L’oro (XAU/USD) è rimbalzato dopo essere sceso sotto quota 4.400 dollari giovedì, allontanandosi da un minimo di una settimana ma restando comunque sotto il perno dei 4.450 dollari, mentre i mercati attendevano i dati sull’inflazione statunitense. L’Indice dei prezzi alla produzione (PPI) USA è atteso più tardi giovedì e l’Indice dei prezzi al consumo (CPI) seguirà venerdì; le letture dovrebbero orientare le aspettative sulla decisione sui tassi della Federal Reserve del 16 settembre e, di riflesso, sul Dollaro USA (USD). I mercati prezzano circa il 60% di probabilità di un rialzo dei tassi nella riunione del 15–16 settembre, valutazione rafforzata dopo il report sulle buste paga non agricole (Nonfarm Payrolls) dello scorso venerdì. Altrove, i rendimenti dei Treasury sono rimasti sostenuti dopo che il Tesoro ha dichiarato che riacquisterà fino a 6 miliardi di dollari di scadenze tra i 10 e i 20 anni, in aumento dai 2 miliardi, anche se secondo alcune indiscrezioni le attese erano per almeno 10 miliardi.
Il petrolio ha toccato un massimo di tre mesi mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno aumentato i premi per il rischio, incluse notizie secondo cui l’Iran avrebbe attaccato 10 navi nei pressi dello Stretto di Hormuz dopo che gli Stati Uniti hanno affermato di aver affondato cinque petroliere iraniane nel Golfo dell’Oman e vicino all’isola di Kharg. Le aspettative sui tassi si sono rafforzate anche all’estero: i trader prezzano pienamente un rialzo di 25 punti base da parte della BCE e un altro da parte della BoJ nella riunione del 17–18 settembre, mentre la RBA sta valutando una mossa più avanti questo mese. Sul piano tecnico, l’oro è sopra la SMA a 200 periodi in area 4.362 dollari ma sotto la SMA a 100 periodi attorno a 4.491 dollari, con resistenza vicino al livello di Fibonacci del 38,2% a circa 4.427 dollari; il MACD è moderatamente positivo e l’RSI si colloca intorno a 51. Il supporto è in area 4.362 dollari, con ulteriori livelli a 4.344, 4.260 e 4.141 dollari, mentre tra gli ostacoli al rialzo figurano 4.491 e 4.530 dollari.
Strategie di volatilità in vista dell’inflazione USA e dei livelli di prezzo dell’oro
Dovremmo prepararci a un aumento della volatilità sui mercati dell’oro e delle valute man mano che ci avviciniamo alla cruciale pubblicazione del Consumer Price Index (CPI) statunitense di venerdì. Con l’oro attualmente in area appena sotto la resistenza chiave a 4.450 dollari, i trader di derivati dovrebbero valutare l’utilizzo di strategie basate sulla volatilità, come straddle o strangle, per intercettare eventuali breakout netti. Ciò è particolarmente importante poiché le evidenze storiche mostrano che le quotazioni dell’oro possono oscillare di oltre il 2% nelle ore immediatamente successive a dati sull’inflazione inattesi.
Consigliamo di monitorare da vicino il Dollar Index (DXY), che ha subito pressioni al ribasso ma resta altamente sensibile ai cambiamenti macroeconomici. L’attuale pricing di mercato indica una probabilità del 60% di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nella prossima riunione del 16 settembre, sentiment sostenuto in modo significativo dai recenti dati positivi sulle nonfarm payrolls. Se la stampa del CPI di venerdì dovesse superare le attese, un improvviso dietrofront rialzista del biglietto verde potrebbe spingere rapidamente l’oro verso il supporto chiave a 4.362 dollari.
Rischi geopolitici sull’energia e impatti delle politiche delle banche centrali
I rischi geopolitici in Medio Oriente stanno inoltre gonfiando artificialmente i costi energetici, con il greggio scambiato vicino ai massimi di tre mesi dopo recenti confronti marittimi nei pressi dello Stretto di Hormuz. Poiché l’inflazione energetica tende spesso a trasmettersi direttamente alle misure di CPI core, raccomandiamo che i trader sui futures coprano le posizioni in metalli preziosi con opzioni call long sul greggio. Storicamente, interruzioni prolungate delle spedizioni attraverso questo corridoio vitale hanno spinto i prezzi del petrolio al rialzo del 10%–15% nell’arco di poche settimane, complicando ulteriormente le prospettive inflazionistiche globali.
Infine, dobbiamo considerare la sincronizzata impostazione “hawkish” delle banche centrali globali, incluso un rialzo di 25 punti base della Banca centrale europea già incorporato nei prezzi. L’aumento dei rendimenti obbligazionari a livello mondiale rappresenta un forte vento contrario per gli asset privi di rendimento, rendendo essenziali stop-loss stretti sulle posizioni long sull’oro. I trader dovrebbero puntare a impostare strategie su derivati di breve termine che sfruttino la divergenza tra un quadro tecnico dell’oro neutrale/limitato e l’evoluzione del contesto macroeconomico.
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