L’oro (XAU/USD) è sceso durante la sessione statunitense di martedì pur con un Dollaro USA ancora debole, con il metallo intorno a 4.400 dollari dopo aver toccato un massimo intraday vicino a 4.443. Le tensioni in Medio Oriente sono aumentate dopo che gli Houthi sostenuti dall’Iran hanno colpito infrastrutture energetiche in quattro città del sud dell’Arabia Saudita, in seguito agli eventi del fine settimana in cui gli Stati Uniti hanno attaccato unità navali iraniane e Teheran ha preso di mira navi da guerra statunitensi e petroliere. Il petrolio ha esteso i rialzi, con il WTI vicino a 91,30 dollari al barile dopo aver toccato 92,48, il livello più alto dall’8 giugno. Il Dollar Index oscillava intorno a 98,82 dopo aver brevemente recuperato quota 99, vicino ai minimi di oltre due settimane, ma le aspettative di una Fed più restrittiva hanno mantenuto l’oro sotto pressione nonostante il biglietto verde più morbido.
L’attenzione si è spostata su come prezzi del petrolio più elevati possano alimentare inflazione e tassi d’interesse, uno scenario che tende a penalizzare l’oro, che non offre rendimento. La Fed ha lasciato i tassi invariati quest’anno pur segnalando un’inflazione sopra il target del 2%, e il rapporto statunitense sui Non-Farm Payrolls (NFP) di venerdì ha ridotto le preoccupazioni sul mercato del lavoro. I mercati guardano ora alla riunione del 15-16 settembre: il CME FedWatch Tool indica circa il 60% di probabilità di un rialzo di 25 punti base, con il PPI USA in uscita giovedì e il CPI venerdì. Sul piano tecnico, XAU/USD si mantiene sopra le medie mobili semplici a 50 e 100 giorni a 4.255 e 4.346 dollari, con la possibile formazione di un testa e spalle attorno a una neckline a 4.350; l’RSI è vicino a 50 e l’ADX intorno a 23. Una rottura sotto 4.350 punterebbe a 4.255, poi 4.150 e 4.000, mentre le resistenze si collocano sulla SMA a 200 giorni vicino a 4.537 e in area 4.700.
Strategie su derivati tra rischi geopolitici e prezzi del petrolio
Suggeriamo ai trader su derivati di concentrarsi in modo marcato sui mercati energetici e sulle coperture geopolitiche, dato che il greggio WTI viaggia su massimi plurimensili. Con il West Texas Intermediate (WTI) in area 91,30 dollari al barile dopo i recenti attacchi Houthi a infrastrutture energetiche saudite, i derivati sull’energia stanno incorporando un premio per il rischio più elevato. Storicamente, gli shock geopolitici sull’offerta in Medio Oriente hanno spinto il petrolio a rialzi del 10%-15% nell’arco di poche settimane, rendendo le call lunghe sul crude una possibile strategia tattica.
Sul mercato delle opzioni sull’oro, raccomandiamo di monitorare da vicino il livello chiave di supporto a 4.350 dollari mentre XAU/USD oscilla intorno a 4.400. Questo livello si allinea con la media mobile semplice a 100 giorni e funge da neckline per un imminente pattern di testa e spalle. Una rottura netta sotto 4.350 potrebbe innescare un’ondata di vendite, rendendo particolarmente interessante l’acquisto di put out-of-the-money con obiettivo 4.255.
Aspettative sui tassi e volatilità legata agli eventi
Con la riunione della Federal Reserve del 15-16 settembre ormai alle porte, i trader dovrebbero prepararsi a movimenti ampi sia sui Treasury sia sui future dell’oro. Il CME FedWatch Tool indica attualmente una probabilità del 60% di un rialzo dei tassi di 25 punti base, fattore che esercita una forte pressione sugli asset privi di rendimento. Per intercettare l’attesa espansione della volatilità senza assumere una direzione, privilegiamo strategie long straddle sulle opzioni sull’oro in vista dei principali dati sull’inflazione di questa settimana.
Il Producer Price Index (PPI) USA di giovedì e il Consumer Price Index (CPI) di venerdì agiranno da principali catalizzatori per queste operazioni. Dati storici recenti mostrano che letture dell’inflazione che divergono dal consenso anche solo dello 0,2% possono innescare movimenti intraday del 2% nei metalli preziosi. Consigliamo di mantenere dimensioni di posizione prudenti finché il CPI di venerdì non confermerà se la Fed spingerà effettivamente i tassi più in alto.
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