Il dollaro australiano si è indebolito contro il dollaro USA giovedì, tornando sotto 0,7200 dopo aver toccato in precedenza i massimi da metà maggio. L’AUD/USD scambiava intorno a 0,7160, arretrando da un recente picco vicino a 0,7220 mentre il biglietto verde si rafforzava. Il presunto piano di stimolo da 54 miliardi di dollari della Cina per il suo settore bancario e per il più ampio sistema finanziario aveva in precedenza sostenuto la valuta, data l’esposizione dell’Australia alla domanda cinese, e la coppia aveva rimbalzato con forza dal minimo di giugno prima dell’inversione di questa settimana. Ulteriore supporto è arrivato anche dalla RBA: indicazioni aggressive e il petrolio stabile vicino a 100 dollari al barile hanno portato i mercati a prezzare un rialzo dei tassi più avanti nel mese, spingendo al rialzo i rendimenti a breve.
Le aspettative d’inflazione USA hanno però agito in senso opposto. I trader si stanno posizionando sempre più per una mossa della Federal Reserve a settembre dopo che il PPI è salito del 5,4% su base annua ad agosto, mentre le pressioni sui prezzi del petrolio legate al conflitto in Medio Oriente hanno mantenuto l’inflazione elevata e sostenuto il dollaro. Su base a quattro ore, l’AUD/USD era a 0,7167, sotto la SMA a 100 periodi a 0,7174 e la SMA a 20 periodi a 0,7215; l’RSI vicino a 29 indica condizioni di ipervenduto. Il supporto immediato si colloca a 0,7157, mentre le resistenze sono viste a 0,7174 e 0,7193, quindi a 0,7213 e 0,7215, prima di 0,7223.
Volatilità di mercato guidata dalle banche centrali e dai dati sull’inflazione
Mentre attraversiamo il mercato il 10 settembre 2026, il confronto tra una Reserve Bank of Australia dal tono aggressivo e una Federal Reserve statunitense resiliente sta generando forte volatilità per il dollaro australiano. Con il Producer Price Index USA in aumento del 5,4% ad agosto e i prezzi globali del petrolio ostinatamente vicini a 100 dollari al barile, entrambe le banche centrali sono sotto pressione per alzare i tassi più avanti nel mese. Per intercettare le brusche oscillazioni valutarie attese da queste doppie decisioni sui tassi, raccomandiamo ai trader di derivati di acquistare long straddle per beneficiare dell’elevata volatilità.
Guardando da vicino gli assetti tecnici, la coppia AUD/USD tratta a 0,7167, posizionandosi appena sopra un livello di supporto cruciale a 0,7157. Se nei prossimi giorni la coppia dovesse scendere sotto 0,7157, potremmo valutare l’acquisto di opzioni put di breve termine per sfruttare il momentum ribassista. Tuttavia, poiché l’Indice di Forza Relativa è attualmente in ipervenduto a 29, occorre evitare di inseguire il breakout troppo tardi.
Stimolo cinese e approcci tattici di trading
Dall’altro lato, il maxi pacchetto di stimolo finanziario cinese da 54 miliardi di dollari offre un solido supporto fondamentale all’economia australiana, fortemente dipendente dal commercio. Se il supporto a 0,7157 dovesse reggere, possiamo acquistare opzioni call at-the-money per puntare a un rapido rimbalzo verso la media mobile semplice a 100 periodi a 0,7174. Questa strategia consente di beneficiare di un rimbalzo di breve periodo sostenuto da condizioni tecniche di ipervenduto e da un sentiment positivo sul commercio.
Per gestire il rischio in questa fase ad alta tensione, suggeriamo di utilizzare strategie in spread a rischio definito invece di opzioni “nude”. L’impiego di bull call spread sopra 0,7157 o di bear put spread sotto tale livello aiuta a limitare le potenziali perdite mantenendo aperto il potenziale rialzista. Mantenere il rischio sotto controllo è essenziale mentre monitoriamo le principali resistenze a 0,7215 e 0,7223 nelle prossime settimane.
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