatività è in libera prestazione di servizi |
| Oltre 900.000 trader nel Gruppo Pepperstone a livello globale | Deposito minimo non confermato direttamente sulle pagine lette in questa ricerca |
A chi si adatta: operatori orientati al costo che vogliono vedere lo spread medio reale sull’indice specifico che negoziano, non solo un minimo di miglior caso, prima di finanziare un conto.
Verdetto: Pepperstone ottiene 8,6/10 per pubblicare dati di prezzo su indici fra i più completi di questa comparativa, senza commissione sugli indici e con spread fissi in condizioni normali.
6. IC Markets (Punteggio: 8,4/10)
Ideale per: una tabella spread completa che include un indice italiano dichiarato, senza commissione sugli indici.
Punti chiave
- 25 CFD su indici, con leva fino a 1:20, spread da 0,5 pip, nessuna commissione, su MetaTrader 4, MetaTrader 5 e cTrader.
- Tabella spread completa minimo/medio per tutti e 25 gli strumenti, incluso IT40 (Italy 40 Index) a 9,00/9,00, il valore più alto dell’intera tabella IC Markets, e ES35 (Spain 35 Index) a 4,20/4,20.
- IC Markets (EU) Ltd è una società cipriota autorizzata e regolata dalla Cyprus Securities and Exchange Commission con licenza n. 362/18. IC Markets (EU) Ltd pubblica che il 72,52% dei conti al dettaglio perde denaro.
IC Markets offre 25 CFD su indici con spread da 0,5 pip e nessuna commissione sul trading di indici, il che la colloca nella parte centrale di questa comparativa sul prezzo e vicino alla cima sulla semplicità. La sua stessa pagina prodotto pubblica una tabella spread completa, minimo e medio, per ogni indice elencato.
Il dato che conta di più per un lettore italiano
Fra i 25 strumenti pubblicati compare IT40 (Italy 40 Index), con uno spread minimo e medio di 9,00 punti, il valore più alto di tutta la tabella IC Markets. È utile leggerlo accanto a ES35 (Spain 35 Index), a 4,20/4,20, e a US500, a 0,20/0,36: la differenza riflette la minore liquidità del sottostante italiano rispetto ai grandi indici statunitensi, un pattern che si ripete in tutto il settore e che questa comparativa registra senza correggerlo.
Il percorso cTrader è la differenziazione pratica di IC Markets. Insieme a Pepperstone, è una delle due sole piattaforme di questa comparativa a offrire cTrader, la cui visualizzazione della profondità di mercato si rivolge a chi vuole vedere il libro ordini invece della sola migliore proposta di acquisto e vendita.
I clienti europei sono serviti da IC Markets (EU) Ltd, società cipriota (numero HE 356877) autorizzata e regolata dalla CySEC con licenza n. 362/18, confermata sul registro pubblico CONSOB delle imprese di investimento UE senza succursale, verificato direttamente l’11 settembre 2026. IC Markets (EU) Ltd pubblica che il 72,52% dei suoi conti al dettaglio perde denaro operando in CFD.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Tabella spread completa minimo/medio per 25 indici, incluso IT40 dichiarato esplicitamente | 25 indici è un catalogo più piccolo dell’81 di IG o dei 20+ di XTB |
| cTrader disponibile accanto a MetaTrader 4 e MetaTrader 5, una delle due sole piattaforme qui a offrirlo | Lo spread su IT40, a 9,00 punti, è il più alto di tutta la tabella IC Markets |
| Nessuna commissione sugli indici su nessun tipo di conto | Il 72,52% dei conti al dettaglio di IC Markets (EU) Ltd perde denaro, sulla cifra pubblicata dalla stessa IC Markets |
| Autorizzata e regolata dalla CySEC come IC Markets (EU) Ltd, confermata sul registro pubblico CONSOB | Deposito minimo non confermato direttamente sulle pagine lette in questa ricerca |
| Spread da 0,5 pip pubblicati come tabella verificabile prima di aprire un conto | Nessuna versione italiana dedicata del sito trovata in questa ricerca |
| Leva fino a 1:20 sugli indici, coerente con il limite CONSOB sugli indici principali | Nessuna piattaforma proprietaria; l’accesso passa solo da MetaTrader o cTrader |
A chi si adatta: operatori di indici che vogliono verificare lo spread su uno strumento italiano specifico prima di aprire un conto, e che apprezzano poter scegliere fra MetaTrader e cTrader.
Verdetto: IC Markets ottiene 8,4/10 per la tabella di prezzo su indici più dettagliata di questa comparativa dopo Pepperstone, con un indice italiano dichiarato esplicitamente e senza commissione sugli indici.
7. Interactive Brokers Ireland Limited (Punteggio: 8,2/10)
Ideale per: prezzo dei CFD su indici referenziato al future sottostante, con una commissione dichiarata invece di uno spread più ampio.
Punti chiave
- CFD su indici disponibili su tutti i principali indici azionari, negoziabili 23 ore al giorno.
- Le quotazioni dei CFD su indici riflettono lo spread e i tick del future sottostante, più uno spread aggiuntivo del fornitore di liquidità di Interactive Brokers.
- Commissione dello 0,005%-0,01% a seconda dell’indice, addebitata invece di un ulteriore allargamento dello spread.
- Finanziamento overnight sui CFD su indici azionari al tasso di riferimento più o meno 1,5%.
- Gli indici azionari si possono negoziare in lotti piccoli quanto una volta il livello dell’indice.
- I CFD su indici non scadono, a differenza dei future collegati, il che elimina il costo e il rischio di rinnovo.
- Interactive Brokers Ireland Limited è regolata dalla Banca Centrale d’Irlanda, numero di riferimento C423427, membro dell’Irish Investor Compensation Scheme. Interactive Brokers Ireland Limited pubblica che il 59,6% dei conti al dettaglio perde denaro.
Interactive Brokers affronta il prezzo dei CFD su indici da una direzione opposta rispetto alla maggior parte delle piattaforme di questa comparativa, e la differenza vale la pena capirla. Invece di allargare lo spread e definire il prodotto senza commissione, passa una quotazione che riflette lo spread e la dimensione del tick del future sottostante, aggiunge lo spread del proprio fornitore di liquidità, e poi addebita una commissione esplicita dello 0,005%-0,01% a seconda dell’indice.
Per un operatore che negozia volumi importanti, questa struttura è di solito più economica e sempre più leggibile, perché le due componenti di costo sono separate invece che mescolate. Per un operatore con posizioni piccole e poco frequenti, un concorrente senza commissione può risultare più economico nella pratica.
