USD/JPY è sceso nuovamente sotto 153 dopo che il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent ha messo in guardia dal “mettere alla prova” la determinazione del Giappone a intervenire sullo yen, favorendo un consolidamento dei recenti guadagni della valuta. I mercati hanno mostrato scarsa capacità di estendere il movimento, e la prossima variazione direzionale duratura del cambio è stata descritta come dipendente dal fatto che la Bank of Japan delinei un ciclo di inasprimento che si spinga ben oltre settembre. Dati separati di questa settimana, che confermano vendite giapponesi di Treasury Usa, hanno suscitato poche reazioni immediate, anche se i numeri sono stati citati come elemento che sottolinea i rischi per la carta Usa e l’attenzione del mercato sulla stabilità dello yen.
Fitch Ratings ha affermato che le riallocazioni giapponesi verso i bond domestici stanno procedendo in modo graduale, non brusco. Rendimenti più elevati dei JGB stanno spingendo le compagnie assicurative a vendere titoli a bassa cedola e a reinvestire in nuove emissioni con cedole più alte, un cambiamento che aumenta il reddito cedolare futuro e sostiene i dividendi agli assicurati secondo i principi contabili giapponesi (Japanese GAAP). Fitch si aspetta inoltre che i tassi ufficiali aumentino più rapidamente di quanto i mercati prevedano nel 2026–2027, scenario che a suo avviso è di supporto per lo yen e, nel tempo, per la domanda di JGB.
Forza dello yen nel breve termine e strategie su derivati
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a uno yen più forte nelle prossime settimane, mentre USD/JPY si mantiene appena sotto il livello critico di 153. Il movimento arriva dopo che il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent ha avvertito i mercati dal testare la determinazione del Giappone a intervenire, limitando il potenziale di rialzo della coppia. Per sfruttare lo scenario, raccomandiamo l’acquisto di opzioni put su USD/JPY per beneficiare di un possibile ribasso verso 150.
Outlook di politica della Bank of Japan e implicazioni per i flussi di capitale
Occorre monitorare da vicino la Bank of Japan, poiché si prevede che il tasso ufficiale salga oltre lo 0,75% verso il 2027. Attualmente, il rendimento del decennale del governo giapponese (JGB) si aggira intorno all’1,3%, il livello più alto da oltre un decennio, richiamando liquidità domestica verso il Paese. I trader possono sfruttare questa tendenza entrando in payer swap sui tassi d’interesse giapponesi per capitalizzare l’aumento dei rendimenti.
I dati recenti sui flussi di capitale mostrano che gli investitori istituzionali giapponesi hanno ridotto in modo costante l’esposizione all’estero, con vendite nette per oltre 1,8 trilioni di yen di obbligazioni estere il mese scorso. Questa graduale rimpatrio implica un minore sostegno “naturale” per il dollaro USA e una pressione d’acquisto costante sullo yen. Consigliamo di utilizzare forward FX di breve termine per fissare questi livelli favorevoli dello yen prima che lo spostamento di capitali acceleri.
Con le minacce di intervento ancora presenti e i rialzi dei tassi BoJ all’orizzonte, la volatilità implicita delle opzioni su USD/JPY resta elevata. Riteniamo che i trader dovrebbero valutare la vendita di opzioni call USD/JPY out-of-the-money per incassare premio mentre il cambio spot rimane “cappato”. Questa strategia consente di beneficiare del tetto sul cross imposto dalle dinamiche di policy.
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