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USD/JPY si stabilizza sotto 154,50 mentre l’impennata dei dati sui salari in Giappone e i test sull’inflazione USA guidano le prospettive

by VT Markets
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Sep 8, 2026

USD/JPY è rimasto stabile poco sotto 154,50 dopo un’oscillazione di 153 pip, scendendo di oltre uno yen sui dati delle retribuzioni di luglio prima di riassorbire il movimento, e il Giappone non ha ulteriori pubblicazioni domestiche nelle restanti quattro sedute. Le retribuzioni in contanti nominali sono aumentate del 4,7% contro un consenso al 3,9%, il ritmo più rapido da gennaio 1997, mentre la paga base è salita del 4,1%, la crescita più veloce da aprile 1992; i salari reali hanno segnato +2,4%, settimo aumento consecutivo e il miglior dato in cinque anni. Il round primaverile dei salari ha raggiunto il 5,01% per il terzo anno sopra il 5%, e la crescita annualizzata del Q2 rivista è stata alzata all’1,4% rispetto all’1,1% atteso, con il deflatore stabile al 2,6%. I bonus sono balzati del 6,3% dopo un 4,7% rivisto, gli straordinari hanno rallentato al 3,1%, la misura depurata da bonus e straordinari è salita del 2,7% e i consumi privati sono rimasti piatti; il conto corrente è passato a un surplus di luglio di ¥2.988 miliardi da un deficit di ¥92,3 miliardi, mentre l’indicatore del ministero del Lavoro è salito al 2,2% dall’1,9%.

Le riserve valutarie del Giappone sono scese del 6,2% in agosto a $1.208 miliardi, con i titoli in calo di $87,8 miliardi, dopo un’operazione congiunta Tokyo–Washington a fine luglio che ha spinto USD/JPY da poco sotto 164,00 verso 157,50 in due sedute, con un passaggio momentaneo sotto 155,50, prima di tornare a trattare vicino a 160,00 entro il 1° settembre. Da allora la coppia è scesa di oltre sette yen in cinque sedute, con 154,00 ripetutamente violato e recuperato; le previsioni ora si concentrano nella parte bassa dei 150 e lo yen è la principale valuta con la migliore performance quest’anno, con la coppia sotto il livello di inizio 2026. Tra i dati USA in uscita figurano mercoledì alle 12:15 GMT la media a quattro settimane delle buste paga del settore privato, dopo 11,75K, quindi giovedì alle 12:30 GMT il PPI atteso a +0,4% m/m dopo luglio piatto e a 5,3% a/a dopo 4,7%, con il core a 0,3% e 4,6%; le richieste di sussidio di disoccupazione sono viste a 205K dopo 206K, e seguono le vendite di case esistenti alle 14:00 GMT dopo un calo dell’1,7%. Venerdì arriva il CPI alle 12:30 GMT atteso a +0,4% m/m, 3,4% a/a e 2,4% core, in vista della riunione Fed del 15–16 settembre con un taglio di un quarto di punto prezzato intorno al 58%, mentre la fiducia del Michigan è vista a 51 dopo 51,7 e le attese d’inflazione a un anno erano al 4%; la BoJ si riunisce due giorni dopo. Tra i livelli tecnici citati: resistenza a 154,50, poi 155,00 e 155,50, quindi 156,00, la EMA a 200 giorni poco sotto 158,00 e la EMA a 50 giorni vicino a 159,50; supporto a 154,00, poi poco sotto 153,00, 152,50 e 152,00, con Stoch RSI vicino a 76 e lettura a cinque minuti vicino a 75; una chiusura sopra 155,50 viene indicata come elemento in grado di invalidare un’impostazione ribassista.

Impostazione ribassista e strategie di trading

Dovremmo posizionarci per un’inversione ribassista di USD/JPY nelle prossime settimane, soprattutto con la coppia che fatica a superare la resistenza a 154,50. Con lo Stochastic RSI giornaliero che sta girando al ribasso da 76 dopo una brusca discesa di sette yen, acquistare opzioni put a breve scadenza o vendere la coppia sui rimbalzi verso 154,50 offre un rapporto rischio/rendimento particolarmente favorevole. Puntiamo al supporto immediato a 153,00, con un obiettivo secondario in area 152,00 se il momentum ribassista dovesse accelerare.

Driver macro: rendimenti obbligazionari, interventi e politica delle banche centrali

Questa view ribassista è fortemente supportata dal restringimento dei differenziali di rendimento, poiché lo spread tra il Treasury USA decennale e il JGB decennale si è compresso da oltre 400 punti base l’anno scorso a meno di 280 punti base di recente. Le prossime pubblicazioni di CPI e PPI USA hanno un’elevata probabilità di consolidare l’atteso taglio dei tassi della Federal Reserve nella riunione del 15–16 settembre, che al momento ha una probabilità implicita di mercato del 58%. Ci aspettiamo che questo restringimento del gap dei tassi mantenga una pressione ribassista persistente sulla coppia valutaria, rendendo di breve durata eventuali recuperi intraday.

Inoltre, il massiccio disinvestimento di Tokyo per $87,8 miliardi in titoli esteri durante l’intervento congiunto di luglio mostra che le autorità sono pienamente pronte a limitare impennate eccessive di USD/JPY. Questa postura di policy aggressiva, unita all’accelerazione della crescita salariale nominale giapponese al 4,7% in luglio, spiana la strada al previsto rialzo dei tassi della Bank of Japan il 18 settembre. Raccomandiamo di utilizzare opzioni sulla volatilità, come straddle long, per trarre beneficio dalle oscillazioni di mercato attese mentre entrambe le banche centrali annunciano decisioni cruciali a soli due giorni di distanza.

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