I CFD su indici presso Interactive Brokers non scadono, a differenza dei future che li referenziano, quindi si ottiene un prezzo agganciato al future senza il costo e il rischio di rinnovo di detenere effettivamente un contratto future. Gli indici azionari si possono negoziare in lotti piccoli quanto una volta il livello dell’indice, che è una dimensione minima genuinamente contenuta. Il finanziamento overnight sui CFD su indici azionari corre al tasso di riferimento più o meno 1,5%, pubblicato invece di essere lasciato a un calendario variabile.
I clienti europei sono seguiti da Interactive Brokers Ireland Limited, regolata dalla Banca Centrale d’Irlanda con numero di riferimento C423427, membro dell’Irish Investor Compensation Scheme, confermata sul registro pubblico CONSOB delle imprese di investimento UE senza succursale, verificato direttamente l’11 settembre 2026. Interactive Brokers Ireland Limited pubblica che il 59,6% dei suoi conti al dettaglio perde denaro operando in CFD.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Quotazioni dei CFD su indici referenziate al future sottostante, con la commissione separata dallo spread così entrambi i costi sono visibili | La struttura a commissione più spread può risultare più costosa di un concorrente senza commissione per posizioni piccole e poco frequenti |
| Commissione di solo 0,005%-0,01% a seconda dell’indice | La commissione esatta varia per indice ed è pubblicata come intervallo piuttosto che per singolo strumento |
| I CFD su indici non scadono, offrendo un prezzo agganciato al future senza costo o rischio di rinnovo | Comprendere il prezzo agganciato al future richiede più basi rispetto a un semplice CFD cash su indice |
| Indici azionari negoziabili in lotti piccoli quanto una volta il livello dell’indice, e 23 ore al giorno | Trader Workstation ha una curva di apprendimento decisamente più ripida di una semplice app CFD mobile |
| Finanziamento overnight pubblicato al tasso di riferimento più o meno 1,5% invece che lasciato variabile | Deposito minimo non pubblicato sulla pagina prodotto CFD letta in questa ricerca |
| Regolata dalla Banca Centrale d’Irlanda, con l’appartenenza all’Irish Investor Compensation Scheme | Il 59,6% dei conti al dettaglio di Interactive Brokers Ireland Limited perde denaro operando in CFD, sulla cifra pubblicata da IBKR stessa |
A chi si adatta: operatori di indici esperti e con volumi più elevati che vogliono un prezzo agganciato al future, vogliono la commissione dichiarata separatamente dallo spread, e sono a proprio agio su una piattaforma di livello professionale.
Verdetto: Interactive Brokers ottiene 8,2/10 per la struttura di costo più trasparente di questa comparativa, con commissione e spread separati invece di mescolati, sostenuta dalla regolamentazione della Banca Centrale d’Irlanda.
8. eToro (Punteggio: 8,0/10)
Ideale per: prezzo degli indici in percentuale e copy trading accanto all’esposizione su indici.
Punti chiave
- Spread dei CFD su indici addebitati come percentuale del valore della posizione invece che in punti indice.
- Spread pubblicati: SPX500, NSDQ100, DJ30 e GER40 allo 0,007% per operazione; UK100, FRA40, ESP35, AUS200 e l’indice del dollaro USA allo 0,01%; JPN225 allo 0,005%.
- eToro dichiara di non aggiungere uno spread ulteriore ai CFD: le operazioni si aprono e chiudono al prezzo di mercato grezzo e la percentuale è addebitata dal saldo disponibile.
- Il CopyTrader permette di replicare automaticamente le posizioni di altri utenti.
- eToro (Europe) Ltd è autorizzata e regolata dalla CySEC con licenza 109/10.
- eToro (Europe) Ltd pubblica che il 51% dei conti al dettaglio perde denaro, la cifra più bassa di questa comparativa.
eToro quota i CFD su indici in un modo che nessun’altra piattaforma di questa comparativa usa: come percentuale del valore della posizione invece che come numero di punti indice. Le cifre pubblicate sono 0,007% per operazione su SPX500, NSDQ100, DJ30 e GER40, 0,01% su UK100, FRA40, ESP35, AUS200 e l’indice del dollaro USA, e 0,005% su JPN225. Nessuno strumento sul FTSE MIB o su un indice italiano è comparso fra gli strumenti mostrati senza espandere ulteriormente l’elenco durante questa ricerca.
Questo è genuinamente più difficile da confrontare con un concorrente basato sui punti, e un potenziale cliente dovrebbe fare l’aritmetica sulla propria dimensione di posizione tipica prima di assumere che sia più economico o più costoso. Su una posizione di EUR 20.000 sul GER40, lo 0,007% sono EUR 1,40 per aprire. Se questo batte uno spread di 0,9 punti dipende dal livello dell’indice e dalla dimensione del contratto, ed è esattamente per questo che il confronto va fatto su un’operazione specifica invece che in astratto.
La funzione CopyTrader, che permette di replicare automaticamente le posizioni di un altro utente, è la caratteristica più nota di eToro e si applica alle posizioni su indici quanto alle azioni. Vale la pena dirlo con chiarezza: copiare le posizioni di un altro operatore copia anche le sue perdite, e le sue strategie cambiano con la stessa facilità dei suoi guadagni.
I clienti europei sono serviti da eToro (Europe) Ltd, autorizzata e regolata dalla CySEC con licenza 109/10, società cipriota numero HE 200585, confermata sul registro pubblico CONSOB delle imprese di investimento UE senza succursale, verificato direttamente l’11 settembre 2026. eToro (Europe) Ltd pubblica che il 51% dei suoi conti al dettaglio perde denaro operando in CFD, la cifra più bassa di qualunque fornitore di questa comparativa.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Spread per singolo indice pubblicati individualmente come percentuale del valore della posizione | Il prezzo in percentuale è difficile da confrontare direttamente con i concorrenti basati sui punti senza fare l’aritmetica |
| La percentuale più bassa di conti al dettaglio con perdite pubblicata in questa comparativa, al 51% | Nessuno strumento sul FTSE MIB o su un indice italiano è comparso fra gli strumenti mostrati in questa ricerca |
| CopyTrader permette di seguire automaticamente le posizioni su indici di altri utenti | Copiare le posizioni di un altro operatore copia anche le sue perdite e i cambi di strategia |
| Autorizzata e regolata dalla CySEC come eToro (Europe) Ltd, confermata sul registro pubblico CONSOB | Meno strumenti su indici pubblicati individualmente rispetto a IG, BG SAXO o IC Markets |
| Il finanziamento overnight si applica alle posizioni su indici tenute aperte oltre la notte | Il finanziamento overnight si somma alla percentuale di spread, un costo aggiuntivo da considerare |
| Nessuna commissione separata pubblicata sui CFD su indici | Prodotto a leva, con rischio di perdita rapida del capitale versato |
A chi si adatta: operatori che vogliono l’esposizione su indici dentro un’app di investimento sociale più ampia, e che sono a proprio agio con un prezzo in percentuale invece che a punti.
