La pubblicazione di venerdì dell’indice CPI statunitense è destinata a orientare la decisione della Federal Reserve del 16 settembre sui tassi, dopo che le buste paga di agosto sono rimbalzate di 162.000 unità, portando al 59% la probabilità di un rialzo. Un dato sull’inflazione più sostenuto consoliderebbe una mossa di 25 punti base e rafforzerebbe il dollaro USA, mentre un CPI più debole potrebbe lasciare la politica monetaria invariata e mettere sotto pressione il biglietto verde. L’oro è sceso in area 4.400 con il rialzo dei rendimenti, e i trader guardano alla media mobile semplice a 50 giorni a 4.350 e al supporto a 4.310; una rottura al ribasso sposterebbe l’attenzione su 4.200.
In Europa, la Banca Centrale Europea dovrebbe alzare i tassi di un quarto di punto a 2,5% giovedì, poiché i costi energetici mantengono l’inflazione sopra il 3%, anche se le aspettative divergono su ulteriori strette entro dicembre. EUR/USD oscilla tra la SMA a 20 e a 200 giorni, attestandosi poco sopra 1,1600, con 1,1710 nel mirino in caso di estensione al rialzo; una discesa sotto la SMA a 50 giorni peggiorerebbe il quadro di breve. Altrove, il WTI ha superato 92,00 sull’escalation delle tensioni USA–Iran e con OPEC+ che ha mantenuto invariata la produzione di ottobre, pur tagliando la stima di crescita della domanda a 580.000 barili al giorno; la resistenza è vista a 94,60, con 99,00 oltre, mentre una conferma ribassista richiederebbe un calo sotto la SMA a 200 giorni a 80,40.
Strategie di trading in vista di dati economici e decisioni delle banche centrali cruciali
Raccomandiamo ai trader di derivati di prepararsi a un’elevata volatilità sull’oro in vista della pubblicazione di venerdì del CPI USA e della riunione della Federal Reserve del 16 settembre. Con la probabilità di un rialzo dei tassi attualmente al 59%, un report sull’inflazione “caldo” probabilmente rafforzerà il dollaro USA e spingerà l’oro sotto la sua media mobile semplice a 50 giorni di 4.350. Per gestire questo rischio, suggeriamo di utilizzare opzioni put per proteggersi da un calo verso il supporto a 4.310, oppure di acquistare call se dati più “freddi” innescassero un rimbalzo dagli attuali 4.400.
Implicazioni per i mercati FX e delle materie prime
Per l’euro, riteniamo opportuno concentrarsi sul livello di 1,1600 mentre la Banca Centrale Europea si prepara ad alzare i tassi al 2,5% questo giovedì. Sebbene l’inflazione resti sopra il 3%, il rallentamento della crescita salariale nell’Eurozona sotto il 4% suggerisce che questo potrebbe essere l’ultimo rialzo dei tassi della BCE per quest’anno. Ci aspettiamo che un tono hawkish di Christine Lagarde spinga EUR/USD verso la barriera di 1,1710, mentre qualsiasi enfasi sui rischi economici probabilmente porterà il cambio sotto la sua media mobile a 50 giorni.
Nel mercato petrolifero, consigliamo ai trader di seguire il momentum rialzista del WTI, che scambia sopra 92,00. Poiché lo Stretto di Hormuz gestisce circa il 20% dei liquidi petroliferi mondiali, gli scontri navali tra forze statunitensi e iraniane rappresentano una grave minaccia per la distribuzione energetica globale. Vediamo solide argomentazioni per posizioni long con obiettivi a 94,60 e potenzialmente al livello psicologico di 99,00, con uno stop-loss rigoroso appena sotto la media mobile a 200 giorni a 80,40.
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