NZD/USD in lieve rialzo, ma il trend ribassista resta intatto
Giovedì il NZD/USD è salito lievemente verso 0,5850, ma gli scambi sono rimasti all’interno del range di mercoledì e il trend ribassista di breve periodo ha continuato a prevalere. La propensione al rischio è rimasta contenuta, con il Brent a pochi centesimi sotto i 100 dollari dopo gli attacchi a petroliere a inizio settimana: un contesto che può penalizzare l’economia neozelandese, importatrice di petrolio, e limitare i rimbalzi. Il dollaro USA è rimasto sotto pressione dopo la delusione per il programma di riacquisto di obbligazioni del Tesoro statunitense, al via lunedì, fattore che ha limitato un’ulteriore svalutazione del NZD.
Sul fronte tecnico, la coppia ha faticato a riconquistare la media mobile semplice a 200 giorni in area 0,5855, mentre i prezzi hanno oscillato vicino alla neckline di una figura ribassista di Testa e Spalle tra 0,5820 e 0,5800. L’RSI si attestava intorno a 44 e il MACD restava sotto lo zero. Un break sopra la SMA a 200 giorni sposterebbe l’attenzione sul massimo del 4 settembre in area 0,5900, quindi sui livelli di fine agosto attorno a 0,6000; al contrario, una discesa sotto il minimo del 2 settembre a 0,5802 aprirebbe spazio verso 0,5765 e 0,5740, con un obiettivo “misurato” a 0,5626.
Debolezza stagionale e prezzi del petrolio sotto pressione sul NZD
Consigliamo ai trader di derivati di assecondare il momentum ribassista sul NZD/USD nelle prossime settimane. Storicamente, settembre è il mese più debole dell’anno per il dollaro neozelandese, con una flessione media dell’1,8% nell’ultimo decennio. Questa vulnerabilità stagionale è aggravata dal Brent vicino a 100 dollari al barile, che grava in modo significativo sull’economia neozelandese, dato che il Paese importa praticamente tutto il carburante raffinato.
Strategia di trading: posizionamento su opzioni e futures
Sul mercato delle opzioni, suggeriamo l’acquisto di put a breve scadenza con strike a 0,5750. La coppia non riesce al momento a riportarsi sopra la media mobile semplice a 200 giorni a 0,5855, confermando che i venditori restano in controllo. Una rottura confermata sotto il supporto chiave a 0,5802 validerebbe la figura di Testa e Spalle, esponendo la coppia a un rapido movimento ribassista verso 0,5740.
Va inoltre monitorato l’andamento dei rendimenti obbligazionari globali, che continuano a salire e comprimono l’appetito del mercato per valute più rischiose come il Kiwi. Sebbene il dollaro USA sia temporaneamente piatto in vista del programma di buyback del Tesoro, questa pausa offre un punto d’ingresso strategico per i ribassisti. Proponiamo di sfruttare eventuali brevi rimbalzi, guidati dalle notizie, verso 0,5900 per aprire o incrementare posizioni corte sui futures.
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