Verdetto: eToro ottiene 8,0/10 per un modello di prezzo sugli indici genuinamente diverso, pubblicato per singolo strumento, e per la percentuale più bassa di conti al dettaglio con perdite di questa comparativa, anche se il suo catalogo di indici è più ridotto delle piattaforme classificate sopra.
9. Fineco (Punteggio: 7,9/10)
Ideale per: fare trading di indici in CFD con una banca italiana, a zero commissioni e con lo spread come unico costo.
Punti chiave
- CFD su indici azionari di Europa, Stati Uniti, Brasile, Messico e Sudafrica, a zero commissioni: il costo è lo spread.
- Spread fisso per tutta la giornata, con un riferimento pubblicato da 1 pip sul Super SP500.
- Margine iniziale al dettaglio del 5% sugli indici principali e del 10% sugli altri indici, con Stop Loss automatico quando le perdite raggiungono il 50% del margine iniziale.
- Operatività direttamente in euro dal sito, dall’app e dalla piattaforma FinecoX.
- FinecoBank S.p.A. è una banca italiana iscritta all’Albo delle Banche e aderente al Fondo Nazionale di Garanzia.
- FinecoBank pubblica che il 63,98% dei conti al dettaglio perde denaro operando in CFD.
Fineco è l’unica banca italiana di questa comparativa, e il suo modello sugli indici è il più diretto: i CFD si negoziano in contropartita diretta con FinecoBank, senza commissioni di negoziazione, e il costo è lo spread fra prezzo denaro e prezzo lettera, che varia in base al sottostante e alle condizioni di mercato. Per operare servono un conto Fineco e l’abilitazione gratuita ai derivati, che richiede il questionario MiFID e un test di appropriatezza.
Si colloca a metà classifica per ciò che resta non pubblicato più che per il prodotto. La pagina CFD cita gli indici di Europa, Stati Uniti, Brasile, Messico e Sudafrica, ma non li elenca uno per uno né ne indica il numero, e l’unico spread pubblicato è il riferimento da 1 pip sul Super SP500. I Super CFD sono una selezione di sottostanti con lo stesso controvalore dei future, sempre a zero commissioni e solo spread. Nessun indice italiano è nominato: chi cerca un CFD sul FTSE MIB dovrebbe controllare l’elenco degli strumenti nella piattaforma prima di aprire il conto.
Le regole di margine sono quelle del limite CONSOB: 5% sugli indici principali e 10% sugli altri per il cliente al dettaglio. La leva “fino a 28,57 volte” che Fineco indica corrisponde al margine del 3,5% dei principali cross forex, non a quello degli indici. Ogni posizione ha uno Stop Loss automatico al 50% del margine iniziale ed è possibile impostare Stop Loss, Take Profit e Trailing Stop personalizzati. Una posizione tenuta oltre la giornata passa all’operatività Multiday, che comporta oneri di mantenimento, oppure si trasforma da intraday con l’opzione Carry on.
Il cliente italiano tratta direttamente con FinecoBank S.p.A., banca iscritta all’Albo delle Banche e capogruppo del Gruppo Bancario FinecoBank, aderente al Fondo Nazionale di Garanzia e al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. FinecoBank pubblica che il 63,98% dei suoi conti al dettaglio perde denaro operando in CFD, la terza cifra più bassa di questa comparativa dopo quelle di eToro e Interactive Brokers.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Banca italiana iscritta all’Albo delle Banche, con cui il cliente tratta direttamente | Il catalogo di indici non è elencato né contato sulla pagina CFD e non vi compare alcun indice italiano |
| Zero commissioni sui CFD, con lo spread come unico costo | Un solo riferimento di spread pubblicato: da 1 pip sul Super SP500 |
| Spread fisso per tutta la giornata | Le piattaforme sono quelle di Fineco (sito, app e FinecoX); chi cerca specificamente MetaTrader non lo trova fra quelle indicate |
| Margini al dettaglio del 5% e del 10%, in linea con il limite CONSOB, e Stop Loss automatico al 50% del margine | Servono un conto Fineco e l’abilitazione ai derivati con test di appropriatezza |
| Operatività direttamente in euro da sito, app e FinecoX | Le posizioni tenute oltre la giornata (Multiday) comportano oneri di mantenimento |
| Pubblica la percentuale di conti al dettaglio con perdite, fra le più basse della comparativa | Il 63,98% dei conti al dettaglio di FinecoBank perde denaro operando in CFD, sulla cifra pubblicata da Fineco stessa |
A chi si adatta: operatori italiani che preferiscono una banca, vogliono pagare solo lo spread e non hanno bisogno di MetaTrader né di un elenco di indici pubblicato voce per voce.
Verdetto: Fineco ottiene 7,9/10 per il modello a zero commissioni con spread fisso offerto da una banca italiana, con margini in linea con il limite CONSOB, ed è penalizzata per non pubblicare l’elenco degli indici né più di un riferimento di spread.
10. AvaTrade (Punteggio: 7,8/10)
Ideale per: un ingresso semplice e a basso costo nel trading di indici su piattaforme familiari, con protezione dal saldo negativo dichiarata.
Punti chiave
- CFD su indici sui principali benchmark globali, incluso S&P 500, Nasdaq 100, DAX 40, CAC 40 e Hang Seng.
- Deposito minimo di USD 100. Leva fino a 200:1 sull’offerta globale di AvaTrade, con nota che dipende dalla normativa locale, il che limita un cliente al dettaglio europeo a 20:1 sugli indici principali.
- Piattaforme: WebTrader di AvaTrade, la sua app mobile, MetaTrader 4 e MetaTrader 5. Conti segregati e protezione dal saldo negativo dichiarate.
- Lo strumento AvaProtect e i segnali di mercato Trading Central inclusi.
- Attiva dal 2006, con 9 milioni di utenti registrati nel mondo.
- AVA Trade EU Limited è regolata dalla Banca Centrale d’Irlanda con numero di riferimento C53877.
AvaTrade offre CFD su indici sui benchmark che la maggior parte degli operatori europei vuole davvero, nominando espressamente S&P 500, Nasdaq 100, DAX 40, CAC 40 e Hang Seng, su WebTrader, la propria app mobile ed entrambe le build MetaTrader. Il punto di ingresso è un semplice deposito minimo di USD 100, e AvaTrade dichiara che i conti dei clienti sono segregati e che si applica la protezione dal saldo negativo.
