USD/JPY è rimasto sotto pressione mercoledì, ma la spinta ribassista è stata limitata dal rimbalzo del Dollaro USA dopo un aggiornamento sul buyback del Tesoro statunitense. Il cambio ha scambiato intorno a 153,50, dopo essere sceso brevemente sotto 153,00 ai minimi da febbraio. Il Tesoro ha indicato che giovedì potrebbe riacquistare fino a 6 miliardi di dollari di debito a lunga scadenza, sopra il minimo precedentemente indicato di 4 miliardi per operazione, e i rendimenti USA sono saliti di conseguenza, con il Treasury decennale intorno al 4,85%, il livello più alto da novembre 2023. L’indice del Dollaro USA (DXY) si attestava vicino a 98,80 dopo aver recuperato da 98,60, il minimo dal 21 agosto.
Lo Yen giapponese ha continuato a beneficiare del sostegno delle attese di un irrigidimento più rapido della Bank of Japan (BoJ), con un rialzo dei tassi pienamente scontato per la riunione del 17–18 settembre, favorendo lo smontaggio dei carry trade finanziati in yen e flussi di rimpatrio. L’attenzione si sposta ora sull’indice dei prezzi alla produzione (PPI) USA di giovedì e sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) di venerdì, in vista della riunione della Federal Reserve (Fed) del 15–16 settembre; il CME FedWatch mostra che i mercati prezzano circa il 60% di probabilità di un rialzo di 25 pb. Sul piano tecnico, il report segnala supporto in area 153, un minimo del 2026 vicino a 152 e resistenza a 155.
Raccomandazioni di trading su derivati in un contesto di cambiamenti di policy
Raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per un’ulteriore discesa di USD/JPY acquistando opzioni put at-the-money. Lo smontaggio dei carry trade finanziati in yen sta guadagnando slancio mentre la Bank of Japan si prepara a un rialzo dei tassi molto atteso il 17–18 settembre. Con l’inflazione core giapponese in media intorno al 2,5%-2,8% quest’anno, le pressioni macroeconomiche favoriscono nettamente un yen più forte.
Sebbene il massiccio buyback obbligazionario da 6 miliardi di dollari del Tesoro USA abbia temporaneamente spinto il decennale al 4,85%, riteniamo che questo recupero del dollaro rappresenti un’opportunità di vendita di breve periodo. L’indice del Dollaro USA ha faticato a mantenere rialzi sopra 98,80, segnalando che lo slancio del biglietto verde si sta affievolendo. I trader possono sfruttare questo rimbalzo temporaneo avviando posizioni corte sui future USD/JPY man mano che il prezzo si avvicina alla solida resistenza a 155,00.
Strategie di volatilità in vista dei dati chiave sull’inflazione
Consigliamo l’impiego di strategie long volatility, come i long straddle, in vista delle pubblicazioni di PPI e CPI USA di questa settimana. Questi report sull’inflazione influenzeranno in modo determinante la decisione sui tassi della Federal Reserve del 15–16 settembre, per la quale i mercati prezzano attualmente una probabilità di rialzo del 60%. Se i dati sull’inflazione dovessero risultare più deboli delle attese, ci aspettiamo una rottura netta sotto il supporto psicologico chiave di 153,00.
In caso di violazione del “pavimento” a 153,00, ci attendiamo una rapida discesa verso il minimo del 2026 in area 152,00. In questa fase è cruciale coprire le esposizioni esistenti long dollaro, perché il mercato è passato da un supporto temporaneo legato a interventi a guadagni dello yen più persistenti e guidati dalla politica monetaria. I portafogli in derivati dovrebbero restare altamente flessibili per gestire le oscillazioni rapide e multidirezionali attese nelle prossime due settimane.
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