La People’s Bank of China (PBoC) ha fissato giovedì la parità centrale USD/CNY a 6,7766, lievemente più forte rispetto al 6,7769 di mercoledì, ma ancora ben al di sopra della stima Reuters di 6,7074. La politica monetaria dichiarata della PBoC si concentra sul mantenimento della stabilità dei prezzi, inclusa la stabilità del tasso di cambio, insieme al sostegno della crescita economica; inoltre porta avanti riforme finanziarie volte ad aprire e sviluppare i mercati finanziari cinesi.
La banca centrale è di proprietà statale sotto la Repubblica Popolare Cinese e non è considerata autonoma. La sua gestione e il suo indirizzo sono influenzati dal segretario del comitato del Partito Comunista Cinese, ruolo attualmente ricoperto da Pan Gongsheng insieme alla carica di governatore. L’attuazione della politica si avvale di strumenti tra cui il tasso sui reverse repo a sette giorni, la Medium-term Lending Facility (MLF), gli interventi sul mercato dei cambi e il Reserve Requirement Ratio (RRR), mentre il Loan Prime Rate (LPR) funge da tasso di riferimento che incide su prestiti, mutui e tassi di risparmio, oltre che sul tasso di cambio del renminbi. In Cina operano 19 banche private; WeBank e MYbank sono i maggiori finanziatori digitali, e le norme introdotte nel 2014 hanno consentito a istituti privati con capitale domestico di entrare in un sistema dominato dallo Stato.
Fixing dello yuan e implicazioni di policy
Il recente fixing USD/CNY della People’s Bank of China a 6,7766, significativamente superiore alla stima Reuters di 6,7074, segnala che i policymaker sono disposti a tollerare un renminbi più debole. Riteniamo che questa mossa sia finalizzata a sostenere il settore export della Cina, mentre la domanda interna continua a rimanere sotto pressione. Gli operatori sui derivati dovrebbero leggere questa impostazione di policy come un via libera a un’ulteriore deprezzamento dello yuan nel breve termine.
Scenario e strategie di trading
Questo allineamento di policy arriva mentre i dati economici cinesi mostrano persistenti pressioni deflazionistiche, con la crescita recente dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) che rimane ostinatamente bassa intorno allo 0,5%. Nel frattempo, la produzione industriale ha rallentato sotto il 5%, costringendo la banca centrale a mantenere i tassi di riferimento sul credito su minimi storici. Alla luce di queste difficoltà macroeconomiche, ci aspettiamo che la PBoC mantenga un orientamento accomodante, mettendo ulteriormente alla prova la valuta.
Per capitalizzare questo trend, raccomandiamo agli operatori sui derivati di accumulare opzioni call su USD/CNY per posizionarsi su ulteriori rialzi del cross. L’implementazione di strategie di risk-reversal — acquistando call out-of-the-money e contestualmente vendendo put — può contribuire a finanziare tali posizioni. Per le imprese che effettuano coperture, bloccare ora contratti forward proteggerà dall’aumento dei costi di importazione man mano che lo yuan scende.
Storicamente, quando la PBoC consente al fixing di discostarsi in modo così marcato dalle stime di mercato, ciò ha preceduto trend plurisettemanali di deprezzamento valutario. Nei precedenti cicli di allentamento, tali scostamenti hanno portato a un calo del 2%-3% dello yuan offshore nell’arco di un mese. Consigliamo di monitorare attentamente i fixing quotidiani nelle prossime settimane, poiché un’eventuale persistente inclinazione al rialzo confermerà che è in atto un più ampio trend ribassista sul renminbi.
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