Si colloca all’ultimo posto di questa comparativa per una ragione di trasparenza, non di qualità: AvaTrade non pubblica un conteggio di strumenti su indici né uno spread per singolo indice sulla sua pagina indici. Ogni piattaforma classificata sopra pubblica almeno una cifra di spread di riferimento che un potenziale cliente può verificare, e la maggior parte ne pubblica considerevolmente di più. È una differenza reale per chi vuole confrontare il costo prima di finanziare un conto.
La cifra sulla leva richiede la stessa attenzione. La pagina indici di AvaTrade pubblicizza fino a 200:1, con una nota “in base alla normativa locale”. Per un cliente al dettaglio della sua entità europea, la cifra applicabile su un indice azionario principale è 20:1, non 200:1, secondo le norme descritte più avanti in questo articolo.
Quello che AvaTrade aggiunge al posto di prezzi pubblicati è uno strumentario pensato per operatori alle prime armi: AvaProtect, che permette di proteggere una posizione da perdite per un periodo definito dietro pagamento, e i segnali e le analisi di Trading Central. I clienti europei sono serviti da AVA Trade EU Limited, regolata dalla Banca Centrale d’Irlanda con numero di riferimento C53877, confermata sul registro pubblico CONSOB delle imprese di investimento UE senza succursale, verificato direttamente l’11 settembre 2026. AvaTrade opera dal 2006 e dichiara 9 milioni di utenti registrati nel mondo.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| CFD su indici sui principali benchmark che gli operatori europei vogliono più spesso, nominati esplicitamente | Nessun conteggio di strumenti su indici né alcuno spread per singolo indice è pubblicato sulla pagina indici |
| Un deposito minimo semplice di USD 100 | La leva “fino a 200:1” pubblicizzata non si applica a un cliente al dettaglio europeo, limitato a 20:1 sugli indici principali |
| WebTrader, app mobile, MetaTrader 4 e MetaTrader 5 tutti disponibili | Nessun cTrader o TradingView, a differenza di Pepperstone o IG |
| Conti segregati e protezione dal saldo negativo dichiarate | AvaProtect è una funzione a pagamento, non inclusa, e il suo costo varia con il periodo di protezione |
| AvaProtect e i segnali Trading Central offrono a operatori più nuovi strumenti strutturati di rischio e analisi | Nessuna percentuale propria di conti al dettaglio con perdite trovata sulla pagina indici letta in questa ricerca |
| Regolata dalla Banca Centrale d’Irlanda come AVA Trade EU Limited, confermata sul registro pubblico CONSOB, con 9 milioni di utenti registrati dal 2006 | Il sito in lingua italiana non ha restituito contenuto leggibile per la pagina indici durante questa ricerca; i dati sono ripresi dal sito internazionale |
A chi si adatta: operatori di indici alle prime armi che vogliono un percorso familiare su MetaTrader, un punto di ingresso fisso e modesto, e strumenti di rischio integrati, e che sono disposti a confermare i prezzi nella piattaforma.
Verdetto: AvaTrade ottiene 7,8/10 per un accesso ai CFD su indici accessibile e ben strumentato sotto la regolamentazione della Banca Centrale d’Irlanda, penalizzato in questa comparativa per non pubblicare né un catalogo di indici né uno spread su indici che un potenziale cliente possa verificare in anticipo.
Quanto costa realmente fare trading di indici
Il trading di indici ha tre componenti di costo, e confrontare le piattaforme solo sulla prima è l’errore più comune di un nuovo operatore di indici.
Lo spread. La differenza fra il prezzo di acquisto e quello di vendita, quotato in punti indice (la maggior parte delle piattaforme qui), in un importo in valuta (BG SAXO) o come percentuale del valore della posizione (eToro). Si paga nel momento in cui la posizione si apre, indipendentemente da dove vada l’operazione. Uno spread minimo o “da” è un miglior caso, di solito visto nella parte più liquida della giornata; uno spread medio calcolato su un intero periodo, che qui pubblicano solo Pepperstone e IC Markets, è una guida molto migliore a ciò che verrà pagato davvero.
Commissione. La maggior parte delle piattaforme di questa comparativa non addebita commissione sui CFD di indici e ne porta il costo nello spread. Due eccezioni contano. Il conto Raw ECN di VT Markets addebita USD 6 per giro completo sull’intera gamma di strumenti. Interactive Brokers addebita lo 0,005%-0,01% sui CFD di indici specificamente, e la separa deliberatamente dallo spread. Senza commissione non significa gratuito: significa che il costo si è spostato nello spread.
Finanziamento overnight. Ogni CFD cash su indice tenuto oltre l’orario limite giornaliero attira un addebito o accredito di finanziamento, perché la posizione è a leva e la leva è effettivamente presa in prestito. Interactive Brokers pubblica il proprio finanziamento sugli indici azionari al tasso di riferimento più o meno 1,5%. La maggior parte delle altre piattaforme lo pubblica in un calendario separato piuttosto che sulla pagina indici. Su una posizione tenuta per una settimana questo è di solito piccolo; su una tenuta per due mesi può superare tutto ciò che si è pagato in spread.
| Costo | Quando viene addebitato | Chi lo addebita in questa comparativa | Cosa controllare prima di negoziare |
|---|---|---|---|
| Spread | All’apertura e di nuovo alla chiusura | Ogni piattaforma qui | Se la cifra pubblicata è un minimo o una media, e su quale indice specifico |
| Commissione | Per lotto o per valore del contratto | VT Markets (Raw ECN, per giro completo), Interactive Brokers (0,005%-0,01% sugli indici) | Se la commissione si applica agli indici o solo a forex e materie prime |
| Finanziamento overnight | Ogni notte in cui una posizione cash resta aperta | Ogni piattaforma che offre CFD cash su indici | Il tasso pubblicato, e se esiste un’alternativa swap-free o referenziata al future |
| Conversione valutaria | Quando l’indice è quotato fuori dalla valuta del conto | XTB e BG SAXO pubblicano cifre proprie; le altre variano | L’aliquota, e se esiste un conto nella valuta di base corrispondente |
| Inattività | Dopo un periodo di inattività definito | Varia per piattaforma | Il periodo di inattività e l’importo |
Un confronto pratico chiarisce il punto. Un operatore che apre una posizione di EUR 20.000 sul GER40 e la chiude nel pomeriggio stesso paga lo spread due volte e nessun finanziamento. Lo stesso operatore che tiene la posizione per due mesi paga lo spread due volte e circa sessanta notti di finanziamento. La piattaforma che sembrava più economica per la prima operazione non è necessariamente quella più economica per la seconda, e nessuna cifra di spread da sola lo dirà.
Le regole di leva e margine che si applicano davvero in Italia
Ogni piattaforma autorizzata nell’Unione Europea di questa comparativa applica gli stessi limiti di leva al dettaglio, perché discendono tutti dalla stessa fonte.
Il 27 marzo 2018 l’Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati (ESMA) ha concordato misure di intervento di prodotto sui CFD offerti a investitori al dettaglio ai sensi dell’articolo 40 del Regolamento sui mercati degli strumenti finanziari (MiFIR). Quelle misure erano temporanee. In Italia, la CONSOB Delibera n. 20976, adottata il 21 giugno 2019 ed efficace dal 30 luglio 2019, le ha rese permanenti, esercitando il potere nazionale equivalente previsto dallo stesso regolamento, lo stesso meccanismo con cui altri regolatori nazionali dell’UE, come la CNMV spagnola, hanno reso permanenti le stesse misure nel proprio paese.
Per un operatore di indici, l’effetto pratico è questo:
| Regola | Cosa significa su una posizione su indici |
|---|---|
| Leva 20:1 sugli indici principali | Una posizione di EUR 20.000 sul DAX 40, sul FTSE 100, sull’S&P 500 o sul Nasdaq 100 richiede EUR 1.000 di margine, ovvero il 5% |
| Leva 10:1 sugli indici non principali | La stessa posizione di EUR 20.000 su un indice nazionale minore richiede EUR 2.000 di margine, ovvero il 10% |
| Chiusura automatica al 50% del margine | Se il patrimonio del conto scende sotto la metà del margine iniziale richiesto, il fornitore deve iniziare a chiudere le posizioni |
| Protezione dal saldo negativo | Le perdite al dettaglio sul conto non possono superare il saldo del conto |
| Divieto di incentivi | Un fornitore autorizzato nell’UE non può offrire benefici monetari o determinati benefici non monetari per negoziare CFD |
| Avviso di rischio standardizzato | Il fornitore deve pubblicare la percentuale dei propri conti al dettaglio che perdono denaro, aggiornata periodicamente |
IG mostra la prima riga in pratica, pubblicando un margine del 5% e una leva di 1:20 sui suoi indici principali. BG SAXO pubblica un margine iniziale al dettaglio del 5% su US 500, US Tech 100 e Germany 40. IC Markets pubblica fino a 1:20 sugli indici. Fineco pubblica un margine del 5% sugli indici principali e del 10% sugli altri.
Questi limiti derivano dall’autorizzazione UE di un’entità. VT Markets pubblica una leva fino a 500:1 sulla sua pagina indici. Quella cifra non è una cifra di un’entità UE, perché VT Markets non possiede una licenza UE o SEE, e non dovrebbe essere letta come la leva disponibile per un cliente al dettaglio italiano. La stessa cautela si applica alla cifra “fino a 200:1” di AvaTrade, resa condizionale dalla sua stessa nota alla normativa locale, e che per un cliente della sua entità irlandese significa 20:1 su un indice principale.
Una leva più alta non è un prodotto migliore. Su una posizione a 20:1, un movimento avverso del 5% dell’indice azzera l’intero margine impegnato, e la regola di chiusura al 50% obbliga il fornitore a iniziare a chiudere ben prima di quel punto. Su una posizione a 500:1, la stessa aritmetica corre circa dieci volte più velocemente. La leva amplifica le perdite esattamente sulla stessa scala con cui amplifica i guadagni, e su una posizione su indici a leva senza protezione dal saldo negativo le perdite possono superare l’importo depositato.
Come abbiamo selezionato le migliori piattaforme
Catalogo e struttura degli strumenti su indici. Abbiamo valutato a quanti strumenti su indici ogni piattaforma dà accesso a un cliente italiano, quali regioni copre, e, importante specificamente per gli indici, se una piattaforma offre sia un contratto cash sia uno future o a termine sullo stesso benchmark, perché questo determina quanto bene si può gestire una posizione tenuta più a lungo.
Prezzo pubblicato sugli indici. Abbiamo confrontato lo spread, la commissione e, dove pubblicato, lo spread medio sugli indici che un operatore al dettaglio italiano negozia più spesso: DAX 40, FTSE 100, S&P 500, Nasdaq 100, Dow Jones ed EURO STOXX 50, oltre alla presenza o assenza di uno strumento identificabile sull’Italia. Abbiamo usato solo cifre pubblicate sul sito ufficiale di ciascuna piattaforma. Dove una piattaforma non pubblica una cifra per singolo indice, lo abbiamo dichiarato invece di stimarlo.
Strutture di conto rilevanti per il trading di indici. Abbiamo guardato al deposito minimo, alla dimensione minima di negoziazione, se viene offerto più di un modello di prezzo, e, in modo determinante, se la fascia più economica di una piattaforma copre davvero gli indici. Spesso non è così.
Piattaforma ed esecuzione. Abbiamo considerato quali piattaforme supportano il trading di indici, incluse MetaTrader 4, MetaTrader 5, cTrader, TradingView e piattaforme proprietarie, e se sono pubblicati orari estesi o nel weekend.
Posizione regolatoria per un cliente italiano. Abbiamo identificato l’entità legale specifica che servirebbe un cliente al dettaglio italiano e l’autorità responsabile, verificando ogni entità citata sul registro pubblico della CONSOB dove possibile, perché i limiti di leva, la regola di chiusura e la protezione dal saldo negativo si applicano a livello di entità e non di marchio.
Qualità della disclosure. Abbiamo dato peso alle piattaforme che pubblicano cifre che un potenziale cliente può verificare prima di finanziare un conto, inclusi spread per singolo indice, requisiti di margine e la percentuale di conti al dettaglio del fornitore stesso, e abbiamo penalizzato le piattaforme che pubblicano affermazioni senza numeri a sostegno.
Da dove viene il primo posto di VT Markets, detto senza ambiguità. VT Markets non è prima qui per numero di indici, per spread pubblicato o per standing regolatorio in Italia, e questo articolo non lo sostiene. È prima sul criterio indicato all’inizio della sua scheda: la combinazione più ampia di strutture di conto e percorsi di piattaforma per il trading di CFD su indici fra i dieci esaminati, con contratti cash e future su otto benchmark principali in un solo conto. Un lettore la cui priorità è il catalogo pubblicato più ampio dovrebbe scegliere IG. Un lettore la cui priorità è un prezzo verificabile per singolo indice dovrebbe scegliere Pepperstone o IC Markets. Un lettore la cui priorità è la vigilanza regolatoria italiana dovrebbe scegliere BG SAXO, l’unica società di intermediazione mobiliare italiana di questa lista, o una qualunque delle altre otto piattaforme autorizzate nell’UE prima di VT Markets, e questo articolo lo dice invece di lasciarlo intuire.
Come scegliere la piattaforma giusta per te: guida passo-passo
La piattaforma con il punteggio più alto di questa comparativa non è automaticamente quella giusta per ogni lettore. La migliore piattaforma per il trading di indici è quella il cui tipo di prodotto, prezzo pubblicato, struttura di conto e posizione regolatoria corrispondono a come una persona intende davvero operare.
Confronta le piattaforme in un colpo d’occhio
| Piattaforma | Catalogo indici | Prezzo pubblicato | Commissione sugli indici | Deposito minimo | Piattaforme | Stato CONSOB | Conti al dettaglio con perdite |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| VT Markets | 26 strumenti, 8 principali in versione cash e future | Nessuno pubblicato per singolo indice | USD 6 per giro completo su Raw ECN; non ridotta su Pro ECN | USD 100 (Standard STP, Raw ECN) | MT4, MT5, WebTrader, App | Non presente in alcun registro | Non pubblicata |
| IG | 81 mercati di indici, incluso Italy 40 | FTSE 100 da 1, Germany 40 da 1, US 500 da 0,4 | Nessuna | Non pubblicato | Web, App, MT4, TradingView, ProRealTime | Succursale, n. 170 | 72% |
| BG SAXO | 30+ indici in tabella diffusa | US 500 da 0,5 USD, Germany 40 da 1 EUR | Nessuna | Non pubblicato | SaxoTraderGO, SaxoTraderPRO | SIM italiana | 65% |
| XTB | 20+ CFD su indici | Da 0,012 pip (cifra di classe di attivo) | Nessuna | Molto basso | xStation | Libera prestazione di servizi | 77% |
| Pepperstone | Indici per area geografica | GER40 0,9 min/1,5 media; UK100 1,0/1,6; US500 0,4/0,4 | Nessuna | Non pubblicato | Piattaforma propria, MT4, MT5, TradingView, cTrader | Libera prestazione di servizi | 72,9% |
| IC Markets | 25 CFD su indici, incluso IT40 | Da 0,5 pip | Nessuna | Non pubblicato | MT4, MT5, cTrader | Libera prestazione di servizi | 72,52% |
| Interactive Brokers | Tutti i principali indici azionari | Referenziato al future sottostante più spread del fornitore di liquidità | 0,005%-0,01% | Non pubblicato | Trader Workstation, mobile, web portal | Libera prestazione di servizi | 59,6% |
| eToro | 10+ pubblicati individualmente | 0,005%-0,01% del valore della posizione | Nessuna (lo spread è il costo) | Varia | App e piattaforma eToro | Libera prestazione di servizi | 51% |
| Fineco | Elenco non pubblicato (Europa, Stati Uniti, Brasile, Messico, Sudafrica) | Da 1 pip su Super SP500; spread fisso | Nessuna | Non pubblicato | Sito, App, FinecoX | Banca italiana | 63,98% |
| AvaTrade | Non pubblicato | Non pubblicato | Non pubblicata | USD 100 | WebTrader, App, MT4, MT5 | Libera prestazione di servizi | Non pubblicata |
Funzioni, prezzi e disponibilità variano in base al paese di residenza e all’entità del conto. Il confronto riflette informazioni pubblicate dai fornitori.
Passo 1: decidi per quanto tempo intendi tenere una posizione su indici
Questa decisione viene prima del prezzo, perché determina quale costo conta di più. Un operatore intraday paga lo spread due volte e nessun finanziamento, quindi lo spread è quasi tutto il costo. Un operatore che tiene una posizione su indici per settimane paga lo spread due volte e il finanziamento ogni notte, e può pagare più in finanziamento che in spread. Se l’intenzione è tenere, dai priorità alle piattaforme che offrono un contratto future o a termine su indici, o un conto swap-free, rispetto a quelle con lo spread di apertura più stretto.
Passo 2: controlla lo spread pubblicato sull’indice specifico che negozi, non il titolo
“Spread da 0,4 punti” si riferisce quasi sempre all’S&P 500, l’indice più liquido al mondo, e non dice nulla a chi negozia il DAX o il FTSE MIB. Cerca la cifra sull’indice che intendi negoziare davvero, e preferisci uno spread medio a uno minimo dove ne viene pubblicato uno. Fra le piattaforme qui, Pepperstone e IC Markets pubblicano sia un minimo sia una media per ogni indice; IG e BG SAXO pubblicano minimi su indici nominati, Fineco un solo riferimento (Super SP500); VT Markets, XTB e AvaTrade non pubblicano alcuna cifra per singolo indice.
Passo 3: verifica se la fascia più economica della piattaforma copre davvero gli indici
Questo inganna più operatori di quanto dovrebbe. Una piattaforma può pubblicizzare una fascia a commissione ridotta o nulla che poi risulta applicarsi solo a forex e metalli. Il conto Pro ECN di VT Markets è l’esempio più chiaro di questa comparativa: la sua commissione ridotta pubblicata copre forex, oro, argento e petrolio, e non nomina gli indici. Il conto Cent di VT Markets esclude del tutto gli indici. Leggi la formulazione sull’ambito del prodotto del conto prima di assumere che il titolo generale si applichi.
Passo 4: calcola il margine e la perdita che lo azzererebbe
A 20:1 su un indice principale, una posizione di EUR 20.000 richiede EUR 1.000 di margine. Un movimento avverso del 5% dell’indice elimina quei EUR 1.000, e secondo la regola di chiusura al 50% il fornitore deve iniziare a chiudere la posizione una volta che il patrimonio scende sotto EUR 500, cioè circa un movimento avverso del 2,5%. Movimenti degli indici del 2,5% in un giorno non sono rari intorno alle decisioni delle banche centrali o alle pubblicazioni sull’inflazione. Fai questa aritmetica sulla dimensione di posizione prevista prima di aprirla, e decidi in anticipo la perdita massima accettabile per posizione.
Passo 5: identifica l’entità, il regolatore e lo schema di indennizzo prima di finanziare
Conferma l’entità legale specifica che deterrà il conto, non solo il marchio, e l’autorità responsabile. Poi conferma cosa succede se quell’impresa fallisce: le otto piattaforme autorizzate nell’UE di questa comparativa, più BG SAXO come SIM italiana, ricadono sotto schemi di indennizzo nazionali come il Fondo di Garanzia degli Investitori italiano (per BG SAXO), l’Irish Investor Compensation Scheme o il Cyprus Investor Compensation Fund a seconda dell’entità. VT Markets non pubblica un’autorizzazione UE o SEE né uno schema di indennizzo europeo. Non è una ragione per cui nessuno la usa; è una ragione per sapere cosa è coperto e cosa no prima di finanziare un conto. Usa un conto demo per testare l’esecuzione e il monitoraggio del margine sugli indici specifici che intendi negoziare prima di impegnare denaro reale.
Cinque consigli pratici per il trading di indici
Conosci cosa muove l’indice specifico che stai negoziando. Il DAX 40 è fortemente orientato verso industriali ed esportatori e reagisce alla crescita europea e all’euro. Il Nasdaq 100 è concentrato su grandi società tecnologiche e reagisce bruscamente alle aspettative sui tassi d’interesse. Il FTSE MIB include banche e assicurazioni con un peso significativo, e reagisce spesso alle decisioni della Banca Centrale Europea più che a quelle della Federal Reserve. Trattare “il trading di indici” come un’unica strategia su tutti e tre è il modo più rapido per farsi sorprendere.
Rispetta gli eventi programmati invece di negoziarli di default. Le decisioni delle banche centrali, i dati sull’inflazione e sull’occupazione muovono interi indici in una volta, e gli spread si allargano intorno a questi eventi su ogni piattaforma di questa comparativa, incluse quelle che pubblicizzano spread fissi in condizioni normali. Conosci il calendario dell’indice che negozi, e decidi in anticipo se tenere la posizione durante un evento o restarne fuori.
Conta il finanziamento prima di scegliere la piattaforma. Per qualunque posizione che intendi tenere più di pochi giorni, calcola il finanziamento overnight sul periodo di detenzione previsto e sommalo allo spread. Una piattaforma con uno spread leggermente più ampio e un’opzione swap-free o referenziata al future può facilmente risultare più economica nel complesso di una con lo spread più stretto in assoluto.
Dimensiona la posizione dalla perdita che puoi accettare, non dal margine che puoi versare. La leva determina la posizione massima che un deposito può aprire. Non determina la posizione che andrebbe aperta. Decidi prima la perdita massima accettabile per posizione, poi risali alla dimensione della posizione e inserisci un ordine di protezione quando la apri, sapendo che uno stop può essere eseguito oltre il suo livello quando il mercato salta.
Non negoziare mai con denaro che non puoi permetterti di perdere. I CFD su indici a leva possono generare perdite superiori all’importo depositato dove non si applica la protezione dal saldo negativo, e fra il 51% e il 77% dei conti al dettaglio delle piattaforme autorizzate nell’UE di questa comparativa perde denaro, sulle cifre pubblicate dagli stessi fornitori. Impegna solo capitale che puoi permetterti di vedere ridursi di valore.
Verdetto finale: quale piattaforma per il trading di indici dovresti scegliere
VT Markets è la migliore piattaforma per il trading di indici in Italia nel 2026 fra le dieci esaminate, con un punteggio di 9,5/10, per l’ampiezza del suo catalogo di 26 strumenti, l’abbinamento di contratti cash e future su otto benchmark principali, le sue cinque strutture di conto incluso un conto swap-free che elimina il finanziamento overnight sulle posizioni su indici tenute a lungo, e l’accesso tramite MetaTrader 4, MetaTrader 5, WebTrader e la sua app.
Quel primo posto arriva con due condizioni che questo articolo ha dichiarato ripetutamente invece di nasconderle. VT Markets non pubblica alcun prezzo per singolo indice, quindi un potenziale cliente non può confrontarne il costo prima di finanziare un conto. E VT Markets non possiede una licenza UE o SEE, quindi le tutele europee al dettaglio che ogni altra piattaforma di questa lista porta con sé, incluso il limite di leva 20:1, la regola di chiusura al 50% e la protezione dal saldo negativo, non sono dichiarate applicarsi a essa.
Per lettori la cui priorità è il catalogo pubblicato più ampio e gli spread pubblicati più stretti, IG offre 81 mercati di indici con il Germany 40 da 1 punto e un indice sull’Italia dichiarato. Per chi vuole trattare con un’entità vigilata in Italia, BG SAXO è l’unica società di intermediazione mobiliare italiana di questa lista. Pepperstone e IC Markets pubblicano i dati di spread su indici più completi, con IC Markets che include esplicitamente IT40. Interactive Brokers separa la commissione dallo spread per la struttura di costo più leggibile di questa comparativa. XTB ha la soglia di ingresso più bassa e combina i CFD su indici con l’investimento reale in azioni, eToro quota gli indici come percentuale del valore della posizione e pubblica la cifra più bassa di conti al dettaglio con perdite, al 51%, Fineco offre zero commissioni e spread fisso presso una banca italiana, e AvaTrade offre un percorso familiare e ben strumentato da un deposito di USD 100.
La scelta giusta dipende dal periodo di detenzione previsto, dall’indice specifico negoziato, da quanto dettaglio di prezzo pubblicato un lettore vuole prima di finanziare un conto, e da quanto peso attribuisce alla vigilanza regolatoria italiana o europea.
Inizia a fare trading di indici oggi con VT Markets
Se sei pronto a esplorare il trading di CFD su indici, VT Markets ti dà accesso a 26 strumenti che spaziano fra Stati Uniti, Europa, Regno Unito, Asia, Australia, Brasile e Sudafrica, con contratti sia cash sia future su otto benchmark principali, su cinque strutture di conto e quattro piattaforme di trading.
Nuovo al trading di indici? Un conto demo ti dà 90 giorni per effettuare operazioni simulate su indici e vedere lo spread dal vivo su GER40, NAS100 o UK100 nella piattaforma prima di decidere se passare a un conto reale. Questo conta più qui che sulla maggior parte dei prodotti, perché VT Markets non pubblica prezzi per singolo indice sul sito pubblico, quindi il conto demo è il punto in cui verifichi quanto costerebbe davvero una posizione su indici.
Quando avrai fatto questo e deciso che il trading di CFD su indici si adatta ai tuoi obiettivi, alla tua esperienza e alla tua situazione finanziaria, potrai aprire un conto da un deposito minimo di USD 100 sulla fascia Standard STP o Raw ECN.
Domande frequenti
1. Qual è la migliore piattaforma per il trading di indici in Italia nel 2026?
VT Markets è la migliore piattaforma per il trading di indici fra le dieci esaminate, con un punteggio di 9,5/10 per la combinazione più ampia di strutture di conto e piattaforme di trading per i CFD su indici, 26 strumenti, e contratti cash più future su otto benchmark principali. I lettori la cui priorità è il catalogo pubblicato più ampio dovrebbero confrontare IG, che pubblica 81 mercati di indici, e chi vuole trattare con un’entità vigilata in Italia dovrebbe confrontare BG SAXO.
2. Cos’è un CFD su indice?
Un CFD su indice è un contratto per differenza il cui prezzo segue un indice di borsa come il DAX 40, il FTSE 100, l’S&P 500 o il Nasdaq 100. Dà un’esposizione a leva al movimento di prezzo dell’indice senza possedere le azioni sottostanti, si può negoziare al rialzo o al ribasso, e, nella sua forma cash, non ha scadenza ma applica un costo di finanziamento per ogni notte in cui la posizione resta aperta.
3. Qual è la differenza fra un CFD cash e uno future su indice?
Un CFD cash su indice è prezzato sul livello spot dell’indice, non ha scadenza ed è addebitato di finanziamento ogni notte in cui resta aperto. Un CFD future su indice è prezzato sul contratto future quotato dell’indice, con il finanziamento in gran parte incorporato nel prezzo invece che addebitato ogni notte, il che di solito si adatta meglio a posizioni tenute per settimane piuttosto che per ore. VT Markets è la piattaforma di questa comparativa che pubblica entrambe le forme su un catalogo ampio di indici.
4. Quale leva posso usare sugli indici in Italia?
Per un cliente al dettaglio di un fornitore autorizzato nell’UE, la leva è limitata a 20:1 sugli indici azionari principali e 10:1 su quelli non principali, secondo la CONSOB Delibera n. 20976/2019, che ha reso permanenti in Italia le misure di intervento di prodotto introdotte da ESMA nel 2018. Questo significa un margine iniziale del 5% su un indice principale e del 10% su uno non principale. IG pubblica un margine del 5% e una leva di 1:20 sui suoi indici principali, BG SAXO pubblica un margine iniziale al dettaglio del 5% su US 500, US Tech 100 e Germany 40, IC Markets pubblica fino a 1:20 sugli indici e Fineco un margine del 5% sugli indici principali e del 10% sugli altri. VT Markets pubblica fino a 500:1, che non è una cifra di un’entità UE.
5. Perché tutte queste piattaforme pubblicano la percentuale di conti che perdono denaro?
Perché le norme UE derivate dalle misure di intervento di prodotto ESMA, applicate in Italia dalla CONSOB Delibera n. 20976/2019, richiedono che l’avviso di rischio di un fornitore di CFD includa la percentuale dei propri conti al dettaglio che perdono denaro. Fra le piattaforme di questa comparativa le cifre pubblicate sono eToro 51%, Interactive Brokers 59,6%, Fineco 63,98%, BG SAXO 65%, IG 72%, Pepperstone 72,9%, IC Markets 72,52% e XTB 77%. VT Markets non pubblica una cifra del genere, perché nessuna autorità europea la richiede a un’entità non europea.
6. Quale piattaforma offre gli spread più stretti sugli indici?
Sulle cifre pubblicate, IG quota gli spread di apertura più stretti per un cliente italiano, da 1 punto sul FTSE 100 e da 0,4 sull’US 500. Pepperstone e IC Markets pubblicano entrambe uno spread medio oltre al minimo, il che è una guida migliore al costo reale: US500 su Pepperstone va da 0,4 con una media di 0,4, mentre US500 su IC Markets va da 0,20 con una media di 0,36. Gli spread minimi pubblicati sono casi migliori, non tipici, e tutti gli spread sugli indici si allargano intorno a notizie che muovono il mercato.
7. Il conto Pro ECN di VT Markets riduce la commissione sugli indici?
Non sulle informazioni pubblicate da VT Markets. La struttura di commissione di Pro ECN nomina forex e oro (da USD 2 a USD 4 per giro completo a seconda della valuta base) e argento e petrolio (commissione zero). Gli indici non sono nominati. Chi sceglie un conto specificamente per il trading di indici dovrebbe confrontare Standard STP e Raw ECN.
8. Esiste un CFD sul FTSE MIB fra queste piattaforme?
Tre delle nove alternative a VT Markets pubblicano uno strumento identificabile sul mercato italiano: IG con “Italy 40” (spread da 1,6 punti al momento della lettura), IC Markets con “IT40” (spread da 9,00 punti, il più alto della sua intera tabella) e BG SAXO all’interno della sua tabella di quattordici indici europei con spread fisso. VT Markets, Pepperstone, XTB, eToro, Interactive Brokers, Fineco e AvaTrade non pubblicano uno strumento identificabile sull’Italia nelle pagine lette per questo articolo.
9. Posso perdere più di quanto deposito facendo trading di indici?
Con un fornitore autorizzato nell’UE, no: la protezione dal saldo negativo su base di conto è un obbligo regolatorio, quindi le perdite al dettaglio non possono superare il saldo del conto. Con un fornitore non autorizzato nell’UE, questa protezione non è automatica, e le perdite su una posizione su indici a leva possono superare l’importo depositato a meno che il fornitore non dichiari che si applica. Questa è una delle differenze pratiche fra le otto piattaforme autorizzate nell’UE più BG SAXO di questa comparativa e VT Markets.
10. Come avete deciso la classifica e i punteggi di questa comparativa?
Ogni piattaforma è stata valutata sul catalogo e sulla struttura degli strumenti su indici, sul prezzo pubblicato sugli indici, sulle strutture di conto rilevanti per il trading di indici, sulla piattaforma e l’esecuzione, sulla posizione regolatoria dell’entità che serve i clienti italiani, e sulla qualità di ciò che pubblica per un potenziale cliente da verificare. Ogni cifra è stata letta dal sito ufficiale della piattaforma o dal registro pubblico della CONSOB. Il primo posto di VT Markets si basa sul criterio dichiarato della combinazione più ampia di conti e piattaforme per il trading di CFD su indici, non sul numero di indici, sul prezzo pubblicato o sullo standing regolatorio in Italia, su nessuno dei quali è in testa.
Avvertenza sul rischio: Il trading di Contratti per Differenza (CFD) comporta un alto livello di rischio e potrebbe non essere adatto a tutti gli investitori. L’uso della leva finanziaria può amplificare significativamente i guadagni e le perdite e può comportare perdite superiori al tuo investimento iniziale. Prima di intraprendere il trading di CFD, dovresti assicurarti di comprendere appieno i rischi coinvolti, considerare attentamente i tuoi obiettivi di investimento, la tua situazione finanziaria e il tuo livello di esperienza, e cercare consulenza indipendente dove necessario. Le prestazioni passate non sono indicative dei risultati futuri. Si prega di fare riferimento ai nostri documenti legali per una panoramica completa dei rischi associati al trading di CFD.